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Neuroanatomia del sonno. Circuiti neurali e regolazione degli stati di vigilanza

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Neuroanatomia del sonno. Circuiti neurali e regolazione degli stati di vigilanza
Titolo Neuroanatomia del sonno. Circuiti neurali e regolazione degli stati di vigilanza
Autori , , ,
Argomenti Medicina Clinica e medicina interna
Medicina Altre branche della medicina
Editore Youcanprint
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 144
Pubblicazione 2026
ISBN 9791224080787
 
13,00 €

 
Il sonno è uno dei paradossi più fecondi delle neuroscienze. Occupa circa un terzo della vita umana, riduce temporaneamente la reattività all'ambiente e impone una condizione di vulnerabilità comportamentale, eppure è rimasto altamente conservato nel corso dell'evoluzione. La spiegazione non può risiedere in un'unica funzione. Oggi il sonno è interpretato come una successione di stati neurobiologici attivi, sostenuti da reti distribuite che riorganizzano l'attività cerebrale, il metabolismo, la plasticità sinaptica, la regolazione autonomica, la funzione endocrina e numerosi processi immunitari. La neuroanatomia del sonno, per lungo tempo descritta attraverso la contrapposizione tra un "centro del sonno" e un "sistema reticolare attivante", è diventata una disciplina circuitale. Optogenetica, chemogenetica, calcium imaging, registrazioni a singola unità, trascrittomica a singola cellula e tracciamento connettivale hanno mostrato che regioni storicamente considerate relativamente omogenee sono in realtà mosaici di popolazioni neuronali con neurotrasmettitori, recettori, proiezioni e dinamiche di scarica differenti. Questa trasformazione concettuale è particolarmente evidente nello studio del sonno REM: il modello classico di interazione reciproca tra sistemi colinergici REM-on e monoaminergici REM-off conserva un valore storico e didattico, ma oggi è insufficiente a descrivere l'organizzazione del circuito pontino e bulbo-spinale che genera il REM e l'atonia muscolare (Peever e Fuller, 2017; Vetrivelan e Bandaru, 2023; Sulaman et al., 2023). Un secondo cambiamento riguarda il rapporto tra sonno, omeostasi e ritmi circadiani. Il modello a due processi di Borbély continua a essere uno dei quadri teorici più utili per descrivere la propensione al sonno, ma dati genetici, elettrofisiologici e comportamentali indicano che processo omeostatico e la temporizzazione circadiana non sono compartimenti indipendenti: condividono meccanismi molecolari e si influenzano reciprocamente (Borbély, 1982; Borbély et al., 2016; Franken e Dijk, 2024). Anche alcune affermazioni divenute popolari richiedono maggiore cautela. L'ipotesi che il sonno favorisca la clearance di metaboliti attraverso il sistema glinfatico è sostenuta da un importante corpo di dati sperimentali, inclusi studi su oscillazioni cerebrospinali e flussi perivascolari, ma la sua formulazione più forte è stata recentemente messa in discussione da risultati che, in specifici paradigmi murini, hanno rilevato una riduzione della clearance durante sonno e anestesia (Xie et al., 2013; Fultz et al., 2019; Miao et al., 2024; Jiang-Xie et al., 2024). Nel volume questa controversia non viene nascosta: viene analizzata come esempio di scienza in evoluzione, distinguendo l'ingresso del tracciante (influx), la diffusione, la perfusione interstiziale ed l'eliminazione netta (clearance). L'obiettivo di questo libro è duplice. Da un lato offre una mappa anatomica rigorosa dei nuclei e delle vie che governano la veglia, il NREM e il REM; dall'altro mostra come questi circuiti si traducano in fenomeni elettrofisiologici, cognitivi e clinici. Le patologie del sonno non vengono trattate come semplici alterazioni del comportamento: sono esperimenti naturali che rivelano la funzione dei circuiti. La perdita dei neuroni orexinergici nella narcolessia di tipo 1, la perdita dell'atonia nel disturbo comportamentale del sonno Rem (rem Sleep Behavior Disorder, RBD), l'instabilità dei sistemi di attivazione (arousal) nell'insonnia e il coinvolgimento dei circuiti parabrachiali e chemosensibili nell'apnea ne sono esempi paradigmatici.
 

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