Biblioteca dell'Immagine
Pordenone. Sogni, segreti, bugie e «Shei»
Giuseppe Ragogna, Stefano Polzot
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2001
pagine: 182
Domenico Scandella detto Menocchio. I processi dell'inquisizione 1583-1599
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2001
pagine: 260
Gli occhi del lupo
Daniela Castellani
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2001
pagine: 160
Sentieri del western. Volume Vol. 1
Carlo Gaberscek
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2000
pagine: 250
Son problemi! Problemoni! Tragedie!
Andrea Appi, Ramiro Besa
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2000
pagine: 148
Il pallone non è sempre rotondo
Alberto Zaccheroni
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 1998
pagine: 80
Tecnica urbanistica
Aldo Bello
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 1998
pagine: 100
La sconfitta del moderno principe. La partitocrazia in Italia
Gaetano Quagliariello
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 1993
pagine: 198
Eupalino o l'architetto
Paul Valéry
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 1991
pagine: 55
Storia di Brescia. Dalle origini ai giorni nostri
Giuseppe Fusari
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
pagine: 224
Nuova edizione di Storia di Brescia rivista ed ampliata. Brescia “Leonessa d’Italia” titolo attribuito da Giosuè Carducci e Aleardo Aleardi durante le dieci giornate del 1849. Ma prima ancora Brixia si definisce “fidelis” nei confronti di quelli che pretendono di averne il possesso o conquistarla manu militari, si tratta però di una fedeltà che non è pacifica sottomissione a Milano prima, a Venezia poi e quindi all’Austria, ma che diventa rivolta e volontà di indipendenza, pagata a caro prezzo nella storia del Risorgimento italiano. Chi viene a Brescia per la prima volta rimane stupito nel trovare una città così ricca di storia e di arte. Il destino che negli ultimi duecento anni l’ha legata allo sviluppo industriale ha fatto sì che nell’immaginario collettivo Brescia fosse considerata una città di ferro, fabbriche e commerci, vocazione che risale alle sue origini: strategicamente collocata al crocevia dei commerci tra nord e sud è diventata presto città di importanza fondamentale per i Romani e, più tardi, per i Veneziani che ne facevano uno degli avamposti della Terraferma. Molte sono le tracce di questo passato importante: il sito di Brescia romana e longobarda è tra i più vasti e importanti della penisola e i palazzi e le chiese costruiti nel Rinascimento sulla falsariga di quelli di Venezia, scandiscono ancora oggi il tessuto urbano che è cresciuto inglobando il passato e reinventandolo. A metà strada tra Venezia e Milano, Brescia ha continuato per secoli ad essere punto di passaggio privilegiato, e terreno di scontro per eserciti e regnanti. Questo forse ha fatto in modo che il suo destino fosse quello di essere città contesa e di costruirsi una storia di relativa autonomia, non priva delle animosità interne che hanno caratterizzato tutti i campanili d’Italia, in barba ai poteri forti e ai signori che si sono affacciati sullo scenario della sua lunga storia.
Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli
Toni Capuozzo
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2026
pagine: 160
Quanti del mezzo milione di persone che vivevano nell’area del terremoto – e quanti dei centomila sfollati – ci sono ancora, e hanno voglia di raccontare? In questo cinquantesimo anniversario, molti proveranno a farlo, con discorsi e fotografie, cerimonie e documentari. Che cosa possiamo aggiungere? Poco, ma è un poco che ha il sapore intatto del tempo: gli articoli che scrissi provando a spiegare agli italiani la protesta delle tendopoli prima, e l’epopea della ricostruzione dopo... Il terremoto, in fondo, è stata la piccola guerra della nostra generazione: un evento che segna tutti e ciascuno, che ti obbliga a decidere quali sono le cose importanti e quali vuoi conservare, che ti costringe a cominciare daccapo… Questo non è un saggio sociologico, e non dobbiamo qui raccontare il vertiginoso cambiamento causato dal terremoto, la brusca accelerazione di fenomeni prima timidi e appena accennati. Ma è certo che, dopo, nulla è stato più come prima. Questo è più semplicemente un libro che può aiutare a ricordare.

