EDIFIR
Restauro in accademia. Volume Vol. 7-8
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 352
Prosegue la pubblicazione dei quaderni “Restauro in Accademia” dedicati alle migliori tesi di laurea dei giovani ricercatori delle Accademie di Belle Arti d’Italia, così da infondere nuove energie nell’obiettivo di divulgare in modo più diffuso i risultati scientifici concernenti il campo del Restauro. “7/8. Restauro in Accademia Napoli” raccoglie una selezione di tesi quinquennali in Restauro discusse presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli negli anni accademici 2020/2021 e 2021/2022. Questo volume si propone come testimonianza viva di un approccio al restauro che unisce rigore tecnico, riflessione teorica e consapevolezza etica. Attraverso quattordici casi studio su opere di diversa natura – dai dipinti ai reperti archeologici, fino al design contemporaneo – il libro offre uno spaccato della complessità del patrimonio culturale e delle sfide che la sua conservazione comporta. L’interdisciplinarità, l’uso integrato di tecnologie avanzate e la collaborazione con enti pubblici e musei rappresentano i pilastri di una formazione che guarda al restauro come a un atto conoscitivo e civico, profondamente legato ai contesti sociali e culturali. Il volume mette in luce la vitalità della Scuola di Restauro dell’Accademia di Napoli, anche in tempi di crisi come la pandemia, e sottolinea l’importanza del recente riconoscimento istituzionale della ricerca nelle Accademie tramite l’attivazione del Dottorato di Interesse Nazionale. Un’opera che è insieme documento scientifico, riflessione critica e manifesto di una nuova cultura dell’heritage.
Storia di Otto Vermehren (1861-1917). Pittore e "ristauratore" di dipinti antichi
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 664
Otto Vermehren, tedesco, trapiantato a Firenze sua patria di elezione, è pressoché del tutto sconosciuto. Restauratore presso le gallerie fiorentine e pittore, è protagonista con i suoi dipinti di un dialogo, inaudito, con l'opera di Rembrandt, Raffaello, Van Dyck, Tiziano e Böcklin, che getta una nuova luce, trasversale, anche sui suoi interlocutori. La causa dell'oblio di questo artista è da ricercarsi nella tragedia della prima guerra mondiale. La sua vicenda umana e la sua opera, nelle capitali europee dell'arte, trovano nell'autoritratto dal volto fasciato una singolare coincidenza che lo porta a confrontarsi con il volto tragico della storia.
Con passione e leggerezza. In memoria di Marco Ciatti...
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 432
Marco Ciatti ha dedicato la sua vita professionale di storico dell'arte al restauro, fino a diventare un punto di riferimento in questo mondo. Il volume raccoglie saggi e testimonianze di coloro che, con specificità diverse, hanno avuto modo di collaborare con lui nel corso degli anni. Ne scaturisce una sorta di catalogo aggiornato degli svariati ambiti di ricerca che in un progetto di restauro convergono ma anche il ritratto a più voci di un autentico civil servant, che ha messo la sua competenza professionale e il suo senso civico al servizio della tutela del nostro patrimonio culturale.
Puccini. Istruzioni di uso e manutenzione
Luca Giovanni Logi
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 174
Questo libro nasce come collezione di articoli fra di loro indipendenti, ma che presi complessivamente delineano un ritratto di Giacomo Puccini. Gli articoli sono pensati per chi fa uso di Puccini, per gli appassionati di lirica, per i cultori di cose toscane, o semplicemente per chi voglia avvicinarsi alla figura del musicista; ma sono anche una forma di manutenzione dell’immagine di Puccini, negli ultimi decenni in bilico fra le biografie agiografiche e quelle scandalistiche; senza poi dimenticare gli aspetti musicali e drammatici, non sempre facili da inquadrare. La scommessa è dimostrare come una visione originale e brillante della vita e dell’opera di Puccini possano essere ricavati da una lettura rigorosa delle fonti.
Argenti Senesi. Dalla fine del Cinquecento allo Statuto dell’Arte degli orafi e argentieri (1671)
Laura Martini
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 224
Questo volume, frutto di un’approfondita ricerca, analizza l’oreficeria senese dal tardo cinquecento fino allo statuto del 1671, con particolare attenzione agli arredi sacri. Sviluppato grazie alla collaborazione con studiosi e all’archivio di Costantino Bulgari, il libro ricostruisce un prezioso patrimonio artistico attraverso l’analisi di oggetti in metalli vari, offrendo un saggio introduttivo, un catalogo di trenta opere, un repertorio di cento manufatti e le biografie di quarantasei argentieri, molti dei quali finora sconosciuti. Un’opera di riferimento che valorizza un patrimonio nascosto e stimola nuove ricerche.
Giovan Battista Foggini. Architetto e scultore granducale. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 336
In occasione dei 300 anni dalla morte di Giovan Battista Foggini, Firenze gli dedica una grande mostra monografica a Palazzo Medici Riccardi, accompagnata da un volume curato da Riccardo Spinelli. Il catalogo documenta oltre 80 opere tra sculture, disegni e progetti, illustrando l’intera carriera dell’artista, attivo come scultore e architetto di corte. L’opera mette in risalto l’eclettismo di Foggini e il suo stile originale, influenzato dall’arte romana. Con prestiti da prestigiose istituzioni internazionali e italiane, il libro diventa un punto di riferimento per gli studiosi e gli appassionati dell’arte barocca. Edizione bilingue italiano-inglese.
Artisti ebrei dall’Emancipazione alla fine dell’Italia liberale
Davide Spagnoletto
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 128
Il volume esplora la presenza degli artisti ebrei nel panorama figurativo italiano dall’Emancipazione politica e civile fino alla marcia su Roma, periodo in cui furono progressivamente esclusi dall’espressione artistica. Pur non esistendo un’arte ebraica in senso stretto, questi artisti poterono accedere a scuole e maestri solo con l’Unità d’Italia, partecipando al dibattito artistico post-macchiaiolo. Spagnoletto apporta nuove informazioni al tema basandosi su documenti d’archivio e pubblicistica coeva, approfondendo biografie poco note e studiando la costruzione delle sinagoghe dell’Emancipazione, simbolo della loro nuova visibilità urbana. L’indagine evidenzia anche artisti finora trascurati, come Jesi, Coen, Massarani e Grünhut, e include un’analisi delle presenze femminili e di figure come Dario Viterbo, perseguitato dal fascismo, e Arrigo Minerbi, più vicino al regime. L’opera getta nuova luce su un periodo molto spesso tenuto in ombra per timore che presti il fianco a un revisionismo storico sempre in agguato.
Perspectives and insights on (post) industrial landscap and heritage
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 156
Politics of the arts and collective memory. A critical approach to «cancel culture»
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 336
Considerazioni storico-artistiche sulla distrutta cattedrale doppia del colle di Pionta ad Arezzo
Guido Tigler
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 136
Sul colle del Pionta, ubicato a Sud-Ovest delle mura etrusco-romane di Arezzo, già nell'Antichità esisteva un'area sacra con necropoli, poi usata pure dai Cristiani, che nel IV secolo vi seppellirono il santo vescovo Donato, inumato assieme a sant'Emerenziano in una sorta di catacomba, cui il vescovo Gelasio sovrapponeva un piccolo oratorio. Accanto sorse presto una basilica sepolcrale intitolata a Maria e a Santo Stefano, le cui tracce archeologiche più antiche sono state datate al VII o VIII secolo, la quale sembra essere diventata cattedrale nella seconda metà del IX secolo, quando – analogamente a quanto allora accaduto a Fiesole – veniva abbandonata la cattedrale paleocristiana intra moenia, identificabile forse con San Donato in Cremona nella zona poi occupata dalla fortezza medicea. Il volume si concentra sulla ricostruzione della prima metà dell'XI secolo, ad opera dell'architetto Maginardo, del castello episcopale, comprensivo di palazzo vescovile, sede del Capitolo dei canonici e delle due chiese di Santa Maria e Santo Stefano (allora dotata di cripta ad oratorio) e di San Donato, quest'ultima documentatamente esemplata su San Vitale di Ravenna, ma ispirata anche ad altri illustri modelli. Recenti scoperte archeologiche hanno appurato che questo martyrium a pianta centrale sorgeva proprio sopra la preesistente 'catacomba' con cui era in contatto visivo tramite un foro circolare nel pavimento. Vengono poi analizzati comparativamente i mosaici pavimentali e gli arredi scultorei delle due chiese di questa stessa fase e di quella dei primi del Duecento, quando il prospetto absidale di San Donato fu ricostruito in forme simili a quelle della Pieve di Santa Maria, come si evince dalle vedute dei secoli XV-XVII, di cui la prima è anteriore alla distruzione dell'edificio. Infine si prende in esame la poco nota spoliazione da parte delle milizie di Perugia ed Assisi nel 1335, la restituzione dei trofei nel 1372 nonché la finale distruzione e dilapidazione a partire dal 1561 da parte di Giorgio Vasari su ordine di Cosimo I.
Un capolavoro del Poppi per la città di Vasari
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 44
Il volume approfondisce la figura di Francesco Morandini, detto il Poppi, celebre pittore manierista e collaboratore di Vasari, il cui Battesimo di Cristo è stato acquistato nel novembre 2022 dall’Ufficio Esportazione di Firenze per il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo. L’opera appresenta un capolavoro del manierismo fiorentino, unendo raffinate cromie e una composizione attentamente studiata. Il Battesimo di Cristo, unico nel suo soggetto all’interno della produzione dell’artista, riflette l’influenza dei grandi maestri rinascimentali come Vasari e Michelangelo, evidenziando al contempo lo stile distintivo del Poppi. Commissionato da Braccio Ricasoli, esponente dell’aristocrazia fiorentina, il dipinto testimonia l’importanza della cultura vasariana controriformata e arricchisce il panorama artistico del tardo Cinquecento. Il Battesimo di Cristo è ora esposto nelle sale del Cinquecento del museo aretino, in dialogo con opere di Vasari e altri manieristi. L’acquisizione arricchisce il patrimonio pubblico, rappresentando l’arte del Poppi, poco presente ad Arezzo, e consolidandone il legame con il territorio d’origine. La qualità dell’opera, la complessità compositiva e le citazioni dai grandi maestri rinascimentali la rendono un’aggiunta significativa al museo, celebrando il valore del manierismo fiorentino.
Ignazio Gardella. L'arte del mostrare
Fabio Fabbrizzi
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 216
Come pochi altri architetti della sua generazione, Ignazio Gardella è un autore la cui opera è stata straordinariamente scandagliata dalla critica e dalla pubblicistica fin dagli anni Trenta del Novecento. Il suo percorso progettuale, infatti, è spesso segnato, e talvolta chiarificato, da contributi interpretativi di grande rilievo realizzati da parte di studiosi, storici e architetti. Grazie anche a questi contributi, capaci di disvelare le molte chiavi di lettura dell’intero suo percorso architettonico, la sua figura è ormai storicizzata come una tra le più significative all’interno dell’architettura del secondo Novecento Italiano. Cosa aggiungere, allora, a quanto nel tempo è stato già detto e cosa rilevare all’interno della sua poliedrica espressività per poter andare oltre a quei temi che ne hanno costruito la sostanza progettuale? Italo Calvino amava dire che è “classico” tutto quello che ancora oggi ha la capacità di dire qualcosa al presente, è quella forza che rimane viva comunque, anche quando il linguaggio di un’espressione pare essere datato, è una struttura sottesa fatta di soli principi che restano in piedi indipendentemente dalle epoche che li hanno prodotti; è, insomma, una dimensione spirituale prima che fisica, che ha la forza di perdurare nel tempo come un vero e proprio modello esemplare. L’opera di Gardella, e in particolare quella legata all’allestimento e alla museografia, ha la capacità di parlare ai nostri giorni in quanto portatrice di differenza, espressione di misura, ma anche ricerca di una strada ancora da intraprendere. E questo suo parlarci la rende classica, perché si rivolge alle voci del nostro presente, con cui si lega, crea relazioni, forma innesti, per poi sfociare in una capacità generativa che produce a sua volta ricerca, innovazione, visione e progresso.

