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Antichi versi contadini. L’agricoltura nella poesia dialettale di Placido Cavallaro (1784-1866)

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Antichi versi contadini. L’agricoltura nella poesia dialettale di Placido Cavallaro (1784-1866)
Titolo Antichi versi contadini. L’agricoltura nella poesia dialettale di Placido Cavallaro (1784-1866)
Autore
Argomento Poesia e studi letterari Letteratura: storia e critica
Editore Nero su Bianco Edizioni
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 124
Pubblicazione 04/2019
ISBN 9788885724013
 
12,00 € 11,40 €

 
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Sono versi dialettali ispirati dal duro lavoro nei campi con l’aratro o col tridenti, quelli di Placido Cavallaro, poeta-contadino vissuto a Biancavilla, alle falde dell’Etna, tra il Settecento e l’Ottocento. Componimenti che ci tramandano una esaltazione dell’agricoltura come “arte pulita e duci”, di cui Cavallaro si considerava un maestro. E per questo, nonostante l’analfabetismo, consapevole e responsabile del ruolo di tramandare usi e tradizioni, seppur aperto al progresso della tecnica e della scienza in un settore economico che aveva raggiunto una certa rilevanza nello Stato borbonico. Dalla mietitura del grano alla coltivazione degli ulivi e della vigna: è il mondo rurale di Cavallaro, analizzato in queste pagine da Alfio Grasso con puntigliosi riferimenti storici, socio-economici e letterari. Col suo dialetto verseggiato, con quella libertà di espressioni, figure e atteggiamenti, con quegli impeti di abbandono, di follie e di pittoresco, Cavallaro ci seduce e ci immerge in un mondo surreale. La sua poesia, in un passato non lontano, correva sulla bocca di tutti. Era ed è poesia degli umili. Un lascito prezioso per la cultura siciliana.
 

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