In principio fu la musica, nata libera. Libera di esprimere, come scrive Kandinskij, la vita psichica dell'artista e «creare la vita dei suoni», senza il peso di rappresentare con il suo linguaggio il "suono delle cose" e della realtà. È così che l'arte visiva d'inizio Novecento, seguendo l'esempio della musica alla ricerca di tonalità cromatiche e ritmi pittorici, trova la via per una pittura astratta, libera dal naturalismo. Meno lineare la strada della poesia, arte del tempo e del ritmo anch'essa, che però resta grossomodo incatenata al vincolo ostinato che lega significante e significato come un'inseparabile coppia di amanti stanchi, destinati a infierire l'uno sull'altro. Finché, negli anni Sessanta del secolo scorso, salta fuori la Metasemantica, e anche la poesia approda ufficialmente all'astrazione. (...) Ne "La smania dell'Alicantro", lavoro in cui la poesia metasemantica di Athena Maryam interagisce con la pittura astratta di Livia Messina, che si è confrontata a sua volta con il linguaggio metasemantico con due componimenti incentrati sulla sua personale esperienza pittorica. - dalla prefazione di Alessandro Paolo Lombardo.
La smania dell'alicantro
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| Titolo | La smania dell'alicantro |
| Autori | Livia Messina, Fedele Athena Maryam |
| Collana | Ekphrasis, 3 |
| Editore | Introterra Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 90 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791298541269 |

