Il Saggiatore
Mozart. Scene dai viaggi in Italia
Sandro Cappelletto
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 350
Nel 1769 il tredicenne Wolfgang Amadeus Mozart si è già esibito davanti alle corti di mezza Europa nel corso di sfiancanti tournée in Austria, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Svizzera. Il padre Leopold, tuttavia, è preoccupato: di enfant prodige ne nascono ogni anno e Wolfgang non è più un bambino. C'è bisogno di qualcosa di clamoroso, di eclatante, che suggelli il suo talento e faccia capire al mondo che non ha di fronte un musicista promettente, bensì un genio. Nasce così l'idea di un viaggio nella «patria della musica», l'Italia. Padre e figlio si mettono in cammino: attraversano le Alpi, soffrono il freddo in malconce taverne, le sveglie all'alba, gli spossanti trasferimenti in carrozza. Ma i giorni trionfali arrivano: Rovereto, Verona, Mantova, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e infine Venezia; ogni tappa è un successo, la folla ai concerti a volte è tale che la carrozza non riesce a passare. La nobiltà si innamora del giovane musicista di Salisburgo, ospita i Mozart in lussuosi palazzi, paga generosamente le esibizioni. Wolfgang si guarda intorno, apprezza i paesaggi, scopre le città, conosce compositori e cantanti, assimila, rielabora, giudica. Scrive moltissimo: tre opere - Mitridate, re di Ponto, Ascanio in Alba, Lucio Silla -, i primi sette quartetti per archi, sinfonie, arie da concerto, musica sacra, il mottetto Exsultate, jubilate. E sente nascere dentro di sé nuove esigenze espressive, che nel giro di qualche anno esploderanno nei capolavori della maturità. "Mozart. Scene dai viaggi in Italia" di Sandro Cappelletto non è solo il racconto del viaggio di formazione di uno straordinario musicista. È anche la storia di un padre e un figlio che a mano a mano, tra incomprensioni e affetto, scoprono il loro rapporto. Delle contraddizioni di un uomo, Leopold, diviso tra l'ambizione personale e la consapevolezza della propria missione: far conoscere a tutti il miracolo del giovane Wolfgang, un bambino che ha saputo trasformarsi in uno dei più grandi artisti che siano mai esistiti.
Le nozze di Figaro. Mozart massone e illuminista
Lidia Bramani
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 422
Cristallizzato nell'immagine del genio irriverente preso solo dalla sua arte, folle e sregolato nel suo inconsapevole talento, Wolfgang Amadeus Mozart è rimasto intrappolato per secoli nel mito del puer aetemus. Tuttavia Mozart non era svagato o ingenuo. D'indole brillante e multiforme, era perfettamente immerso nel suo tempo: sensibile ai fermenti che ispiravano gli ultimi fulgori del Secolo dei Lumi, aveva una biblioteca ricchissima con testi all'avanguardia e frequentava le personalità più illustri dell'epoca; era in sintonia con i princìpi riformatori dell'assolutismo illuminato dell'imperatore Giuseppe ii e manteneva intensi rapporti con le logge massoniche viennesi e tedesche, nutrendosi dei loro ideali di tolleranza etica, religiosa e politica, di uguaglianza fra i sessi e fra le classi, arrivando persino a progettare di fondare una società segreta ispirata agli stessi valori. Soprattutto, Mozart diede voce a questo afflato con lo strumento che meglio padroneggiava, la musica, attraverso capolavori come Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte e La clemenza di Tito. Le nozze di Figaro, in particolare - con la sua trama di una coppia di servi e una moglie che si oppongono a un padrone e marito dispotico e bugiardo -, grazie all'analisi di Lidia Bramani si rivela testimonianza massima della cultura europea di fine Settecento, vero e proprio manifesto illuminista, nonché critica serrata e implacabile alle forze più ottuse e conservatrici della società, di allora come di oggi. Leggere Le nozze di Figaro di Lidia Bramani significa immergersi nella biografia di una delle menti più straordinarie della storia, e poter fruire con nuova consapevolezza di quelle opere con cui Mozart sognava di cambiare il mondo - quelle opere con cui Mozart il mondo l'ha cambiato.
Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer
Vittorio Giacopini
Libro: Copertina rigida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 313
«"Voglio soltanto giocare a scacchi" ha detto una volta "non mi importa nient'altro." Però non esistono desideri facili, ambizioni modeste. Le speranze ingannano e le preghiere esaudite sono merce scaduta. Scosse elettriche di confusione e paura, intermittenze, correnti di ansia: il mondo è troppo complicato e in disordine e allora provi a barricarti nel rifugio di un metodo, ti corazzi dentro un'ossessione. Voglio "solo" giocare a scacchi - pensava - voglio vincere, diventare il migliore. Quei diagrammi in bianco e nero, quelle mosse consuete, quelle poche regole. Il resto non esiste, il resto è un'illusione, uno spreco, un imbroglio. Voleva meno anche quando puntava al massimo. Semplificare, togliere, andare dritto al sodo. L'hanno definito in tanti modi - inaffidabile, istrione, buffonesco, geniale, offensivo, paranoico, cattivo, infantile -, ma in verità è stato soprattutto un maestro della rinuncia o un asceta improbabile. Non chiedeva molto. Ridurre al massimo i contatti col mondo, vivere in una bolla mentale, bastare a se stesso. L'ironia è che quasi tutta la sua vita da adulto è l'eterna smentita di questo programma. Strano paradosso. Ti blindi dentro un'ossessione per evitare gli altri e aggirare la Storia e ti ritrovi proprio al centro della scena, sotto gli occhi di tutti.»
Il libro della luna. Guida all'esplorazione del nostro satellite
Maggie Aderin-Pocock
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 223
C'era una volta una bambina che guardava la Luna insieme a suo padre: osservava l'alternarsi regolare delle sue fasi, si emozionava davanti alla prima eclissi, costruiva un telescopio casalingo per scrutare meglio il cielo. Oggi quella bambina è diventata una celebre astrofisica; e, non dimentica del suo primo amore, ha scritto questo Libro della Luna: una guida per tutti gli osservatori, i curiosi e i lunatici del pianeta Terra che vogliono conoscere ogni aspetto della nostra compagna astrale più prossima. Maggie Aderin-Pocock ci guida all'esplorazione della Luna, descrivendo i modi e i periodi migliori per osservarla, le rocce e i minerali che la compongono, il suo paesaggio fatto di mari, crateri e cupole. Ci fa scoprire che questo astro, in apparenza stabile, in verità è soggetto a periodici terremoti o, meglio, «lunamoti» e che l'espressione «il lato oscuro della Luna», sebbene poetica, non è proprio corretta. Ci racconta che il nostro satellite esercita la sua attrazione gravitazionale sulla Terra regolando le nostre maree. Ci parla degli infiniti modi in cui la Luna ha attratto anche la nostra immaginazione, ispirando opere d'arte, poesie, romanzi, antiche costruzioni e moderni strumenti scientifici. "Il libro della Luna" scava nel passato del corpo celeste che amiamo di più, nei segreti della sua nascita e nei meccanismi che regolano la sua orbita. E si spinge a immaginarne il possibile futuro, quel tempo in cui forse torneremo a calpestarne il suolo e vi fonderemo le prime colonie; quando il candido astro dei poeti sarà la prima tappa di una nuova, grande avventura dell'umanità.
Smetti di leggere notizie. Come sfuggire all'eccesso di informazioni e liberare la mente
Rolf Dobelli
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 188
Notifiche e notizie, comunicati e collegamenti, breaking news e ultim'ora. Notizie, notizie e ancora notizie. Notizie che precipitano a cascata nei nostri social network. Notizie che corrono su schermi accesi, fra i binari di treni e metropolitane, su canali che trasmettono sempre lo stesso telegiornale. Notizie che strillano catastrofiche sui fogli dei quotidiani, notizie che irrompono nei computer, notizie che brillano sui cellulari accompagnate da radiose pubblicità. Immagini inquietanti, video scioccanti e fatti sconvolgenti catturano di continuo il nostro sguardo. Sono come brevi lampi di paura, scosse emotive a cui segue inevitabile l'indifferenza, ondate di dopamina informativa che diventano fonte di stress e causa di malessere, e che anziché renderci più consapevoli ci portano ad autentiche distorsioni della realtà: ingigantiamo problemi trascurabili e trascuriamo problemi giganteschi. Invece di intervenire, ci consegniamo al ruolo di spettatori impotenti. Contro questa dipendenza moderna - più perniciosa dell'alcol, più invisibile dello zucchero -, Rolf Dobelli osserva da anni una rigorosa astinenza. "Smetti di leggere notizie" è un invito a liberarci dell'informazione usa e getta, e insieme una guida pratica per preservarci dai suoi temibili effetti. Proviamo a seguire una dieta dal flusso di notizie che ci sta assordando: eliminiamo le fonti più frenetiche e gridate, stiamo lontani dagli smartphone e dai notiziari. Ricaveremo un tempo più esteso per la riflessione, gli incontri e i progetti. Impareremo a mettere nella giusta prospettiva i problemi e capiremo che intervenire è più importante che abbandonarci passivamente alla ragnatela delle notifiche. Ne guadagneremo in tempo e salute, e forse ci scopriremo più creativi e felici.
Il perseverante
Botho Strauss
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 182
Una donna non si presenta all'altare il giorno delle nozze; il suo sposo si allontana, solo, su una carrozza ornata di fiori, in un inverno bianco di neve. Un altro uomo si sveglia di soprassalto, abbandonato da tutti, e si incammina lento sul limitare del bosco. Un terzo uomo, un rifugiato siriano, siede prostrato su un campo da golf, chiedendosi quale sia la strada giusta da imboccare. Gli uomini orfani del "Perseverante" sono protagonisti di narrazioni minime, schegge di esperienza che consentono svelamenti improvvisi o aggrediscono l'inconsistenza del presente, la sua angosciosa stolidità. Parabole poetiche di stringente inattualità in cui Botho Strauss rintraccia i sintomi di un'epoca inferma, l'assedio che le tecnologie stanno portando al nostro quotidiano. Da un lato la fasulla intelligenza della rete, l'ebete bagliore degli schermi, dall'altro la perseveranza, ovvero la capacità di porsi in ascolto delle profondità del linguaggio, usando la parola per ricucire la ferita tra passato e presente. "Il perseverante" - zibaldone lirico di un autore-eremita, i cui interventi sulla contemporaneità hanno prodotto feroci polemiche in Germania - è una costellazione di frammenti letterari dotati di una violenta lucidità. Storie che si dipanano attorno a polarizzazioni estreme, tra la memoria indefettibile della tecnologia e il desiderio umano di plasmare il ricordo. Tra la voce della poesia e la soffocante ampiezza del mondo.
Breve storia della risata
Terry Eagleton
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 214
La risata è una delle nostre azioni più spontanee e caratteristiche. Eppure ha un'enorme varietà di sfumature: potete ridere con qualcuno, di qualcuno o potete ridere di voi stessi; la vostra risata può essere liberatoria o nascondere rabbia e paura; ridendo potete rafforzare gli stereotipi o attaccare il potere. Terry Eagleton ci racconta l'esilarante storia della risata; a partire dal Medioevo, quando è temuta e malvista da pensatori e filosofi, troppo diffusa tra il volgo, capace di rovesciare l'ordine divino, da confinare in occasioni speciali come il Carnevale; per proseguire con l'Illuminismo, quando le battute brillanti e l'arguzia diventano di moda: essere spiritosi è prova di intelligenza e virtù, indispensabile per fare bella figura in società. E come funziona l'umorismo che oggi arricchisce film, serie televisive, romanzi e spettacoli teatrali? Eagleton ne passa in rassegna i meccanismi e le possibili variazioni, dalle incongruenze che spiazzano a quelle che mescolano il tragico col solenne, fino alle battute che implicano la superiorità di chi le pronuncia. E alle boutade con cui a volte si può essere superiori anche a se stessi, come Groucho Marx quando afferma: «Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me». "Breve storia della risata" segue le tracce dell'umorismo da Rabelais ai Monty Python, da Freud alla stand-up comedy; ne traccia la mappa e soprattutto ci rivela come in una semplice risata agiscano i meccanismi che più di ogni altra cosa ci rendono unici e umani.
L.o.v.e. Libertà. Odio. Vendetta. Eternità
Giancarlo Liviano D'Arcangelo
Libro: Copertina rigida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 845
Se il denaro fosse acqua, la famiglia Giordano sarebbe l'oceano. Quello eretto da Italo negli anni con cinismo e spregiudicatezza è un impero tentacolare dai contorni mostruosi, che dalla natia Villalibera si estende ai quattro angoli del globo; un panegirico al capitalismo più bieco e sregolato, con il primogenito Isacco, l'erede designato, pronto a superare il padre in amoralità e ambizione. Solo Giordano, il figlio minore, sembra immune all'attrazione per la ricchezza che incanta la famiglia: obeso, vergine, dall'animo sensibile e con una passione per le scienze umane, Giordano vive i suoi giorni isolato, disprezzato dal padre e tiranneggiato dal fratello. Ma la scomparsa improvvisa dei due lo costringe a prendere in mano la mastodontica azienda familiare e fare i conti con il lato oscuro della propria anima; il suo si trasformerà in un viaggio di continente in continente all'interno dei loschi traffici della Sunrise Inc., tra faccendieri e conti off-shore, amministratori corrotti e milizie private, per scoprire che nel regno del denaro e della finanza nessuno è innocente. Con L.O.V.E. Giancarlo Liviano D'Arcangelo dà vita a un'epopea romanzesca contemporanea che esplora gli abissi della società globale: l'inquietante negativo di un mondo in putrescenza, in cui un impero che crolla può fare meno rumore di una coscienza che muore.
L'eredità immateriale. Carriera di un esorcista nel Piemonte del Seicento
Giovanni Levi
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 248
Giovan Battista Chiesa è un prete, un guaritore, un esorcista, un imbonitore. Il suo sandalo batte instancabile le sperdute campagne piemontesi di fine Seicento promettendo a tutti, contro le disposizioni del vescovo, la salvezza dell'anima e del corpo dall'influsso del demonio. Il bilancio di Giovan Battista Chiesa è impressionante: sei guarigioni al giorno, poi addirittura diciotto, fino a oltre cinquecento in meno di due mesi; troppe perché il Santo Uffizio non se ne accorga e non lo metta sotto processo, imponendogli, dopo un complicato iter giudiziario con testimoni analfabeti e stravaganti documentazioni, di cessare la sua attività di sacerdote taumaturgo. Attraverso gli atti dei processi e altre fonti secondarie, lo storico Giovanni Levi penetra in questa vicenda apparentemente di poco conto e ne ricava un quadro dettagliato della società contadina sotto l'Ancien Régime. Levi scava nella vita quotidiana della popolazione minuta e anonima che Giovan Battista Chiesa raccoglie attorno a sé e indaga per cerchi concentrici le strutture familiari e sociali, i rapporti economici e politici dell'universo rurale del tempo, svelando un micromondo attivo e consapevole, capace di rispondere con inventiva alla crisi della feudalità e all'imporsi dello Stato assoluto. Uno scenario brulicante di avvenimenti silenziosi e protagonisti senza volto, in cui la trasmissione di ciò che è immateriale - il prestigio, le professioni, le cariche - diventa più importante di qualunque bene terreno. L'eredità immateriale è un classico della storiografia contemporanea, un'opera che rovescia la prospettiva da cui siamo soliti guardare al nostro passato, permettendoci di osservare il grande quadro attraverso la lente di un microscopio e mettere così a fuoco le esistenze di quei soggetti solitamente dimenticati dalle cronache ufficiali. Un libro fondamentale, che raccontandoci la lenta ma inarrestabile trasformazione della società di fine XVII secolo ci rivela quanto instabili siano i nostri desideri individuali, le gerarchie e i valori condivisi.
Senza parole. Piccolo dizionario per salvare la nostra lingua
Massimo Arcangeli
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 284
Quante volte avete avuto un alterco con qualcuno? Vi è mai capitato di sentirvi pieni di astio di fronte a un interlocutore decisamente becero? E di avere una fame pantagruelica? Pensate di possedere un certo contegno (anche se non quanto il vostro azzimato cugino)? Se vi dicono che siete morigerati vi offendete o inorgoglite? Esistono termini che riescono a raccontare molte cose diverse, ed eventi, azioni, stati d'animo della nostra quotidianità che possono essere descritti con precisione solamente da un'unica parola, magari un po' desueta: conoscerla significa saper dare un nome a una parte di noi stessi. Massimo Arcangeli ci guida nel regno delle parole dimenticate della lingua italiana, alla scoperta di cinquanta aggettivi, verbi e sostantivi in grado di esprimere meglio di qualunque altro il nostro modo di gioire, arrabbiarci e dire «Ti voglio bene». Tra storia e letteratura, ascendenze straniere e cadenze popolari, Arcangeli attraversa un patrimonio che unisce le Alpi e le isole, Pinocchio e Paperino, la poesia di Dante e il dialetto dei nostri nonni: la cartolina di un'Italia che non esiste più, con cui allontanarci dall'appiattimento lessicale di oggi e in cui riscoprire una lingua lussureggiante, piena di colori e suoni, capace di una vitalità e di una ricchezza espressiva strabilianti. "Senza parole" è nello stesso tempo un viaggio sentimentale nella nostra cultura e una pratica di resistenza civile; un prontuario per ravvivare il nostro dizionario privato e una carrellata di aneddoti curiosi sul nostro passato comune. Per ricordarci - o conoscere per la prima volta - di che cosa parliamo quando parliamo in italiano.
E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto
John Berger
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 152
Simile a una busta che custodisce un dispaccio giunto da un luogo lontano, la copertina che stringete tra le mani contiene un lungo messaggio inviato a una donna amata, e con lei a tutti i lettori. Questo libro è una lettera d'amore. Come in tutte le lettere più riuscite, fra le sue righe si conserva una limpida traccia della voce di chi l'ha scritta: la voce di John Berger, che qui risuona in tutta la sua calorosa intelligenza, in tutto il suo desiderio di condividere storie e sguardi. L'amore che racconta è svelamento sensuale, mutuo accudimento di fragilità, superamento dei confini individuali. In quest'arte sottile dello sconfinamento, l'amante John Berger si scopre vicino a chiunque sia impegnato ad attraversare una frontiera. A chi migra dal proprio paese, gettando le fondamenta di una nuova casa nel molle terreno dell'altrove; ad artisti come Caravaggio o van Gogh, che vivono un'identificazione metamorfica e sessuale con la materia della pittura; a una lucciola, il cui bianco bagliore sembra provenire da una dimensione remota, invitandolo a varcarne la soglia. L'amore di John Berger è un porsi in bilico tra animale e umano, tra vita e assenza, tra eternità e impermanenza. Tra ora e non più. E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto è forse il libro più generoso di un generosissimo scrittore, perché è il più intimo. È la scoperta di come «non ci sia discorso più pubblico e politico, più radicalmente comunitario, di quello sui sentimenti», e la meravigliata dimostrazione che chi ama, come chi guarda, modella eternamente il reale, ridisegnando in ogni istante il fuggevole profilo del mondo.
Lo scheletro nell'armadio. Vita segreta delle ossa
Brian Switek
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 291
Pensate alle vostre ossa: al delicato meccanismo del gomito, alla robusta spina dorsale che ci imparenta con ogni vertebrato mai vissuto, al modo in cui l'articolazione della spalla ruota e ci permette movimenti impensabili per altri animali. Non possiamo vederle, ma queste strutture celate dalla pelle e avvolte dai muscoli custodiscono la nostra storia individuale, i segreti dell'evoluzione e l'immaginario religioso e culturale di ogni popolo, vivente o estinto. "Lo scheletro nell'armadio" ci racconta tutto delle nostre ossa: di come ci accomunino agli altri esseri viventi; di come ancora oggi nel nostro scheletro si trovino tracce dei primi ominidi, di protomammiferi vissuti all'ombra dei dinosauri, di pesci preistorici dalle cui pinne si sono evolute le nostre mani e di minuscoli organismi dei mari primordiali. Di come abbiamo modellato il nostro mondo, gli strumenti che usiamo, le città in cui viviamo in base a quello che le nostre articolazioni possono o non possono fare. Di come le nostre ossa, solo in apparenza rigide, continuino a rinnovarsi e a crescere durante tutta la vita, tenendo traccia dei traumi sofferti, dei cibi di cui ci siamo nutriti e delle esperienze che abbiamo vissuto. Di come da antichi resti e sepolture abbiamo potuto ricostruire la storia di uomini e donne per troppo tempo dimenticati, di re, battaglie, popoli e intere culture. Di come scheletri e teschi, nonostante siano stati spesso scelti come simboli di morte e caducità, paradossalmente siano la parte di noi che durerà più a lungo e continuerà a parlare della nostra vicenda umana. In queste pagine Brian Switek spazia dalla biologia cellulare al culto delle reliquie, dall'artrite dei dinosauri alle collezioni anatomiche di musei e università (e ai metodi non troppo etici con cui sono state assemblate), e ci rivela come i più grandi segreti siano celati proprio dentro di noi.

