Il Saggiatore
The Apocalypse Game. Scegli tu come far finire il mondo con Trump, Putin e Kim Jong-un
Rob Sears
Libro: Copertina rigida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 170
Ops! Kim Jong-un ha appena fatto partire un missile nucleare contro New York. Vuoi provare a distruggerlo o far iniziare una guerra atomica, invitando anche Trump e Putin alla festa? Caspita, una misteriosa epidemia sta uccidendo milioni di persone rivoltandole come un calzino. Cerchi una cura per salvare l'umanità o lasci che la natura faccia il suo corso? Oddio, una creazione robotica di Elon Musk si è ribellata contro il suo artefice. Tenti di fermarla o le fai assoggettare il genere umano? E adesso ci mancava solo che un meme trasformasse in zombi assassini buona parte della popolazione mondiale. Vuoi trovare una soluzione o assistere (e, perché no, partecipare) alla carneficina? Sono queste le decisioni che prenderai in "The Apocalypse Game". Se avessi un minimo di buon senso faresti di tutto per salvarci, ma... sicuro che ce lo meritiamo? A te la scelta.
Robustezza e fragilità. Che fare? Il Cigno nero tre anni dopo
Nassim Nicholas Taleb
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 152
Dopo la pubblicazione, "Il Cigno nero" è stato acclamato in tutto il mondo come un testo rivoluzionario, letto da milioni di lettori, la cui influenza è riverberata nei campi più diversi, dalla filosofia alla statistica, dalla sociologia alla psicologia, dalla medicina agli studi sul clima. In questo seguito del suo saggio "Il Cigno nero", Nassim Nicholas Taleb rileva con ironia come sia stato il mondo economico a rivelarsi il più cieco e refrattario ai Cigni neri, pur essendo l'ambito che maggiormente avrebbe potuto beneficiarne; risponde alle critiche mosse alle sue idee; ripercorre gli incontri con i filosofi, scrittori, scienziati, politici, lettori comuni con cui si è confrontato e ha discusso, vedendo la sua teoria prendere piede e svilupparsi. Robustezza e fragilità esamina le ramificazioni, le conseguenze e le potenzialità della teoria del Cigno nero chiedendosi quale sia la ricetta per avere società più robuste e meno vulnerabili a eventi rari e di grande impatto. Se si osserva la natura, le strutture e gli organismi che prosperano sono quelli che presentano la maggiore ridondanza e variabilità nelle funzioni: per esempio, magari il libro che avete in mano lo si può usare in altri modi, oltre che leggerlo. La fragilità invece risiede spesso nell'eccessiva specializzazione, nonché nella nostra eccessiva - ed errata - certezza di poter prevedere in anticipo l'inaspettato. In "Robustezza e fragilità", Taleb si muove tra esperienze personali, aneddoti curiosi e riflessioni profonde, tracciando le origini e il futuro delle sue intuizioni e diffidandoci dal credere ciecamente negli esperti e nel nostro desiderio di ordine; invitandoci a scoprire il piacere di vivere in un mondo imprevedibile e dinamico.
L'infinito gioco della scienza. Come il pensiero scientifico può cambiare il mondo
Edoardo Boncinelli, Antonio Ereditato
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 224
Nell'era della super¬ficialità dell'informazione, in cui imperversano le fake news e al ragionamento critico si antepongono presunzione e ignoranza, la scienza sembra essere sotto attacco. Ma non è che un paradosso, perché mai come oggi la ricerca scienti¬fica è stata così forte e af¬fidabile. Edoardo Boncinelli e Antonio Ereditato, due scienziati italiani in prima linea nei rispettivi campi di indagine - la genetica e la ¬ fisica delle particelle -, ci raccontano che la scienza è bellezza, creatività, gioia della ricerca e della scoperta. È indagare e comprendere i misteri della natura, è lo sforzo di evocare nelle nostre menti l'universo intero. In fondo, la scienza è un gioco. Un gioco intellettuale e materiale, faticoso eppure attraente, in cui si procede per tentativi ma secondo regole ferree, in cui ogni conclusione è sempre provvisoria e il rincorrersi virtuoso tra teorie e osservazioni porta a risultati sorprendenti. E non sono soltanto le applicazioni della ricerca scienti¬fica a cambiare il mondo in cui viviamo e il nostro modo di pensarlo; è l'atto stesso del ricercare che lo modi¬fica, introducendo novità e trasformazioni di ogni tipo. "L'in¬finito gioco della scienza" ci svela che il potere della scienza è proprio questo: la capacità di plasmare la realtà e di partecipare alla sua costante ricreazione. Una partita che Boncinelli ed Ereditato ritengono troppo emozionante per essere abbandonata: si resta in campo, quindi, a giocare il fantastico e in¬finito gioco della scienza.
Fotogrammi di un film horror perduto
Helen McClory
Libro: Copertina rigida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 160
Una ragazza morta si materializza in casa di sconosciuti, prepara un caffè e si accende una sigaretta come se nulla fosse. Una donna serve a un picnic la propria mano spacciandola per prosciutto. Una madre prepara una torta con i resti spappolati di sacrifici umani. Un vampiro sviene perché non sopporta la vista del sangue. I racconti di "Fotogrammi di un film horror perduto" stendono sulle esili gioie della nostra quotidianità una patina sinistra e asfissiante; con una lingua vivida e tentacolare, satura di ambiguità e metafore allucinate, trasformano l'immaginario laccato della cultura pop in un brutto viaggio lisergico. Lo scenario si fa inquietante e fantastico - acqua grigia e gelida, foreste buie e cieli di cenere -, una tela lugubre che Helen McClory screzia di glitter rosa, di verde acceso, del rosso scuro del sangue, del rossetto e del velluto: con tocchi da cineasta compone fotogrammi che luccicano come i nostri migliori sogni e che allo stesso tempo ci perseguitano come i nostri peggiori incubi.
Il primo giorno d'autunno al mondo
Stefano Costa
Libro: Copertina rigida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 200
Driano è un uomo alla fine della vita. Malato, circondato da moglie e figlia nella sua abitazione sulle colline dell'Oltrepò pavese, assediato dalla preoccupazione per la vendita della casa natìa, è relegato su una sedia a rotelle in attesa di esalare l'ultimo respiro. Driano è un uomo da anni chiuso in un male oscuro, incomunicabile. Quando ancora riusciva a muoversi ha salvato dalla morte una talpa e, nel culmine della propria disperazione, le ha chiesto di estinguere la razza umana. Ora, per compiere il desiderio di Driano mentre lui immobile osserva il verde dietro la finestra, nell'ombra della terra, tra le fronde degli alberi, nell'azzurro del cielo, la talpa ha radunato un esercito - volpe, barbagianni, capra, pipistrello, pavone - e si leva per combattere quella battaglia. Ma altri animali hanno scelto di unirsi per fronteggiare le orde degli sterminatori e salvare gli umani - gabbiano, gallo, lupo, gatto, gazza, riccio. Ne verrà uno scontro epico che potrà avere termine solo con la morte degli uni e la vittoria degli altri. Stefano Costa dà vita a una favola inquietante di uomini e bestie, in cui la magia e la violenza della natura convivono con la dolorosa solitudine dell'esistenza. "Il primo giorno d'autunno al mondo" è un romanzo che ci racconta un microcosmo di incomprensione e isolamento, a un passo dalla distruzione: la narrazione di un luogo, allo stesso tempo reale e incantato, che lascia intravedere dietro ogni foglia e ogni filo d'erba lo sguardo feroce e perturbante del nulla.
Romanzo di una vita
Thomas Mann
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 270
"Non ho mai avuto l'ambizione di essere all'avanguardia letteraria e al corrente coi tempi, mai appartenuto a una scuola o alla consorteria che era di volta in volta al comando. Perciò non fui mai sostenuto da nessuna scuola e raramente lodato dai letterati. Essi vedevano in me un "borghese"... e non a torto." In questa raccolta autobiografica, Mann esplora la maturazione della propria sensibilità filosofica, l'intima ispirazione a Goethe e al realismo tedesco e russo, l'Europa dei totalitarismi e della guerra sullo sfondo. Un inno alla strabiliante consapevolezza artistica e intellettuale dello scrittore, che nello scritto "Romanzo di un romanzo" rivela la genesi e le tappe della stesura del "Doctor Faustus".
L'arte di essere felici. Come sopravvivere alle avversità e riscoprire il valore della vita
Pierre Zaoui
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 374
Sentirsi disarmati di fronte a una delusione amorosa. Avere paura di non superare un esame. Chiedersi quando finalmente si addolcirà il dolore del distacco. Ci sono occasioni in cui la sfortuna sembra farsi beffe di noi, giorni in cui lo sconforto ci lascia intorpiditi, frustrati; giorni in cui il mondo appare svuotato di senso. Come provare a essere felici nonostante le avversità? Come sopravvivere alla vita? Si può continuare a vivere e ad amare quando ci si scopre risucchiati nel turbine dei piccoli e grandi problemi dell'esistenza? Questo libro di Pierre Zaoui - una delle voci francesi più autorevoli del pensiero contemporaneo - è un piccolo manuale di sopravvivenza; convinto che l'ultima ancora di salvezza contro l'assurdità dell'esistenza sia il pensiero, Zaoui ci guida in una passeggiata filosofica nei territori più impervi della vita, affacciandosi con coraggio persino sugli scoscesi precipizi davanti a cui tanto spesso i sedicenti intellettuali arretrano timorosi: l'amore e le sue vertigini, il timore della fine, il dolore del lutto. Con la sensibilità del flâneur, e insieme il rigore del filosofo, Zaoui procede per svolte improvvise e accostamenti subitanei, oscilla tra Nietzsche e Flaubert, dirige il suo sguardo sui minuti dettagli del quotidiano che - sommersi dagli stimoli - non sappiamo più apprezzare: i piccoli momenti di tranquillità dell'anima, il piacere del silenzio, i fiori - i più belli - della generosità umana. Perché soltanto la filosofia, ci ricorda Zaoui, è in grado di cogliere la verità universale nascosta nei meandri di ogni singola esperienza, anche la più negativa. "L'arte di essere felici" esalta il valore della vita e insegna al lettore non solo a convivere con le preoccupazioni quotidiane e i drammi più intimi, ma anche a sublimarli in un'idea di vita superiore, più elevata, più intensa, più bella; una vita toccata dalla grazia dell'intelligenza, perché è l'intelligenza a regalarci il coraggio di essere felici.
Potere e complessità sociale
Niklas Luhmann
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 195
Il potere può assumere, e ha assunto nel corso della storia, le forme più diverse. Cosa ci viene in mente quando pensiamo al potere? Pensiamo al capo di stato, al sindaco della nostra città? Al poliziotto che alza il manganello per mantenere l'ordine pubblico? Certo, può essere tutte queste cose. Ma nella società complessa e smaterializzata di oggi il potere si insinua nelle nostre vite in modi molto più sottili. E allora è più che mai necessario tornare a riflettere sulle radici del problema e domandarsi: che cos'è e come si esercita il potere? In questo classico della sociologia e della teoria dei sistemi sociali, con un incredibile anticipo e una scelta spiazzante per il suo tempo ma che oggi non può non sembrarci profetica, Niklas Luhmann risponde che il potere non è altro che «un mezzo di comunicazione», in grado di produrre simboli tanto più efficaci quanto più riescono a persuadere spontaneamente chi vi è sottoposto. Il ricorso alla coercizione tramite la violenza, per quanto sia la sua espressione più appariscente, «segna non già il successo del potere ma il suo scacco». E non capiremo mai la sua vera natura, sostiene Luhmann, se continueremo a pensarlo come una corrente unidirezionale, che va dall'alto al basso, dal dominatore al dominato: il potere è qualcosa che tutti noi produciamo, facciamo circolare e accresciamo esercitando le nostre libertà individuali. Dalla democrazia all'opinione pubblica, dalla legittimità allo stato di diritto, Luhmann ha passato tutti questi concetti al vaglio delle teorie cibernetiche e funzionalistiche, trasformando per sempre la teoria politica classica: scritto agli albori dell'era informatica, "Potere e complessità sociale" svela la meccanica di una forza che oggi abbiamo troppo sotto gli occhi e non riusciamo più a vedere, e ci fa capire chi e come governa realmente le nostre esistenze.
Libertà, uguaglianza, diversità. Si può vivere insieme?
Alain Touraine
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 345
Si può vivere insieme, liberi e diversi? Riusciremo mai a conservare la nostra identità senza combattere e alzare muri contro chi porta i segni visibili della sua alterità? Alain Touraine, uno dei massimi sociologi viventi, non ha dubbi: è questa la sfida più importante che il mondo di oggi, sempre più globalizzato e connesso, è chiamato a raccogliere; soltanto vincendola potremo raggiungere quella che chiama «la quadratura del secolo». In duecento anni di vertiginoso progresso tecnologico è accelerata sempre più la tendenza che ci ha portato dal vivere in piccole comunità, con relazioni e riti condivisi in cerchie ristrette, al costituirci in società via via più ampie, dal sentirci parte di una città a parte di organismi nazionali e poi sovranazionali. Oggi viviamo in un mondo in cui le barriere spaziotemporali che ci separavano gli uni dagli altri si sono dissolte, creando l'impressione di abitare un'indistinta società globale dove l'unica condivisione possibile sembra quella del rituale consumistico che ci rende simili, troppo simili, nell'omologazione dei gesti, degli acquisti, dei gusti, ma non veramente uguali. Disorientati da questa vicinanza improvvisa e forzosa, molti reagiscono tentando di riportare indietro le lancette, serrando i ranghi con chi è più simile per dare battaglia al diverso, e finendo così preda di nazionalismi e integralismi religiosi. Ma soltanto quando riusciremo a diventare «soggetti» e a costruire la nostra identità politica mettendo la cultura e la creatività di ognuno al servizio di tutti potremo riappropriarci del nostro futuro. Con "Libertà, uguaglianza, diversità", Touraine indica la strada da seguire a chi vuole uscire dal proprio isolamento per essere parte attiva nella costruzione di una società finalmente libera, equa e fondata sul valore delle differenze: una missione che oggi non possiamo più rimandare.
Che cos'è la letteratura?
Jean-Paul Sartre
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 592
«Siamo dentro il linguaggio come dentro il nostro corpo.» Questa massima vale per lo scrittore, ma non è certo meno vera per il lettore. Quand'è, si chiede Jean-Paul Sartre, che la parola smette di essere lettera morta per sciogliersi e vivere in un discorso? Cosa le permette finalmente di liberarsi e di agire sul mondo? In una domanda: che cos'è la letteratura? Nel saggio che apre e dà il nome a questa raccolta, il padre dell'esistenzialismo condensa in pochi tratti i punti essenziali della sua poetica: isola l'attività del prosatore e sancisce la sua superiorità su tutte le arti - compresa la poesia, che ha in comune con la prosa «solo il movimento della mano che traccia le lettere» -, in quanto unico mezzo capace di instaurare una vera relazione fra chi scrive e chi legge. Senza il lettore, ci dice Sartre, il linguaggio non può trasformarsi in azione; né trasformare la società, mancando così l'impegno fondamentale a cui ogni scrittore deve rispondere. Con "Che cos'è la letteratura?" possiamo seguire la traiettoria critica di uno dei più grandi e influenti maîtres à penser del Novecento: dall'analisi dell'universo narrativo di William Faulkner a quella della pittura di Giacometti, dalle accuse al «nuovo misticismo» di Georges Bataille alla polemica sull'assurdo, sfociata in una famosa stroncatura allo "Straniero" dell'amico e rivale Albert Camus. Vero e proprio manifesto contro ogni autoreferenzialità dell'arte, "Che cos'è la letteratura?" è al tempo stesso una introduzione all'opera romanzesca e filosofica dell'autore dell'Essere e il nulla e una chiave insostituibile per tornare a interpretarla.
Nostalgia dell'antico e fascino della macchina. Il futuro della storia dell'arte
Horst Bredekamp
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 160
Qual è il futuro dell'arte? E come le nuove tecnologie stanno cambiando il nostro modo di guardare? Per rispondere a queste domande è necessario risalire alla frattura tra arte e tecnica, gioco e utilità che si è aperta in epoca moderna. Guidato da questa idea, Horst Bredekamp perlustra le Kunstkammern rinascimentali, collezioni eclettiche nate in tutta l'Europa aristocratica per includere curiosità naturali e prodotti dell'ingegno umano, in cui le opere d'arte compaiono accanto ai ritrovati della tecnica e alle manifestazioni più esotiche del mondo biologico. Espressione della vertigine catalogica non ancora divenuta utopia - sogno di catturare il mondo in un elenco, in un'enciclopedia -, la Kunstkammer ambiva a rispecchiare l'universo accostando materiali eterogenei, provenienti da epoche e luoghi diversi, e pertanto a riprodurre la continuità nell'evoluzione, dalla natura alla macchina. Nelle pagine di "Nostalgia dell'antico e fascino della macchina", Bredekamp illumina la stretta parentela tra l'ammirazione per le sculture antiche e l'attrazione esercitata dalle macchine, individuandone il materiale connettivo nell'idea dell'uomo come «secondo dio» che, in quanto creatore, infrange le barriere tra natura, arte e tecnica. Questa logica entra in crisi quando l'industrializzazione impone il criterio dell'utilità, relegando l'arte nello spazio angusto, ancorché nobile, del superfluo: è la fine delle «camere delle meraviglie» e l'inizio del moderno museo; soprattutto, è il momento in cui si disarticola l'unità concettuale di arte e meccanica. L'aspirazione a mostrare la potenza metamorfica della materia attraverso il gioco si riafferma oggi sullo schermo del computer, dove l'immagine nasce sia nel processo del pensiero logico sia in forza dell'associazione ludica. Grazie alla proprietà intrinseca del digitale di travalicare i confini, la cultura del computer coniuga meraviglia, gioco e utilità ripristinando le forme di visione e di pensiero proprie della Kunstkammer: un nuovo paradigma che assevera la priorità dell'immagine e dell'intelligenza associativa sull'ambito del linguaggio. E restituisce centralità alla storia dell'arte.

