Rivista Abruzzese
Il culto di san Nicola a Pollutri. Gli ex-voto e le tavolette devozionali
Emiliano Giancristofaro
Libro: Copertina rigida
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2000
pagine: 82
Beniamino Rosati e l'ecologia del rimorso. Testimonianze e scritti
Emiliano Giancristofaro
Libro: Copertina morbida
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 1998
pagine: 134
La voce del demone. Cosa ha detto veramente Jim Morrison
Alessandro Mastrangelo
Libro: Libro in brossura
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2019
pagine: 72
Come petali di papaveri
Donatella Di Martino
Libro: Libro in brossura
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2018
pagine: 74
Lezioni dall'obitorio. Saggi di antropologia medica ed etnopsichiatria
Alfonso Maria Di Nola
Libro: Libro in brossura
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2017
pagine: 240
Sant'Antonio Abate a Collelongo (Aq). Storia e antropologia di un culto locale
Libro: Libro in brossura
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2015
pagine: 204
Giovan Battista Spinelli. Un pittore tra Chieti, Bergamo, Ortona, Venezia e Napoli
Franco G. Battistella
Libro: Copertina morbida
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2013
pagine: 46
La vergine e il ragno. Etnografia della possessione europea
Giovanni Pizza
Libro: Copertina morbida
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2012
pagine: 260
Questo libro propone un itinerario etnografico, antropologico e storico che attraversa tre ambiti: dalle politiche della medicina popolare, alle poetiche del corpo femminile, alle pratiche della possessione europea. A partire da una ricerca in Campania, prendono vita storie di donne che, in una prospettiva critica, si rivelano in grado di spingere l'antropologo a ripensare il proprio lessico teorico-concettuale, interrogando il rapporto fra produzione intellettuale e dimensione corporea. In un confronto tra etnografia endotica, praticata ai margini dell'Europa, e studi etnografici condotti in contesti esotici, è messa in questione la tenuta di nozioni quali possessione, stregoneria, sciamanismo. Guardando oltre la categoria di medicina popolare, l'autore indica una via per esplorare la storia culturale e la pertinenza etnografica e antropologica della possessione europea, attraverso lo studio di metafore corporee animali - fra cui quella del ragno-utero - che attraversano estasi e possessione, sogno e paura, desiderio e disagio. Quadri culturali in cui si cerca di individuare quel processo che connette l'esperienza corporea ai piccoli racconti locali e alle grandi narrazioni mitologiche di tradizione intellettuale e popolare. Una triangolazione storicamente profonda che, da un'area del sud Italia, disvela la centralità teorica dello statuto corporeo femminile nella storia culturale europea.
Galateo abruzzese
Lia Giancristofaro
Libro
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2012
pagine: 110
Si tratta della prosecuzione della ricerca sui proverbi e le curiosità abruzzesi tuttora presenti nel folklore regionale, da cui l'autrice ha ricavato una fortunata rubrica televisiva andata in onda sul TGR Abruzzo dal 2008 al 2012. I beni demo-etno-antropologici sono immateriali, o meglio ancora intangibili, perché vivono nel flusso culturale e costituiscono il patrimonio culturale regionale. Vivono nel flusso delle relazioni tra le persone e della loro vita quotidianamente vissuta nelle case, nelle piazze, sul posto di lavoro, nelle strade, nei mercati materiali e nei luoghi di incontro. Il senso del patrimonio culturale - ovvero ciò che lo rende degno di tutela e di valorizzazione - è la capacità di migliorare la vita comunitaria localmente, ovvero lì dove parte e si attualizzano tutte le forme di civiltà e di sviluppo sostenibile. Solo abbracciando questa prospettiva il folklore abruzzese sarà in linea con la Convenzione dell'UNESCO del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale intangibile per il bene delle future generazioni.
Cara moglie. Storie e lettere a casa di emigranti abruzzesi
Emiliano Giancristofaro
Libro: Libro in brossura
editore: Rivista Abruzzese
anno edizione: 2011
pagine: 372
Queste cadenze di lettere abruzzesi divengono il palinsesto di una miseria culturale non risolta, ma aggravata nel trasferimento in paesi lontani. Parla, qui, una società maschilista, patriarcale, innestata nelle arcaiche radici pastorali e contadine. Questo libro segna la storia dell'immobilità, della degradazione, del crollo, ma anche si apre, come testimonianza, su esperienze umane che la storia maggiore ignora.

