Webster Press: Saggistica
Senza guinzaglio
Mariacristina Masi
Libro: Libro in brossura
editore: Webster Press
anno edizione: 2012
pagine: 96
Friedrich Nietzsche
Enrico Orlandini
Libro: Libro in brossura
editore: Webster Press
anno edizione: 2012
pagine: 112
Tutti rispettino Abele. Otto meditazioni sul male
Giuseppe Capozza
Libro: Libro in brossura
editore: Webster Press
anno edizione: 2012
pagine: 160
Donne. Una porta aperta sull'anima del mondo
Olympe de Gouges
Libro: Libro in brossura
editore: Webster Press
anno edizione: 2012
pagine: 144
Il mondo degli Aztechi
Giovanni Delle Donne
Libro: Libro in brossura
editore: Webster Press
anno edizione: 2012
pagine: 144
Dal viagra ai fiori di Bach. Rimedi e cure per le disfunzioni sessuali nell'uomo
Fabio Renzi
Libro: Libro in brossura
editore: Webster Press
anno edizione: 2011
pagine: 288
Cesare Borgia. La sua famiglia, il suo tempo, la sua avventurosa vita
Giovanni Delle Donne
Libro: Libro in brossura
editore: Webster Press
anno edizione: 2019
pagine: 268
Niccolò Machiavelli fa di Cesare Borgia un modello universale per chi vuole conquistare e mantenere un principato. Lo descrive splendido e magnifico, dotato di straordinarie capacità e aiutato da una persistente fortuna. Il duca Valentino, secondo Machiavelli, era audace, ambizioso, instancabile, fulmineo e imprevedibile nell’azione e molto amato dai soldati e dai sudditi. Tutto questo lo rendeva temibile e vincitore. Il grande teorico della politica sostiene che il principe debba essere astuto come la volpe, forte come il leone, pronto, se necessario, a uccidere, ingannare, tradire; tutti mezzi a volte indispensabili per salvare lo Stato, mentre la bontà e la generosità possono causarne la rovina. Inoltre, il principe deve anche sapersi servire della religione per tenere unito e sottomesso il popolo.
Giovanni delle Bande Nere. L'uomo e il condottiero
Giovanni Delle Donne
Libro: Copertina morbida
editore: Webster Press
anno edizione: 2016
pagine: 172
Pietro Aretino definì Giovanni delle Bande Nere "macchina di novella ferocia" e se si osservano le fessure per gli occhi della splendida e spaventosa armatura del condottiero esposta oggi nel Museo Stibbert di Firenze, se ne deduce facilmente la conferma. Giovanni amava la battaglia per dimostrare il suo coraggio, prevalere sui nemici e coprirsi di gloria. Ugo Foscolo scrive di lui: "Morì sul campo di battaglia, nel fior dell'età, procacciando con la sua fama il trono della Toscana al suo figliuolo Cosimo, primo granduca. Ma chi fra i nostri scrittori celebrò il nome di questo giovine eroe? Per coronare una tomba italiana, io debbo cogliere i fiori in terre straniere". Il granduca di Toscana Cosimo I ebbe una profonda venerazione per il padre e, seguendo l'iconografia metastorica della classicità romana, volle immortalarlo come il più grande condottiero del XVI secolo, stratega eccellente, trasgressivo e innovatore, che la cultura di fine secolo avrebbe finalmente accettato e celebrato. Per glorificare il grande condottiero, Cosimo gli dedicò una sala in Palazzo Vecchio, la sala di Giovanni delle Bande Nere, e volle che fosse affrescata dai più grandi pittori del tempo.

