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I vescovi venosini: traduzione italiana e commento dei testi in latino di Pietro Antonio Corsignani

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I vescovi venosini: traduzione italiana e commento dei testi in latino di Pietro Antonio Corsignani
Titolo I vescovi venosini: traduzione italiana e commento dei testi in latino di Pietro Antonio Corsignani
Volume 1
Autore
Collana Cronotassi del Regno di Napoli, 1
Editore ABE
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 98
Pubblicazione 2026
ISBN 9788872973028
 
44,00

 
Era stato nominato Vescovo di Venosa il 25 marzo del 1727 e dubito l'anno successivo indice la Sinodo della diocesi, cioè l' assemblea dei sacerdoti e di altri fedeli, con il compito di prendere in esame ciò che concerne la cura pastorale e la vita della Chiesa. Gli atti della sinodo venosina del 1728 si chiudono con un opuscolo, che funge quasi da allegato, con una sua numerazione delle pagine. Il titolo "Historica monumenta selecta Petri Antonii Corsignani Antistitis Venusini de Ecclesia et Civitate Venusiae eiusdemque Episcopis" ci dice subito che è una storia degli edifici di culto della città, dei santi venerati, ma anche dei personaggi più significativi, in termini di attività professionale e culturale, che sono esistiti fino a quel tempo. Questa aggiunta alla raccolta degli atti della sinodo, ha fatto pensare che si trattasse di un'opera composta a parte e posteriormente inserita nella pubblicazione degli stessi (1). Ma chi era Pietro Antonio Corsignani e perché quell'appendice, contemporanea o posteriore che fosse alla pubblicazione degli atti della Synodo? L'appendice "Historica monumenta" contiene anche una cronotassi dei vescovi di Venosa, che si conclude con questa nota biografica del nostro: "Pietro Antonio Corsignani, è stato Vicario Generale Tiburtino, ma anche del Cardinale di specchiata memoria Fulvio Astalli, Decano del Sacro Collegio. Un tempo è stato amico familiare dei Vescovi della Sabina, di Ostia e di Velletri; ha ricoperto la carica di Uditore (2) e con l'incarico di Uditore per le suddette diocesi era estensore delle relazioni nelle sacre visite. Poi è stato Uditore nell'Alma Urbe (Roma), segretario della Santa Inquisizione del cardinale Giuseppe Sacripante (1642-1727) di degna memoria. Ben visto dal Santissimo Nostro Signore Benedetto XIII, da lui fu nominato Prevosto Celanense (3) (di Celano), un tempo diocesi nullius. Morto il Cardinale Sacripante il 4 gennaio 1727, dallo stesso Sommo Pontefice il seguente 12 marzo fu nominato vescovo venosino, nel giorno della ricorrenza della dedicazione di questa chiesa. Dall'eminentissimo Cardinale Vincenzo Petra patrizio napoletano, di ottimi costumi, di grande erudizione e di singolare dottrina, ovunque stimatissimo, il giorno 25 del suddetto mese nella festività della Santissima Annunziata, nella chiesa di San Rocco venne consacrato. Per la solenne presa di possesso il 18 maggio del suddetto anno venne accolto a Venosa. Poco dopo pubblicò le presenti Costituzioni sinodali, e anche la storia dei monumenti della città di Venosa; venne anche nominato Conservatore dei privilegi del Serafico Ordine dei Padri Riformati di S. Francesco in questa provincia di Basilicata". Il Vescovo Corsignani nacque a Celano (in provincia de L'Aquila) il 15 gennaio 1686 ed ivi mori il 17 ottobre 1751. Studiò a Roma ove si laureò in giurisprudenza, soggiornò alcuni anni a Napoli. Trasferitosi a Roma divenne familiare del Cardinale Fulvio Astalli (1655-1721). Ricopri molte cariche importanti sotto vari Pontefici. Storico e letterato, fece parte di molte Accademie. Fu Vescovo di Venosa fino all'anno 1738. Il 23 luglio di quell' anno, infatti, venne trasferito alla diocesi di Valva e Sulmona. La Diocesi di Sulmona - Valva è in provincia dell'Aquila e comprende anche territori delle Province di Pescara e di Chieti. Trae origine da due antichissime Diocesi, quella di Valva, con sede a Corfinio, e quella di Sulmona. Sotto Papa Gregorio I (pontefice dal 590 al 604) le due Diocesi vennero riunite sotto la giurisdizione di un solo valvensis et sulmonensis episcopus. Prima di ricevere la nomina di vescovo di Venosa. Mons. Corsignani aveva dato prova delle sue qualità di storico avendo pubblicato un'opera apprezzata molto dai suoi contemporanei: De Viris illustribus Marsorum Liber singularis cui etiam Sanctorum ac Venerabilium Vitae nec non Marsicanas inscriptiones accesserunt, Typis et sumptibus A. De Rubeis in Platea Cerensi...
 

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