L'opera "I monologhi della lavatrice - Perché i panni sporchi si lavano in famiglia" di Tiziana Capodieci si configura come una narrazione profonda e inusuale, in cui la vita della protagonista umana, Anna, viene dissezionata e rivelata attraverso i monologhi degli indumenti che la circondano, i quali, lavaggio dopo lavaggio, svelano la quotidianità e la psicologia della loro padroncina. Il tema del corpo e della sua percezione è non solo centrale, ma costituisce il campo di battaglia primario su cui si combattono i traumi, l'ansia e la ricerca di identità di Anna, percependo il suo corpo non come un rifugio, ma come una fonte di vulnerabilità e un oggetto da manipolare e controllare. Il corpo di Anna diviene una mappa per esplorare il dolore psichico e la lotta per l'autodeterminazione. La negazione e la manipolazione del corpo diventano la metafora centrale della sua incapacità di abitare pienamente il presente, trasformando la sua pelle e i suoi indumenti nei luoghi dove si manifesta il suo eterno conflitto tra il desiderio di libertà e la tirannia del controllo. L'opera si conclude con Anna che, seduta su un trampolino, decide di non indietreggiare più, abbracciando l'attesa e il rischio come parte della sua vita. Scoprite Anna, "panno dopo panno, lavaggio dopo lavaggio".
I monologhi della lavatrice. Perché i panni sporchi si lavano in famiglia
in uscita
| Titolo | I monologhi della lavatrice. Perché i panni sporchi si lavano in famiglia |
| Autore | Tiziana Capodieci |
| Collana | Brenar. Narrativa |
| Editore | Brè |
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| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791257760045 |

