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Facere laborare et sculpire. Antonino Gagini a Bronte

Facere laborare et sculpire. Antonino Gagini a Bronte
Titolo Facere laborare et sculpire. Antonino Gagini a Bronte
Autore
Argomento Arti, cinema e spettacolo Storia dell'arte: stili artistici
Editore Maimone
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 234
Pubblicazione 11/2025
ISBN 9788877515100
 
24,00

 
Sopravvissuti alle “tristi storie”, il gruppo scultoreo dell’Annunciazione e l’Arco sono tra i pochi beni del XVI secolo pervenuti a Bronte. Le statue commissionate il 21 gennaio del 1541 dal «nobil nicolao Spitaleri» allo scultore palermitano Antonino Gagini, per un totale di 48 onze, furono pagate in diverse rate dallo stesso Spitaleri e da due suoi inviati: il capomastro «nobile Bernardo de Facio», e Giovan Vincenzo definito «perraturi», i quali nel mentre erano impegnati nell’ingrandimento di una chiesa già preesistente sin dal 1535 e dedicata all’Annunziata, in grado di poter ospitare dignitosamente le statue del Gagini. L’arco – in stretta relazione con le statue – verrà commissionato sempre allo stesso Antonino (qui attribuito), subito dopo l’arrivo del gruppo scultoreo – post 27 aprile 1543 – per poi essere collocato a sette anni di distanza – nel 1549 – presso la cappella in passato chiamata della «Nunciata», nel bel mezzo del cantiere della chiesa. Il presente lavoro, con l’obiettivo «promuovere la conoscenza» e offrirne un’«adeguata attività conoscitiva», si concentra su un’accurata ricostruzione storica.
 
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