Questo libro racconta la storia di Ladydi Garcia Martínez, che sua madre vuole far diventare brutta. Perché "in Messico essere brutta è la cosa migliore che possa capitare a una bambina". Ladydi e le sue amiche vestono da maschio, hanno i capelli corti e si colorano i denti con un pennarello perché sembrino cariati. Si tengono pronte a nascondersi nelle buche scavate dietro le loro case quando sentono il rumore di un suv che si avvicina. Sono i narcos, che imperversano nei villaggi e "rubano" le ragazzine. Non se ne sa più nulla, nessuna fa ritorno. Così, alla prima occasione di lasciarsi alle spalle la giungla crudele dove è cresciuta per andare a lavorare ad Acapulco, Ladydi non ci pensa due volte. E finalmente trova l'amore, ricambiata. Ma non basta a proteggerla dalla sanguinosa realtà delle guerre di droga che torna a imporsi sulla sua vita, dandole una svolta cupa e disperata. Eppure, descrivendoci la situazione delle donne nelle aree rurali e nelle carceri messicane, con la sua voce ingenua e disincantata al contempo, Ladydi lascia entrare in questo spietato romanzo una nota di speranza: perché proprio lì sono possibili sentimenti veri.
Le ragazze rubate
| Titolo | Le ragazze rubate |
| Autore | Jennifer Clement |
| Traduttore | F. Oddera |
| Collana | Narratori della Fenice |
| Editore | Guanda |
| Formato |
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| Pagine | 259 |
| Pubblicazione | 03/2014 |
| ISBN | 9788823506855 |

