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La badessa e la lana di Florentia: il commercio tra Lucania e Toscana ceduto dal papa ai cavalieri di Malta

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La badessa e la lana di Florentia: il commercio tra Lucania e Toscana ceduto dal papa ai cavalieri di Malta
Titolo La badessa e la lana di Florentia: il commercio tra Lucania e Toscana ceduto dal papa ai cavalieri di Malta
Volume 2 - Cronotassi delle badesse fiorentine nel territorio di Forenza (PZ)
Autore
Collana Cronotassi del Regno di Napoli, 4
Editore ABE
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 124
Pubblicazione 2026
ISBN 9788872973066
 
44,00

 
"Prologo: forenza enclave fiorentina delle monache di san pier maggiore Il presente volume apre una finestra su un mosaico storico di straordinaria complessità, dove i confini geografici si dissolvono per lasciare spazio a un'articolata trama di dipendenze monastiche e poteri regali. Se in passato l'apparente assenza di beni lucani nei registri dei grandi ordini poteva apparire come una lacuna, l'indagine di Bascetta rivela una realtà ben diversa: quella di un territorio legato indissolubilmente alla Trinità di Venosa e alla sua rete di pertinenze, prima che quest'asse congiungesse il cuore della Basilicata alle nebbie del Nord e alle colline della Toscana. Il fulcro di questa vicenda risiede nella stagione "gloriosa" degli Altavilla. Furono quei formidabili condottieri a trasformare l'area di Forenza nel tribunale principale di un nuovo Giustizierato del Regno. In quel frangente Re Ruggero II, acquartierato presso San Nicola, riuscì a domare la ribellione dei baroni pugliesi nel giugno del 1133, sancendo la fedeltà della cittadella regia e donandole il "calice della pace". Questo episodio non fu un semplice fatto d'armi, ma l'inizio di una parentesi di autonomia e vigore istituzionale che vide l'Abbazia di San Nicola di Forenza e la Trinità di Venosa espandersi ben oltre i confini meridionali, lasciando poi il posto alla secolare gestione delle monache di Firenze. La ricerca documenta un fenomeno di eccezionale interesse: la penetrazione dell'ordine venosino nel tessuto rurale toscano divenne per Forenza un'inedita occasione di commercio. Quella che potrebbe sembrare una remota proprietà terriera era in realtà una stazione di sosta e gestione economica vitale, un ponte tra la Lucania e Firenze lungo la "Via della Lana". Questa entità giuridica e fiscale, lontana dalle leggende e radicata nei canoni enfiteutici, legava le popolazioni del Montalbano alla lontana terra di Forenza. Tuttavia, il destino di queste terre subì una trasformazione epocale. Se nel 1297 Papa Bonifacio VIII decretò il passaggio dei beni venosini ai Cavalieri di Malta, la storia documentata in queste pagine rivela un legame ancora più profondo e specifico: quello con il Monastero di San Pier Maggiore di Firenze. Attraverso un'analisi rigorosa dei fondi archivistici, emerge la fisionomia della «Regione Forentia», un'enclave lucana che per secoli visse sotto l'egida amministrativa e spirituale fiorentina. Il volume che il lettore si accinge a esplorare scardina consolidate convinzioni storiografiche, restituendo alla Basilicata e alla Toscana un legame che il tempo aveva quasi del tutto sbiadito. Al centro di questo lavoro non ci sono solo eventi d'armi o dinastie, ma la riscoperta di un'entità politica e geografica straordinaria: un pezzo di Stato fiorentino trapiantato nel cuore del Mezzogiorno. Attraverso lo studio di un immenso corpus di pergamene conservate nell'Archivio di Stato di Firenze, emerge una fitta trama di rapporti burocratici e legali. Non si tratta di semplici atti di fede, ma di una gestione manageriale ante litteram. La presenza a Forenza di figure come Lapo de Florentia, "notaio fiorentino delle cause della Badessa", o di Gualterius de Venosa, dimostra come una raffinata burocrazia gestisse direttamente terre, mulini e canoni, unendo la Tuscia alle pianure lucane. Questo studio analizza come tale "piccolo stato" abbia saputo resistere ai grandi traumi della storia: dal sisma alla peste nera del 1348, fino alla riorganizzazione del censimento aragonese del 1481. Grazie alla protezione vaticana e alla fermezza delle badesse toscane, la Regione Forentia rimase un'isola di stabilità, regolata da mappe precisissime i cui "termini" di pietra sono stati rintracciati e identificati dall'autore sul campo. Un capitolo fondamentale è infine dedicato alla risoluzione di un "giallo" geografico: l'ubicazione del Monte Piloso. Incrociando i codici diplomatici con le fonti papali, l'opera dimostra che (...)"
 

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