«Per fare il verde bastano il blu e il giallo; ma solo il tatto indica all'artista la sfumatura dei flutti dell'oceano e quella dei boschi e dei prati. In equitazione è lo stesso». Étienne Beudant (1863-1949) era stato soprannominato "l'écuyer mirabolante" dal generale Decarpentry, che ne lodava incondizionatamente il talento equestre. Jérôme Garcin lo immagina nella piccola casa di Dax dove ha stabilito il suo ritiro: dopo aver attraversato al galoppo l'Algeria e il Marocco, dopo aver esplorato ogni angolo dei deserti del Maghreb, il capitano è costretto a rinunciare a montare i suoi adorati cavalli berberi a causa dell'artrite, che lo ha reso quasi invalido. Attraverso i ricordi dell'anziano écuyer, l'autore traccia il profilo di un uomo la cui umiltà è pari solo alla maestria, votato ad una passione per i cavalli che diventa «sete di assoluto, brama di silenzio, desiderio di eternità».
L'écuyer mirabolante. Il romanzo di Étienne Beudant
sconto
5%
| Titolo | L'écuyer mirabolante. Il romanzo di Étienne Beudant |
| Autore | Jérôme Garcin |
| Curatore | D. Tinti |
| Collana | Varia, 1 |
| Editore | Silvana |
| Formato |
|
| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788836665433 |

