Il Lavoro Editoriale
Luigi Vanvitelli, il maestro e la sua eredità. 1773-2023 (Atti del convegno internazionale di studi)
Libro: Libro in brossura
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2024
Studi pesaresi. Rivista della Società pesarese di studi storici. Volume Vol. 12
Libro
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2024
Guida poetica dei vini marchigiani
Fabio Strinari, Lorenzo Cicconi Massi
Libro
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2024
La città in cantiere. Ancona 1944-1960
Michele Polverari
Libro: Libro in brossura
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2024
Tra Carnevale e Quaresima. Un viaggio attraverso la Penisola quando abbondanza e opulenza incontrano fame e indigenza
Libro
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2024
Il coro sforzesco di Sant'Agostino in Pesaro
Massimo Ferretti
Libro: Libro rilegato
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2024
pagine: 220
Sul coro di Sant’Agostino gravitano diversi interrogativi. Era forse fatale, per un’opera su cui non ci sono documenti e che viene ricordata per la prima volta soltanto nel 1777, a più di tre secoli dalla sua realizzazione. Di una cosa siamo certi: le numerose “imprese” degli Sforza che lo contrassegnano certificano la nascita del coro sotto l’egida dei signori della città. In un quadro di testimonianze artistiche fortemente lacerato qual è quello di Pesaro sforzesca, il coro rappresenta un’importante manifestazione della “religione del signore”. Ma in quali anni nacque, esattamente? Siamo sicuri che si trovi da sempre nella chiesa degli Agostiniani? Il fatto che in alcuni riquadri si riconoscano edifici e luoghi di Pesaro ci autorizza a pensare che anche altre tarsie si riferiscano alla città oggi scomparsa? Fino a che punto sono ‘oggettive’ le informazioni visive sulla Pesaro rinascimentale? E poi, chi fu l’autore del coro e da dove veniva? Più che giungere a risposte ‘definitive’, il libro inquadra criticamente questi interrogativi e scoraggia false certezze. La seconda parte del volume è il frutto di una nuova, sistematica campagna fotografica. Non è stata realizzata con l’intento di documentare le sole tarsie ‘pittoriche’, ma la loro relazione decorativa con gli intagli e l’architettura del coro, la tipologia del quale costituisce anche un’anomalia, complicata dalle trasformazioni intervenute nel tempo.
Studia Oliveriana. Quarta serie. Volume Vol. 9
Libro: Libro in brossura
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2024
L'abate Giovanni Andrea Lazzarini (1710-1801). Teoria e pratica di un «pittor letterato»
Anna Cerboni Baiardi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2023
Il catalogo critico dell’opera del maggior pittore pesarese, analizzato alla luce delle più recenti acquisizioni: dai fogli della collezione della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pesaro a quelli della Biblioteca Oliveriana, già appartenenti alla Collezione Antaldi, alle nuove acquisizioni del Fondo Lazzarini e Papuli, che restituiscono la figura di un artista informato, studioso e colto, preoccupato di operare senza errori, inevitabilmente condizionato dal suo ruolo ecclesiastico e che, pur da una condizione di confine, è stato in relazione con committenti di vari centri italiani. Una figura, quella dell’abate Lazzarini, che ha giocato un ruolo decisivo per la cultura, non solo figurativa, della città di Pesaro nel Settecento, riverberandosi poi su tutte le Marche.
Pellegrino da Modena nella bottega di Raffaello
Cristina Conti
Libro
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2023
Il volume restituisce un profilo del tutto nuovo di Pellegrino da Modena, sin qui il più enigmatico tra i collaboratori di Raffaello. Giunto a Roma al tempo di papa Giulio II, Pellegrino conquistò presto la fiducia di Raffaello e di Baldassarre Peruzzi, che lo coinvolsero in alcune tra le principali imprese artistiche del primo Cinquecento. La partecipazione alla bottega del Sanzio e il rapporto con l’architetto Antonio da Sangallo il Giovane determinarono un impressionante aggiornamento della pittura dell’artista modenese sui modelli della maniera moderna, che gli valse le lodi di Giorgio Vasari. Il libro ridisegna la geografia e il percorso di Pellegrino tra Roma e il territorio laziale fino al rientro del pittore in Emilia e alla fase estrema della sua attività: una stagione brevissima ma cruciale per la successiva generazione di pittori modenesi e insieme per seguire la precoce circolazione del linguaggio della scuola di Raffaello a nord degli Appennini, un soffio prima dell’arrivo di Giulio Romano a Mantova.
Acheronta movebo. La resistenza di Urbino al duca Guidobaldo II nella storiografia italiana della seconda metà dell'Ottocento
Angela De Benedictis
Libro
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2023
Il 1° luglio 1573, nella rocca di Pesaro, nove cittadini urbinati sono decapitati in esecuzione della sentenza emanata da un giudice delegato da Guidobaldo II della Rovere a celebrare un processo sul tumulto di Urbino, che tra 1572 e 1573 aveva rivendicato antichi diritti. Ma il duca Guidobaldo sul finire della sua vita si muove all’insegna del “governare castigando”. Questo studio esamina l’interpretazione di quelle vicende nelle rievocazioni di alcuni scrittori dell’Ottocento e anche l’eco suscitata nella storiografia cinque-secentesca.
Via Belle Arti 56. Conversazione-autobiografia
Andrea Emiliani
Libro
editore: Il Lavoro Editoriale
anno edizione: 2023
“Ho passato quasi tutta la mia vita nelle stanze della Pinacoteca di Bologna, negli uffici di una Soprintendenza, e ancora oggi ci lavoro. Ho avuto il privilegio di vivere diverse stagioni della ricerca storico-artistica: dopo i disastri della guerra, l’esperienza delle grandi mostre scientifiche, prima che diventassero delle fiere paesane, i grandi maestri e amici, l’avventura della politica dei beni culturali regionale, l’insegnamento di Museografia all’Università. Potrebbe sembrare una vita sedentaria e invece è stata una continua passione, un innamoramento costante per la ricerca, le idee, i sodalizi intellettuali, i progetti editoriali ed espositivi. Al fondo di queste esperienze e al seguito di grandi personalità, ha tuttavia pesato su di me, in forma decisiva, l’apprendistato giovanile a Urbino, l’imprinting della forma perfetta del Palazzo Ducale, sintesi di progetto architettonico, arte, paesaggio e civiltà urbana. Dietro la mia riflessione sul museo diffuso, le ricerche sul campo per la catalogazione dei beni artistici, i viaggi matti in motocicletta e poi in auto per i musei di tutta Europa, ma anche attraverso le più oscure chiese di campagna, pesava quella forma classica, sintesi di genio sublime e di lavoro artigianale. E con essa, la poesia del paesaggio del Montefeltro, che ho portato sempre con me”.

