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Abao Aqu

Un posto dove guardare

Un posto dove guardare

Emanuele Ferrari

Libro

editore: Abao Aqu

anno edizione: 2008

pagine: 128

Nelle partiture di Ferrari non vi è mai giudizio o peggio la mimica moralistica degli urlatori di turno, la storia si racconta da sé e racconta di sé, anche quando non ci si può più gingillare nella memoria, e la tragedia è tutta sola orrore e disperazione. Certo è che il modo in cui è rappresentato l'orrore, evocando semplicemente alcuni particolari, il risvolto, supera in efficacia e poesia qualsiasi descrizione, forse e più dell'amore che pure si affaccia in un baluginio fra ombre.
11,00

Senzavajolo

Senzavajolo

Pier Mattia Tommasino

Libro: Libro in brossura

editore: Abao Aqu

anno edizione: 2007

pagine: 72

La tradizione romanesca è fin troppo invadente nella più recente poesia che si rifà al dialetto di Roma. Non si può sfuggire a poeti come il grande Belli, o alla grazia ironica di Trilussa o alle vicine esperienze di Dell'Arco e Mauro Marè. Uno dei grandi meriti di Pier Mattia Tommasino è quello di aver tentato nuove strade, un tuffo nei nuovi linguaggi, con l'appropriazione di gerghi giovanili, nuove interiorità. E modi diversi di affrontare la realtà.
10,00

Alchimia mia di me

Alchimia mia di me

Benedetto Valdesalici

Libro: Libro rilegato

editore: Abao Aqu

anno edizione: 2019

pagine: 140

12,00

L'incantatrice di vermi

L'incantatrice di vermi

Silvano Scaruffi

Libro: Libro in brossura

editore: Abao Aqu

anno edizione: 2019

pagine: 200

Un uomo stramazzato, sotto una volta.
 Il Sole. Una pila di lettere ordinate ma
 non spedite. Un bambino con uno stecco
 in bocca che vi offre delle sigarette.
 Dei carabinieri. I moti del cosmo e gli Antazzardar. Un giorno intero notte compresa e mattino successivo anche. L’Inghilterra e David Bowie. Una che torna d’estate e sale per una scala. Il corvo di Sedla. Qualcuno che cerca di smettere di guzzare e qualcun altro che non smette di bere... e molte altre cose per lasciarsi incantare.
12,00

Ritorno in Montenegro

Ritorno in Montenegro

Vittorio Ferorelli

Libro

editore: Abao Aqu

anno edizione: 2016

pagine: 240

Il 2 maggio 1943 sulle montagne del Montenegro perde la vita, con molti altri soldati, un giovane ufficiale dell’esercito italiano, già sopravvissuto alla guerra in Grecia. Un episodio dimenticato, perso tra le pieghe di una storia più grande, l’occupazione militare dei Balcani, a sua volta rimossa. Settant’anni dopo, un uomo, guardando la medaglia d’argento assegnata a quell’ufficiale, che era il padre di suo padre, si accorge di non avere mai saputo chi fosse, e decide di ricostruire la sua vicenda. Guardando le foto di famiglia e ricercando tra la carte d’archivio, nasce l’idea di fare un viaggio solitario per vedere i luoghi di quegli avvenimenti e scoprire se conservino ancora qualche traccia di memoria.
12,00

In t'la nudda

In t'la nudda

Libro

editore: Abao Aqu

anno edizione: 2014

pagine: 146

"Dall'inizio dei tempi la gente si pietrifica, un po' ovunque. Non sempre l'irrigidimento implica una variazione di formato. Nella "Genesi" la moglie di Lot diventa una statua di sale per essersi girata indietro e aver spalancato gli occhi sulla pioggia di zolfo e di fuoco che distruggeva Sodoma e Gomorra. Molti antichi greci sono stati trasformati in rocce per aver osato fissare gli occhi affocati di Medusa, aver visto Artemide fare il bagno o spiato Dioniso durante un incontro amoroso, o per essersi vantati imprudentemente dei propri figli. In altri casi i pietrificati diventano montagne, come i troll norvegesi che si lasciano sorprendere dai raggi del sole, o le cime del Latemar, ex bambole sottratte in questo modo ai capricci di una bambina, o il re straniero cattivo e guerrafondaio rinchiuso nelle rocce della val di Fanes. In Sardegna la gigantessa Luxia, ricchissima ma molto avara, rifiuta l'elemosina a un povero frate e Dio muta in pietra lei e i suoi averi. Bisogna dire a tutti questi esseri pietrificati che non sono soli. Che ci sono uomini e donne sulle montagne. Alcuni induriti dal rancore e dalla solitudine, altri assopiti in un sonno amaro che non dà riposo, altri trasportati dalla follia di un'idea o di una passione. Nelle notti d'inverno, nelle sere d'estate, il gigante disteso in t'la nudda, le belle dormienti, i troll, le streghe e i maghi, i re cattivi e persino le bambole fanno un sogno. Sognano, perché non sono morti ancora o forse è proprio dalla morte che arrivano le loro visioni."
38,00

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