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DeriveApprodi: Samizdat

Il caso Cesare Battisti: quello che i media non dicono

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2019

pagine: 60

La campagna mediatica unilaterale, e spesso menzognera, sulla vicenda di Cesare Battisti si inserisce nel più ambizioso quadro di un definitivo giudizio di criminalizzazione delle lotte dei movimenti degli anni Settanta. A questo scopo vengono negate le conseguenze sociali di una legislazione d'emergenza che perpetuandosi nei decenni successivi ha finito con l'erodere le fondamenta dello Stato di diritto. La controinformazione degli scrittori e intellettuali che animano il magazine online Carmilla è uno strumento di demistificazione di quella fabbrica mediatica che ha lavorato alla "mostrificazione" di una persona tramite la sistematica produzione di menzogne sul suo caso giuridico, sui suoi comportamenti, sui suoi destini, sulla sua vita. Il volume riporta la traduzione integrale - inedita in Italia - delle motivazioni con le quali il Ministro brasiliano Tarso Genro ha rigettato la richiesta del governo italiano di estradare Cesare Battisti dando un parere favorevole al suo asilo politico.
5,00 4,75

Debiti illegittimi e diritto all'insolvenza. Quando sono le banche a dettare le politiche pubbliche

François Chesnais

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2011

pagine: 160

La spesa pubblica per gli interessi sul debito rende possibile un enorme trasferimento di ricchezza verso banche e fondi finanziari di investimento, a scapito dei redditi da lavoro. Ma l'indebitamento dei governi è anche un'arma per accelerare la messa in pratica di misure di privatizzazione e precarizzazione tipiche del capitalismo liberalizzato, finanziarizzato e globalizzato. Un documento dell'Fmi del novembre 2010 lo dice chiaramente: "le pressioni dei mercati potrebbero riuscire lì dove altri approcci hanno fallito". I terribili colpi inferti a lavoratori e a giovani in Grecia e in Portogallo confermano che questo avvertimento va preso sul serio. La "crisi del debito" degli Stati nasconde in modo sempre meno efficace una profonda crisi bancaria. I governi, che non hanno tassato patrimoni e capitali e che non hanno contrastato l'evasione verso i paradisi fiscali, si ritrovano oggi pesantemente indebitati nei confronti dei fondi di investimento stranieri, ma soprattutto nei confronti delle banche europee. Queste ultime hanno bilanci fragili. Hanno creato troppo credito rispetto ai depositi e ai fondi propri. Nell'autunno del 2008 sono state salvate e oggi tornano a chiederlo una seconda volta. A fronte di questo, le politiche di rigore di bilancio e di riduzione dei salari richieste da Unione europea, Bce e Fmi fanno affondare l'Europa nella recessione. Occorre dunque porre contestualmente due problemi: l'annullamento del debito pubblico e la trasformazione del sistema bancario.
10,00 9,50

Sulla pelle viva. Nardò: la lotta autorganizzata dei braccianti immigrati

Sulla pelle viva. Nardò: la lotta autorganizzata dei braccianti immigrati

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2011

pagine: 168

Nell'estate del 2011 circa 400 braccianti agricoli di origine africana, ospitati nella Masseria Boncuri a Nardò (Lecce), hanno scioperato per quasi due settimane. In Italia, si è trattato del primo sciopero autorganizzato di lavoratori stranieri della terra, contro un sistema di sfruttamento basato sul caporalato, per il rispetto del contratto provinciale (previsto per legge) e per essere assunti direttamente dalle aziende. Questa lotta ha attivato sul territorio - prima locale poi nazionale - un'estesa rete di solidarietà che ha coinvolto strutture sindacali, associazioni antirazziste, militanti di base. Ma ha soprattutto messo in luce i limiti di una politica istituzionale incapace di affrontare e risolvere le questioni strutturali dell'agricoltura italiana in genere e di quella del Sud in particolare. Una politica che da vent'anni scarica le proprie contraddizioni e le proprie crisi sull'ipersfruttamento dei lavoratori migranti. A partire dalla consapevolezza del valore paradigmatico di questa lotta, gli autori del libro sviluppano ricche analisi su un conflitto che, attraverso la presa di parola diretta dei migranti, rappresenta una vera e propria lezione di civiltà, in un contesto sociale che li vorrebbe destinare a una condizione di totale invisibilità.
12,00

Nuova Panda, schiavi in mano. La strategia Fiat di distruzione della forza operaia

Nuova Panda, schiavi in mano. La strategia Fiat di distruzione della forza operaia

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2011

pagine: 164

La ristrutturazione del sito produttivo della Fiat a Pomigliano d'Arco costituisce un importante "laboratorio", nel cuore dell'Occidente avanzato, per la riorganizzazione della produzione, del lavoro e delle relazioni industriali. Qui, l'impresa è all'opera per completare il processo di integrazione della forza lavoro nel regime di dominio del capitale. A beneficiarne direttamente sarà la multinazionale sul piano globale; ma avrà un'enorme rilevanza negli altri settori produttivi non necessariamente manifatturieri. I dispositivi dello sfruttamento del lavoro sono destinati a intensificarsi, dentro e fuori la fabbrica. Dentro e oltre la crisi globale. Questa la tesi sostenuta dagli autori del libro. La storia di una trasformazione produttiva vista dal lato del lavoro e delle sue nuove forme di organizzazione. Con un saggio conclusivo di Mario Tronti.
12,00

L'Iran e la bomba. I futuri assetti del Medio Oriente e la competizione globale

L'Iran e la bomba. I futuri assetti del Medio Oriente e la competizione globale

Giorgio S. Frankel

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2010

pagine: 139

In pochi anni i rapporti di forza a livello globale sono molto cambiati. E con essi il Medio Oriente, come si vede col rapido avanzare degli interessi della Cina nel Golfo Persico, le modernizzazioni della regione, il nuovo ruolo della Turchia, il dinamismo degli emirati del Golfo... Nel Medio Oriente esteso si gioca una partita decisiva per il futuro ordine mondiale e per definire i confini tra il potere asiatico che avanza e quello americano che retrocede. L'Iran è certamente un settore chiave di questa competizione globale. Soprattutto in virtù del suo ruolo economico (per le grandi riserve di idrocarburi) e della sua particolare collocazione geo-politica nella prospettiva dell'affermarsi dell'Asia come futuro, nuovo baricentro del potere mondiale. Solo partendo da questo dato è possibile leggere la questione dell'atomica iraniana, che da oltre vent'anni viene indicata dai paesi occidentali (e dai rispettivi organi di propaganda) come un imminente pericolo. A cosa risponde questa retorica a fronte della centralità della questione iraniana nello scacchiere politico mediorientale? Qual è il ruolo giocato dall'altra potenza atomica regionale, ovvero Israele?
12,00

Brand Tibet. La causa tibetana e il suo marketing in Occidente

Brand Tibet. La causa tibetana e il suo marketing in Occidente

Simone Pieranni, Mauro Crocenzi

Libro: Libro in brossura

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2010

pagine: 105

In Occidente, la "questione tibetana" ha riscosso grande successo, arrivando a coinvolgere numerosi personaggi della politica, dello spettacolo, dello sport... Manifestazioni di solidarietà al popolo tibetano, che spesso si risolvono in aperto schieramento anti-cinese. Il fenomeno del "Free Tibet" si inserisce, però, in una realtà occidentale dove spesso non è presente una conoscenza precisa dei fatti storici. Questo volume prova anzitutto a rispondere a due domande: perché il Tibet ha riscosso tanto successo all'interno delle dinamiche comunicative occidentali? Quali sono stati, storicamente, i rapporti tra cinesi e tibetani? Dall'antichità all'epoca dell'imperialismo, dall'avvento del comunismo ai giorni nostri, la storia dimostra quanto le relazioni tra Cina e Tibet siano complesse. Una complessità che in quasi tutte le posizioni occidentali esplicitamente filo-tibetane non è mai presa in esame. A farne le spese è ancora una volta la capacità di comprensione, barattata per un marketing politico di scarso valore che prova a vendere la "questione tibetana" come fosse un marchio qualunque. Per questo il problema del Tibet e del Dalai Lama può trasformarsi in un vero e proprio brand commerciale, da sommare come valore aggiunto spirituale a qualunque prodotto in vendita. Per questo può diventare un brand politico facile da diffondere, che dietro la presunta difesa della spiritualità buddhista e tibetana nasconde un'evidente campagna anti-cinese.
10,00

Boicottare Israele. Una pratica non violenta
10,00

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