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Marietti 1820

L'umano ritrovato. Saggio su Emmanuel Lévinas

L'umano ritrovato. Saggio su Emmanuel Lévinas

Orietta Ombrosi

Libro: Libro in brossura

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 320

Per Lévinas, come per la sua interprete, il "fiasco dell'umano", che è anche il fiasco di una certa razionalità, ha condotto, quasi come una prova necessaria, a ripensare da capo - magari grazie al recupero di una tradizione antica -, a pensare "altrimenti" il senso, l'umano, l'uomo, la donna, la trascendenza, Dio, la ragione, la filosofia, la storia, la pace. Sotto l'urgenza di questo "fiasco"e della "crisi del senso", Lévinas sollecita così ad abbandonare l'essere, il Medesimo, la positività che rende possibile "la terra salda sotto il sole": è tempo infatti di abbandonare la terra ferma, sicura o disillusa che sia, la terra che resta solida benché lacerata; è tempo di dire "addio al mondo, alla presenza, all'essenza"; è tempo di considerare e di considerarsi il/nel passaggio, l'/nell'esilio, l'/nell'esodo, il/nel "disinteressamento". Nel lascito. È tempo, in questo addio, di ritrovare l'umano.
26,00

Accademico di nessuna accademia. Conversazioni con Gianni Scalia

Accademico di nessuna accademia. Conversazioni con Gianni Scalia

Valentino Fossati, Guido Monti

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 124

"La conversazione con Gianni Scalia è uno dei passaggi della letteratura contemporanea in Italia. L'idea di questo libro è nata di getto, e poi il volume si è composto lentamente, durante una serie di incontri a due, a tre, a più voci. Le conversazioni sono state sparse, irregolari e però unite da un filo di rigore e di passione, hanno toccato molte faccende. Della vita, certo, e della comprensione della vita nei libri". (Davide Rondoni)
16,00

Tracce agostiniane nell'opera di Teodorico di Freiberg

Tracce agostiniane nell'opera di Teodorico di Freiberg

Andrea Colli

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 196

La scelta di servirsi delle opere di Agostino per rileggere e criticare le tesi provenienti dalla tradizione peripatetica costituisce un tratto originale della riflessione filosofica di Teodorico di Freiberg (1240-1310), domenicano tedesco protagonista del dibattito accademico parigino di fine XIII secolo. Nelle sue opere le nozioni agostiniane di abditum mentis e imago Dei trovano spazio accanto alla noetica aristotelica, così come i richiami all’undicesimo libro delle Confessiones completano in modo atipico la definizione di tempo del quarto libro della Physica, documentando un modo di procedere del tutto innovativo che non fa di Agostino un semplice punto di riferimento strategico, bensì un vero interlocutore filosofico. A partire da un’analisi puntuale delle citazioni e delle possibili contaminationes che ne contraddistinguono la ricezione negli scritti di Teodorico è possibile dunque tracciare un interessante quadro interpretativo del pensiero agostiniano, che costituisce un ineludibile punto di partenza per comprenderne la fortuna nella modernità.
24,00

Racconto di primavera

Racconto di primavera

Leonardo Bonetti

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 348

"Ha la madre in un istituto di cura sin da quando era bambino, ma è come non avesse nemmeno il padre il laureando in giurisprudenza protagonista del secondo, indocile, sospeso e allarmato e ben disegnato romanzo di Leonardo Bonetti. L'orfano non avrà pace finché non surrogherà sia l'assenza del genitore sia la perdita dello scopo affidato alla rivoluzione sociale e politica. Proverà a far nido dentro una famiglia cui danno il ritmo le donne, dalla inquieta e sfuggente Gaia a sua madre [...]. A disagio nel tran tran della esistenza piccolo-borghese, tutti provano a ribellarsi in forme estreme che denunciano la loro alienazione [...]. Quando Gaia trova il suo compagno ideale [...] il protagonista si scopre solo [...]. È un'alternativa la natura che affascina la sua vista e la sua fantasia?".
22,00

La società è un «uomo in grande». Il «macroanthropos» per riscoprire la sociologia degli «antichi»

La società è un «uomo in grande». Il «macroanthropos» per riscoprire la sociologia degli «antichi»

Emmanuele Morandi

Libro: Libro in brossura

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 384

Questo lavoro è essenzialmente un invito a liberarsi dal pregiudizio che riduce la sociologia ad una invenzione della scienza moderna. La sociologia deve riscoprirsi alla scuola degli "antichi" come conoscenza e sapere del "convivere" e dell'"agire insieme" degli uomini. Certamente il mondo della polis e le società moderne sono incommensurabili, ma ciò che è stato scoperto dagli "antichi" è che la società è "un uomo in grande", un macroanthropos, e non semplicemente un "microcosmo", come vorrebbero un attardato scientismo e un metodologismo che continuano a rappresentare la società in termini di "sistema". Questa pubblicazione vorrebbe contribuire a recuperare questa magistrale scoperta.
25,00

S

S

Davide Brullo

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 190

«Bambini assassini, animali uomini, uomini bestie, crudeltà lustrale. Qui tutto è mobile e vivo, l'umano trasmuta nell'animale e nel vegetale e la parola viene da sotterra o dal cielo, da ogni rivolo e ferita. Dopo millenni di parole è forse il segno della fine poterne riformare le combinazioni, il senso, il reale. [...] E l'amore trapassa il cuore, come in Stendhal. Un Orlando furioso che sa della fine del mondo. C'è tanta bellezza in S che l'orrore diventa spazio e respiro. Tutto decrepito e infantile, avanguardia estrema e impeccabile classicità. Dolore. Davide Brullo non è un grande scrittore. Nell'assoluto non c'è quantità». (Barbara Alberti)
16,00

Carlo Fornara. Attraverso le lettere ad Amedeo Catapano

Carlo Fornara. Attraverso le lettere ad Amedeo Catapano

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 126

Misantropo, ferocissimo, ostile al perbenismo dell’arte italiana del secolo scorso e fustigatore delle presunte avanguardie (in epoca di “futurismi” scrisse che vedeva «superfluità, frettolosità dappertutto. Si improvvisa»), Carlo Fornara (1871-1968) è il grande pittore ignorato della nostra storia. Ammirato da Giovanni Segantini, che lo riteneva il suo allievo più abile, è insieme a Giovanni Fattori, Gaetano Previati e Giuseppe Pellizza da Volpedo l’artista italiano più importante e decisivo a cavallo tra Otto e Novecento. Ma a dispetto di questi giganti Fornara è stato capace di scelte drastiche e assolute. Nel 1922 l’artista, originario di Prestinone, in Val Vigezzo, ritorna e si ritira tra i suoi monti, dove rimarrà fino alla morte, dedicandosi alla propria opera, ignorando ogni onorificenza ufficiale, in artica umiltà e nudità (nel 1945 Ettore Marangoni scrisse che Fornara «si richiuse nella più severa solitudine anche per effetto del disgusto provocato in lui dal carnevale della così detta arte moderna»). Questo periodo, che rappresenta l’ingresso negli abissi di Fornara, è testimoniato dall’epistolario ardente con il collezionista e amico Amedeo Catapano (1897- 1976), pregno di confidenze e di giudizi al di là dell’umano. Carlo Fornara, che qui viene raccontato come un eroe da romanzo, come un santo eccentrico, è il Don Chisciotte dell’arte italiana del Novecento. Con il ghigno (e l’inquietudine) di Re Lear impressa sul volto.
15,00

Grandi santi. Francesco d'Assisi, Giovanna d'Arco, Nicolò di Flüe, Teresa d'Avila, Giovanni della Croce, Francesco di Sales, Vianney, il curato d'Ars, Teresa di Lisieux

Grandi santi. Francesco d'Assisi, Giovanna d'Arco, Nicolò di Flüe, Teresa d'Avila, Giovanni della Croce, Francesco di Sales, Vianney, il curato d'Ars, Teresa di Lisieux

Walter Nigg

Libro: Libro rilegato

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 352

«Un mondo sconosciuto si apre ai nostri occhi, quando s’incontrano i santi. Dimensioni nuove ci riempiono d’immenso stupore... Il vero santo è comprensibile a tutta la cristianità intera e non soltanto a una confessione». Così si aprono le pagine di una splendida rassegna di uomini, prima che di santi, diversi per sensibilità e temperamento, per impostazione culturale e sociale, attraverso le epoche della storia d’Europa. «I santi sono come un concerto di campane. Ogni campana ha il suo suono, ma solo tutte insieme danno vera ricchezza d’armonia. A codesta musica dell’eternità bisogna prestare orecchio, specie in tempi in cui gli uomini sempre più palesemente si allontanano dal Vangelo. In questa notte d’autodissolvimento dell’Occidente la cristianità dei santi significherà luce che rischiara al singolo la sua via e in lui risveglia quell’inestinguibile sete di santità nuova, sintetizzata già da Michele Baumgarten con le seguenti profetiche parole: "Vi sono epoche in cui discorsi e scritti non bastano più a rendere generalmente comprensibile la verità necessaria. In tempi simili le azioni e le sofferenze dei santi devono creare un nuovo alfabeto... Il presente è un tale tempo"».
25,00

L'amore impossibile. Filosofia e letteratura da Rousseau a Levì-Strauss

L'amore impossibile. Filosofia e letteratura da Rousseau a Levì-Strauss

Guglielmo Forni Rosa

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 200

L'amore impossibile è l'amore vero, che non si estinguerà mai perchè non si consuma nella quotidianità dell'esistenza. Così, anche fra filosofia e letteratura esiste un rapporto complesso, difficile, a volte uno scambio di ruoli, perchè le più audaci costruzioni filosofiche, che contraddicono la normale percezione delle cose, sono in definitiva delle creazioni, che producono un mondo parallelo in cui sarebbe difficile vivere, mentre il grande romanzo a volte ci colpisce così a fondo, in zone tanto segrete, che vediamo in esso la rivelazione di una verità della nostra stessa vita, che non avevamo saputo riconoscere. È chiaro che quando Rousseau afferma: "Non c'è niente di bello se non ciò che non esiste", vuol dire anche: "Non c'è niente di vero, non c'è niente di buono, se non ciò che è soltanto ideale". Un poco più tardi, nelle sue confessioni, Goethe ha scritto che si trattava per lui di "produrre nella vita una seconda vita per mezzo della poesia". Ed è là che filosofia e letteratura si ricongiungono: da Goethe a Thomas Mann, da Dilthey a Cassirer lo "spirito" è una sfera onnicomprensiva di possibilità effettive di esperienza, ma, sorgendo da queste, le supera e le approfondisce verso una verità ultima.
22,00

Il cardinal Federico Borromeo

Il cardinal Federico Borromeo

Paolo Pagliughi

Libro: Libro in brossura

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 288

«Potremmo davvero dire che don Pagliughi ci offre con il suo lavoro una specie di ricostruzione "interiore" della figura di Federico Borromeo, un ritratto scavato nella psicologia del personaggio, nelle pieghe della sua spiritualità: cose tutte che Federico ha fatto per così dire traboccare dal proprio mondo interiore riversandole nel suo ricco epistolario. Non deve dunque stupire che la fonte principale a cui l'autore attinge nella sua ricostruzione sia proprio l'epistolario di Federico, le sue confidenze segrete, quasi i suoi sospiri: è una specie di "diario dell'anima...». (Dalla prefazione del cardinal Dionigi Tettamanzi)
22,00

E le loro madri piansero. La Grande guerra patriottica nella letteratura russa sovietica e postsovietica

E le loro madri piansero. La Grande guerra patriottica nella letteratura russa sovietica e postsovietica

Frank Ellis

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 320

Il saggio di Frank Ellis viene a colmare una mancanza. A fronte di romanzi di guerra sovietici e russi già studiati o tradotti, ciò che ancora mancava era una monografia interamente dedicata alla letteratura sovietica basata sulle esperienze della Seconda guerra mondiale o della Grande guerra patriottica. "La spada e la penna" si intrecciano così nelle pagine di autori conosciuti o sconosciuti al pubblico italiano (Vasilij Grossman, Vasil' Bykov, Viktor Astaf'ev, Jurij Bondarev, Viktor Nekrasov...) dove il ricordo di un passato dominato da dolorose contraddizioni viene rappresentato e oggettivato. La letteratura sovietica di guerra e la successiva letteratura russa riflettono l'intera gamma delle esperienze umane dinanzi alla guerra: il coraggio, la morte, il tradimento, la paura, la codardia morale e fisica, lo sfinimento, l'orrore, la crudeltà, l'incompetenza, la brutalità, la depravazione umana, il comportamento più sublime dinanzi alla ferocia del Male e la sofferenza più inimmaginabile. Nonostante gli sforzi del Partito e della censura, infatti, i temi affrontati non si limitarono agli aspetti ufficialmente approvati. Il potere non fu cioè in grado di mantenere o imporre totalmente la sua interpretazione ideologica.
24,00

Raffaello e la biblioteca di Giulio II. Un'esegesi della Stanza dell Segnatura

Raffaello e la biblioteca di Giulio II. Un'esegesi della Stanza dell Segnatura

Marco Marinacci

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2010

pagine: 96

Allo scoccare del mezzo millennio dalla sua creazione rimane durevole una traccia, preservata da una delle opere più rappresentative, o meglio, generatrici, della nostra epoca: il ciclo a fresco della Segnatura. L'arte di Raffaello, dopo essersi interrogata sull'idea capitale della metafisica, ne traccia il percorso. Un percorso che inoltrandosi nell'età classica si consolida intorno alla figura di Apollo per spingersi infine ad abbracciare l'era cristiana. Un percorso unico e raffinatissimo che sostanzia idee, sogno lucidissimo di un potente visionario quale fu Giulio II, in immagini. Raffaello dà vita così al suo capolavoro assoluto e vi deposita il più alto lascito del Rinascimento all'uomo contemporaneo: la conquista della sua umanità.
65,00

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