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Poiesis (Alberobello)

Io sono come il mare

Antonella Diacono

Libro

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2018

Questo libro vuole dar voce ad Antonella, porre l'accento sui suoi versi, sulle sue rappresentazioni grafiche, quelle immaginarie, e sulle sue domande. "Le parole sono vere, sono reali" scrive Antonella. E le parole che lei ci ha lasciato sono intense, a volte dure, ma sono anche parole che vogliono infondere speranza, che invitano a fermarsi e soffermarsi sul "male che ognuno fa o che subisce". La sua scrittura ampia e dettagliata è l'espressione di una limpida e precoce visione del mondo, faticosamente condivisibile, ma proprio per questo, autentica. È il viaggio di Antonella che ci ospita nei suoi pensieri e ci convoca a leggerla, a sfogliarla, con la speranza di riuscire a comprendere anche qualcosa di noi. Proprio come Antonella sognava.
12,00 11,40

Attorno all'improvvisazione. Tre conversazioni con musicisti pugliesi a partire da un festival

Attorno all'improvvisazione. Tre conversazioni con musicisti pugliesi a partire da un festival

Alberto Maiale

Libro

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2018

La musica, la musa per eccellenza, viene spogliata della sua aura di autorità sacrale per assumere i contorni sfumati dell’ineffabile, del quid che sfugge all’ingabbiamento entro confini predefiniti, definizioni già sentite.
12,00

Un mondo senz'anima. La fabbrica dei terrorismi

Roland Gori

Libro: Copertina morbida

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2018

Il "sospiro degli oppressi" [...] vuole essere inteso. Senza un nuovo "patto d'umanità", sostenuto da ideologie politiche umaniste e democratiche, il "carburante rivoluzionario" del terrorismo jihadista rischia di assorbire, sotto l'ingannevole apparenza della "religione", la disperazione, le umiliazioni, la collera, le rivolte di un mondo smembrato e frammentato. Sarebbe il folle riciclaggio della rabbia rivoluzionaria, senza possibilità di una rivoluzione autentica. Al di là dei sentimenti di orrore e di collera, al di là del senso di annientamento che proviamo, si tratta di capire da quale vuoto politico e culturale emergono questi teofascismi e in che modo sono in grado di bloccare le speranze tradizionalmente riposte nelle rivoluzioni.
18,00 17,10

I tamburi dell'amore

Maha Hassan

Libro

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2018

16,00 15,20

Da qui Alberobello. Rivista di conoscenza, cultura e cittadinanza. Volume Vol. 1

Da qui Alberobello. Rivista di conoscenza, cultura e cittadinanza. Volume Vol. 1

Libro

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2018

Alberobello non è una composizione urbana, ma una città evento. Essa è pura epifania. Bianca come un albero di ciliegio fiorito in luce. Come una pioggia sparsa di pratelline a marzo. Come un precipitare di meteoriti luccicanti incastonati nella terra. Come tutte le cose belle Alberobello ha una bellezza fragile, complicata, tenera. Vuole soprattutto amore, rispetto, vuole essere narrata nella sua natura e nella sua singolarità.
5,00

I guardiani dell'aria

I guardiani dell'aria

Rosa Yassin Hassan

Libro: Copertina morbida

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2017

Qui, il tempo che passa è come una nube pesante, una nebbia densa e scura che mi avviluppa, cui non posso sfuggire. All'esterno, il tempo agisce sulle cose, le modifica, impone le sue dinamiche. Qui, il tempo è fermo. Sono fuori dal mondo, senza alcun contatto con le cose, in un tempo sospeso, statico, come se fossi stato pietrificato in una capsula spaziale. Comunque, pago il mio tributo al tempo: i miei capelli sono diventati bianchi, sento il peso dei miei quarantadue anni. Mi pesano anche sull'anima. Da questo punto di vista, gli anni scorrono come all'esterno, come per te, ma i loro effetti si manifestano in modo molto crudele.
16,00

Si apriva il balcone sull'amata Parigi. Lettere e memoria della madre di Simone Weil

Margherita Pieracci Harwell

Libro: Copertina morbida

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2017

pagine: 217

Alla fine degli anni Cinquanta, una ragazza italiana colpita dalla lettura di alcune pagine di Simone Weil si reca a Parigi per ritrovare le tracce della filosofa francese ormai scomparsa, nei manoscritti inediti e più nel vibrante ricordo di sua madre, Selma Weil. Sarà l'incontro con la madre a rivelare a Margherita Pieracci come fosse naturale e inevitabile per Simone raggiungere, in una vita breve e intensa, una rara identità di rigore e semplicità, nello stile come nel pensiero.
18,00 17,10

Lettera a un figlio su Alberobello. La politica. Il patrimonio culturale. L'Unesco

Giuseppe Goffredo

Libro: Copertina morbida

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2017

Vedere il luogo in cui si vive e sapere che quel luogo ci vede. Ci guarda. Ci riguarda da quando siamo nati, da quando abbiamo cominciato la nostra avventura umana. Comprendere che è il suo sguardo che ci ha fatto come siamo: sensibilità, modo di essere, visione del mondo. Sapere che a lui dobbiamo qualcosa e che dobbiamo restituire qualcosa. Occuparci di lui, del luogo, non lasciarlo deperire nei momenti di crisi. Capire nel profondo la sua soggettività culturale: antropologia storica, irripetibilità ambientale, essenza atemporale e poetica.
3,00 2,85

Vietato scrivere fra le righe. Storia romanzata del partigiano Angelo Villa Fiorita

Melania Villa

Libro: Copertina morbida

editore: Poiesis (Alberobello)

anno edizione: 2017

«Cos'è un manicomio, dicevi?», disse lui. Angelo, immerso nei piaceri che quella giornata non smetteva di riservargli, si era completamente scordato della sua domanda. Annuì senza parlare per assaporare ancora il gusto della crema sul suo palato. «È una specie di ospedale dove vanno i folli», rispose il padre. «E chi sono i folli?», chiese il ragazzino. «Quando uno è malato nella testa e non nel corpo», disse il padre. «E quand'è che uno è malato nella testa?», continuò. Il padre guardò il titolo del giornale con occhi tristi: «Quando fa delle cose con le quali gli altri, la maggior parte degli altri, non sono d'accordo. Andiamo ora, la mamma e tuo fratello si staranno chiedendo dove siamo finiti». Rifecero il percorso all'indietro. Angelo, nuovamente in silenzio, guardava fuori dal finestrino della tranvia con curiosità ridotta, preso com'era dal tentativo di dare un senso alle parole del padre. Scesero alla fermata del Rondò e da lì si diressero verso casa. «Papà... Ma allora i folli sono sempre da soli?». «Spesso. Sì, spesso i folli sono da soli». «Non deve esser bello...». «No. Non deve esserlo. A volte succede però. È il prezzo che si paga per la libertà».
15,00 14,25

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