"Sempre meno mi sembra attuale la storia dell'italiano che deriva dal fiorentino! Forse in origine. Il fiorentino è la mia lingua padre: l'ho imparato dal mi' babbo, pittore per vocazione e impiegato per necessità, che parlava (poco, e mai a vanvera) un fiorentino espressivo e asciutto, dal maestro Creati, maestro davvero, dal teatro della Cesarina Cecconi e dalle favole (novelle, le chiamava lei) dell'Isolina, contadina di Pelago scesa a servizio a Firenze a dodici anni, piccina di persona, ma grande di cuore e di buon senso. Tante parole ed espressioni che ho sentito da bambino, le mi' figliole 'un le capiscon più, e io mi son provato a raccoglierle e a spiegarle (le parole, non le figliole). Per me, per struggermi un po' di nostalgia; per loro (stavolta sì: le figliole). Per voi, se volete. A futura memoria d'una città che ha sempre saputo sorridere, di tutto e soprattutto di sé, pur prendendosi sempre dannatamente sul serio. D'una città difficile, arcigna e bellissima, che si può amare solo disinteressatamente e disperatamente."
Com'era bello i' fiorentino
| Titolo | Com'era bello i' fiorentino |
| Autore | P. Carlo Tesi |
| Editore | Pontecorboli Editore |
| Formato |
|
| Pagine | 114 |
| Pubblicazione | 11/2017 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788899695712 |

