Adda
Mezzogiorno rurale. Olio, vino e cereali nel Medioevo
Pietro Dalena
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 400
Les Pouilles. Art nature histoire saveurs
Stefania Mola
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 132
La Terrasanta e il crepuscolo della crociata. Oltre Federico II e dopo la caduta di Acri
Francesca Radina, Giulia Recchia
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 424
Aurelio Persio e la scultura del Rinascimento in Puglia
Giacomo Lanzilotta
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 202
Vincenzo De Romita e il suo tempo. Uno scienziato nella Bari dell'Ottocento
Peter Zeller
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 248
Ricettario pugliese. Tradizione, semplicità, gusto
Donna Luisella
Libro: Libro rilegato
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 140
La cucina pugliese ha i suoi punti di forza nei prodotti locali: spesso frugale, la sua semplicità e genuinità si imposta fondamentalmente sui farinacei, sull'olio extravergine d'oliva, i vegetali freschi e secchi, la carne ovina, il pesce. Una girandola di sapori, di consuetudini e di tradizioni che riflette assai bene l'identità regionale, e che fa della tavola lo specchio fedele della civiltà di questi territori.
Puglia e Matera. Insediamenti rupestri
Franco Dell'Aquila
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 152
Lettera a una figlia... con risposta
Giorgio Saponaro
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 88
Bari nelle antiche stampe
Livia Semerari, Gaetano Vignola, Franco Introna
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 132
Mòòò... c'sì zamp! Mòòò... quanto sei grezzo!
Francesco Saccente
Libro
editore: Adda
anno edizione: 2010
pagine: 180
«Lo zampo, o meglio, "il zampo", rappresenta, in maniera primitiva ed immediata, la libertà. Liberi di essere, e non sentirsi, diversi nei gusti, nel quotidiano, ed in ogni atteggiamento che possa sottolineare la propria identità. Lo zampo non necessita di sostegno psicologico, è rumorosissimo, ma sociale. Lo zampo ama giocare, ma è leale. Lo zampo è semplice, ma autentico. Vive insieme agli altri, si preoccupa degli altri: in una parola è da preferire a quanti, soli ed afflitti, meditano e praticano la cattiveria verso gli altri per tentare di compensare la propria insoddisfazione. Lo zampo non è omologabile. Lo zampo è felice. E soprattutto lo zampo è universale. Lunga vita agli "zampi": alle loro auto e motorette, ai loro occhialoni da 24 pollici, ed ai tagli di capelli svasati, alle loro scarpe in pura plastica, ai loro sorrisi da bimbi.» (Dalla prefazione di Alfonso Palieri).

