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Adelphi: FABULA

Nella penombra

Nella penombra

Juan Benet

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1991

pagine: 204

14,00

Vita coniugale

Vita coniugale

David Vogel

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1991

pagine: 578

25,00

La palude definitiva

La palude definitiva

Giorgio Manganelli

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1991

pagine: 117

18,00

Aspetti dell'amore

Aspetti dell'amore

David Garnett

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1991

pagine: 142

12,00

Il viceré di Ouidah

Il viceré di Ouidah

Bruce Chatwin

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1991

pagine: 150

12,00

L'arte della fuga

L'arte della fuga

Giuseppe Pontiggia

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1990

pagine: 166

12,00

Il caso Franza. Requiem per Fanny Goldmann

Il caso Franza. Requiem per Fanny Goldmann

Ingeborg Bachmann

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1988

pagine: 198

12,00

La troga

La troga

Giampaolo Rugarli

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1988

pagine: 248

12,00

Contro-passato prossimo. Un'ipotesi retrospettiva

Contro-passato prossimo. Un'ipotesi retrospettiva

Guido Morselli

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1987

pagine: 262

25,00

Tre sentieri per il lago e altri racconti

Tre sentieri per il lago e altri racconti

Ingeborg Bachmann

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1986

pagine: 234

"I racconti di Tre sentieri per il lago... sono una delle grandi raccolte narrative del nostro secolo. Senza saperlo e volerlo, la Bachmann si allontanò un poco da se stessa: cancellò o sfumò l'ossessione in cui aveva vissuto; e l'ultimo racconto, che dà il titolo alla raccolta italiana, è in qualche modo una riconciliazione con la figura paterna e con l'Austria materna, sebbene l'incontro e l'addio siano così dolorosi" (Pietro Citati).
16,00

Il trentesimo anno

Il trentesimo anno

Ingeborg Bachmann

Libro

editore: Adelphi

anno edizione: 1985

pagine: 196

Giunto al suo trentesimo anno, il protagonista del racconto che dà il titolo a questo libro avverte che sta entrando in una zona della vita dove i nomi si scollano dalle cose, le cose vagano sospese, la spinta a muoversi si arresta per un lungo momento. Qualcosa di simile è sottinteso nella nascita di questo libro: dopo aver sbalordito con la precoce perfezione e felicità delle sue liriche, Ingeborg Bachmann sembrò ritrarsi, dopo i trent'anni, in un suo nuovo regno della prosa, che qui si manifesta per la prima volta (1961). Ed è un mondo doloroso, ambiguo, investito da onde di delirio. Ma soprattutto è un mondo dove nulla viene lasciato nella cornice dei suoi significati prestabiliti. Qui sui fatti, sulle minuzie di un processo o su un grandioso sentimento, si posa uno sguardo ardente e lucido, come se tutto ciò che esiste venisse messo alla prova di un'altra possibilità, forse quella a cui Musil alludeva chiamandola "l'altro stato". Letti oggi, questi racconti rivelano con nettezza certi caratteri che sfuggivano ai primi lettori ammirati. Innanzitutto l'agilità e trasparenza della lingua, che rimanda a "una sorta di dolcezza austriaca", quel clima in cui la Bachmann stessa riconosceva la sua unica affinità con Rilke. Poi la sicurezza nello sfuggire alle innumerevoli stoltezze che donne e uomini si raccontano sui loro rapporti. Infine la capacità di lasciar trasparire, dietro ogni vicenda, l'ombra di una "partenza verso l'assoluto".
14,00

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