LIM
A passo di danza. La cultura coreica nel fondo Gianni Secondo e in altre raccolte della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: XII-122
Ivan Ivanovič Sollertinskij. Musica e letteratura al tempo dell’Unione Sovietica
Ivan Ivanovic Sollertinskij
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: XXI-164
Musicologo versatile e poliedrico, Ivan Ivanovič Sollertinskij (1902-1944) ha contraddistinto l'approccio critico della nascente società sovietica lungo poco più di vent'anni, esercitando una riconosciuta incidenza nell'analisi di opere e autori. Grazie a un'esposizione letteraria, quasi romanzata del materiale preso in esame, egli è riuscito a unire fenomeni all'apparenza distanti fra loro spaziando in modo omogeneo all'interno di tutte le arti. Dal sinfonismo dialogico-shakespeariano a quello monologico-byroniano, passando attraverso le "chaplinerie" mahleriane o le tinte fiamminghe di van Ostare e Bruegel presenti in Brahms, questo libro ripercorre l'analisi critica di alcuni dei suoi più celebri saggi, offrendo al lettore contemporaneo uno sguardo sincero sull'interpretazione artistico-culturale al tempo dell'Unione Sovietica. Talvolta menzionato per la longeva amicizia che lo legò al celebre compositore Dmitrij Šostakovič, il quale dedicò in sua memoria il Trio per pianoforte n. 2 op. 67, Sollertinskij è rimasto dimenticato per decenni a eccezion fatta per le postume raccolte a cura dell'amico e collega Michail Druskin. Sino a oggi nessun musicologo si era mai dedicato a indagini mirate su questa importante figura di intellettuale e musicologo sovietico, relativamente poco noto in Occidente, ma di risaputa importanza nella formazione di una conoscenza intellettuale d'avanguardia nella Russia degli anni '30.
Keine Chance für Mozart. Fürsterzbischof Hieronymus Colloredo und sein letzter Hofkapellmeister Luigi Gatti (1740-1817)
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: LIM
anno edizione: 2014
pagine: XI-487
Fondi musicali dell'archivio ebraico Terracini. Fondo Saluzzo, fondo Alessandria, manoscritti di musica sinagogale dell'Ottocento
Rosy Moffa Bosco
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2012
pagine: XLV-214
L'insediamento ebraico saluzzese risale alla fine del XV secolo: la cittadina era allora capoluogo del Marchesato di Saluzzo, che passerà ai Savoia nel 1601. Nel 1724 venne istituito un primo ghetto; nel 1795 agli ebrei fu assegnata l'area definitiva, in vicolo Venezia (ora Via dei Deportati Ebrei). Nel piccolo quartiere, le cui case si affacciavano su un unico cortile, vivevano sia banchieri che commercianti e artigiani. Dopo la breve libertà durante gli anni napoleonici, la definitiva emancipazione si ebbe nel 1848 con lo Statuto Albertino: una lapide dipinta in ebraico sul muro di fondo della sinagoga ricorda l'avvenimento e rende onore al re Carlo Alberto. Gli ebrei di Saluzzo s'inserirono rapidamente nelle professioni liberali, nella cultura e nell'esercito. La popolazione ebraica saluzzese, che aveva raggiunto al massimo circa trecento persone, diminuì rapidamente all'inizio del Novecento a causa del trasferimento di molti suoi membri a Torino e in altre città. Nel 1930 la "Legge Falco", fatta elaborare da Mussolini, determinò una riorganizzazione complessiva delle comunità ebraiche italiane: in conseguenza di essa, nel 1931 la comunità fu di fatto assorbita da quella di Torino. Con l'eccezione di una lapide sepolcrale rinvenuta nei pressi della Bormida e data 1477, le prime notizie storiche ebraiche risalgono al 1490.
Arturo Toscanini, il direttore e l'artista mediatico
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2011
pagine: VIII-333
Sulle ali di un grande vascello. Idee e percorsi storico-musicali per la formazione di base
Maurizio Gagliardi
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2011
pagine: XX-123
Il volume, tenendo conto dei più recenti contributi musicologici, mostra come le conoscenze storico-musicali possano concorrere pienamente al formarsi del sapere storico. I lettori troveranno un ventaglio di proposte, direttamente verificate in situazione presso alcune scuole toscane, da sperimentare nelle attività di insegnamento; esse sono il risultato di proposte e progetti nati in seno alle attività di laboratorio della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Firenze.
Il primo libro di madrigali a quattro voci
Mauro Matti
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 1999
pagine: 96
Libretti per musica manoscritti e a stampa del fondo Shapiro nella collezione Fanan. Catalogo e indici
Laura Ciancio
Libro: Libro rilegato
editore: LIM
anno edizione: 1993
pagine: XX-381
Il nuovissimo Borzacchini. Piccolo dizionario di termini, allocuzioni ed espressioni livornesi e toscane a uso delle persone colte e dei pisani
Giorgio Marchetti
Libro
editore: LIM
anno edizione: 1992
pagine: 142
Manuale di canto fermo. Modelli e consuetudini nella prassi didattica tra XVI e XVIII secolo
Michele Chiaramida
Libro
editore: LIM
anno edizione: 2020
pagine: 292
L'origine di questo studio risponde alla necessità di conoscere in profondità la prassi esecutiva e la teoria del Canto Fermo durante il periodo dello sviluppo della polifonia e della musica strumentale sacra, soprattutto organistica. Tale urgenza nasce dalla convinzione che il Canto Fermo, come radice profonda del processo compositivo, presieda il fluire musicale come modello supremo, evocato tramite i mezzi dell'artigianato musicale. Le moderne edizioni di canto gregoriano e la manualistica attualmente in uso — frutto del radicale ‘cambio di rotta' impresso dal centro cultuale di Solesmes rispetto a secoli di ininterrotta tradizione didattica — non possono evidentemente inquadrare nei termini voluti la prassi del canto liturgico nel periodo che all'incirca va dal concilio di Trento alla fine dell'Ottocento.
La didattica del partimento. Studi di storia delle teorie musicali
Rosa Cafiero
Libro
editore: LIM
anno edizione: 2020
pagine: 377
Questo volume nasce da un’esigenza: fare il punto della situazione dello stato degli studi musicologici sulla didattica del partimento (la cui pratica discorsiva è oggi assodata e consolidata) e più in generale della composizione in Italia e in Francia fra Settecento e Ottocento e riproporre alcune indagini concepite a partire dagli anni ’80 del secolo scorso a tutt’oggi con l’obiettivo di verificare quanto tali studi siano ancora attuali e quanto necessitino di aggiornamento, rimodulazione e nuovo inquadramento, tenendo conto del fatto che tali indagini hanno preso l’avvio nell’era predigitale. Il titolo del volume, La didattica del partimento, ricalca quello di un saggio pubblicato nel 1993 che ha proposto all’attenzione della comunità degli studiosi un concetto, un modello, una tipologia di insegnamento, uno stile di apprendimento invalso nei conservatori napoletani a partire dal xvii secolo. Da Napoli le indagini si sono estese gradualmente, proficuamente e senza soluzione di continuità ad altre ‘piazze’ d’Italia e d’Europa. Le tappe della disseminazione progressiva dell’attenzione e dell’interesse possono essere descritte in sintesi seguendo un filo costante.

