Salerno
Gli incunaboli della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini. Un primo catalogo
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2019
pagine: 96
Il catalogo degli incunaboli della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini di Napoli, pur ancora parziale, è il primo risultato della Scuola di Alta Formazione in «Storia e filologia del manoscritto e del libro antico», diretta da Andrea Mazzucchi e istituita nel 2017 con una convenzione dell'Università degli Studi di Napoli «Federico II» e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo per reagire all'odioso reato che nel 2012 aveva privato la Biblioteca di una porzione sostanziosa del suo patrimonio librario, imponendone una dolorosa quanto inevitabile chiusura. Il catalogo che vede ora la luce, frutto dell'impegno dei venti allievi della Scuola coordinati da Giancarlo Petrella, restituisce un primo segmento di tale secolare patrimonio, disvelando agli studiosi e alla collettività, per la prima volta in assoluto, ventisette degli oltre cento incunaboli che le fonti storico-bibliografiche interne testimoniano si conservassero tra le mura del complesso Oratoriano. Un percorso tanto suggestivo quanto atteso tra le pieghe della piú antica biblioteca napoletana, che delinea modalità e diacronie nella formazione del fondo librario dei Girolamini.
Ottimo commento alla «Commedia»-Chiose sopra la «Comedia»
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Salerno
anno edizione: 2018
pagine: 3288
Questa edizione, appositamente allestita per l'«Edizione Nazionale dei Commenti Danteschi», offre per la prima volta all'attenzione degli studiosi e dei lettori il testo critico del più importante commento integrale alla Commedia di area fiorentina, realizzato intorno al 1334 (a soli tredici anni dalla morte del poeta) da un anonimo esegeta, che dichiara addirittura la propria personale conoscenza e consultazione dell'Alighieri («Io scrittore udii dire a Dante»). L'opera si configura come una summa di tutte le precedenti esperienze interpretative, messe a frutto mediante una tecnica compilatoria mirata a proporre una varia lectio ermeneutica, che si vuole discutere e disciplinare. Nell'ambito dell'esegesi dantesca delle origini, l'opera ricopre un ruolo di assoluto rilievo anche per la purezza del suo volgare, apprezzata e valorizzata fin dal XVI secolo dagli Accademici della Crusca, che vi trassero oltre 1.400 lemmi per la prima edizione del loro Vocabolario (1612), attribuendogli altresì, in ragione dei suoi pregi linguistici, la lusinghiera qualifica di Ottimo, divenuta poi canonica.
Chiose sopra la «Comedia»
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2018
pagine: CXIII-820
Elaborate tra il 1337 e il 1341-'43, le "Chiose sopra la 'Comedia'" rappresentano uno dei prodotti più articolati e complessi della prima esegesi dantesca: esteso alle tre cantiche, il commento è tràdito da tre testimoni (New York, Morgan Library & Museum, M676; Bibl. Apostolica Vaticana, Barber. Latino 4103; ivi, Vatic. Latino 3201), più uno parziale (Paris, Bibliothèque Nationale de France, Fonds Italien 70). Sin dai pionieristici studi di Giuseppe Vandelli, queste glosse sono state considerate come un ultimo stadio redazionale dell'Ottimo Commento, il frutto del ritorno sul proprio testo dell'autore (ancora anonimo) di quel Commento: un'attenta analisi filologica e critica ha tuttavia smentito tale ipotesi, restituendo valore autonomo a un progetto ermeneutico del tutto originale. «Cominciano le chiose sopra la Comedia di Dante Alleghieri tratte da diversi ghiosatori»: così recita programmaticamente la rubrica incipitaria (da cui è tratto il titolo scelto per l'edizione), lasciando immediatamente intendere l'obiettivo primario del commentatore, quello, cioè, di allestire un sistema di note che potesse giovarsi innanzitutto della pregressa esegesi. Non solo dunque l'apporto originale nell'elaborazione delle glosse, con un sapiente ricorso alle piú disparate fonti, talvolta "hapax" tra gli esegeti danteschi, rivela la cultura, la sensibilità, dell'autore, ma anche e soprattutto la disinvoltura con cui egli si rapporta con i commenti sino a quel momento elaborati dimostra certamente che con le Chiose sopra la (Comedia' l'esegesi dantesca arriva a un punto nodale della sua storia trecentesca. Al commento dell'Amico dell'Ottimo si dovrà riconoscere, infatti, il non banale merito di aver razionalizzato con intelligenza una ingente mole esegetica (da Jacopo Alighieri alle Chiose Palatine, da Grazíolo Bambaglioli a Iacomo della Lana, all'Ottimo, a, probabilmente, l'Anonimo Latino e le Expositiones di Guido da Pisa), vagliandone le opzioni, scegliendo tra esse, talvolta discutendole o criticandole. Il risultato è un'esegesi variegata, articolata, che prova a non tralasciare alcun verso, ma al contempo sintetica, compatta, tendente ad evitare le ondivaghe digressioni dei modelli di riferimento e con una costante attenzione al disvelamento del dato letterale e del "vero" allegorico, in ossequio ai dettami del Convivio (opera per altro conosciuta e citata, al pari di altre "minori" dantesche, come la Vita nuova, la Monarchia, l'Epistola XIII). Questa imponente edizione restituisce, dunque, alla comunità degli studiosi e degli appassionati il lavoro di uno dei piú interessanti e originali commentatori danteschi del Trecento, che potrà costituire uno strumento prezioso per la lettura e l'interpretazione della Commedia.
Per una nuova edizione commentata della «Divina Commedia»
Enrico Malato
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2018
pagine: 220
Perduto ogni autografo di Dante, la costituzione del testo delle sue opere rappresenta un antico problema, non meno arduo di quello del commento. La nuova edizione commentata della Divina Commedia, curata da Enrico Malato per la NECOD - promossa dal Centro Pio Rajna per il settecentenario della morte del Poeta - si caratterizza non solo per il nuovo commento, ma per la profonda revisione del testo del poema, che comunemente si legge nella forma fissata da Giorgio Petrocchi nel 1966-'68. In attesa dell'editio maior (NECOD), prevista in uscita nel 2021, quel testo viene anticipato in una editio minor («I Diamanti») di cui si offre ora la "giustificazione" nel saggio che qui si presenta.
Intorno a Dante. Ambienti culturali, fermenti politici, libri e lettori nel XIV secolo. Atti del Convegno internazionale (Roma, 7-9 novembre 2016)
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2018
pagine: 560
Dopo il grande convegno-evento dell'ottobre 2015, dedicato a "Dante fra il settecentocinquantenario della nascita (2015) e il settecentenario della morte (2021)", con le connesse celebrazioni in Senato e il forum del maggio dello stesso anno, si è tornati a una dimensione più consueta con il convegno del 7-9 novembre 2016, dedicato alla produzione letteraria che si attivò "Intorno a Dante", coinvolgendo direttamente il poeta o subendone in qualche modo l'influenza. Il convegno si è proposto infatti di illuminare la figura e l'opera di Dante attraverso una estesa indagine sugli ambiti politici, storici e culturali entro i quali egli fu attivo e che ne ereditarono il magistero. Giovandosi dell'apporto di metodologie e discipline scientifiche differenti, si è inteso focalizzare l'attenzione sugli ambienti che, durante la vita di Dante e subito dopo la sua morte, si segnalano quali luoghi significativi di elaborazione di cultura e di pensiero, di circolazione di libri e idee, di forme letterarie nuove, che si comprendono pienamente solo in rapporto alla "lezione" del poeta. Entro questo quadro ampio e articolato, che tratteggia le linee fondamentali della civiltà italiana durante il sec. XIV, trova un suo spazio specifico anche la prima ricezione della Commedia, testimoniata da una notevole produzione di copie manoscritte, dalla tradizione dell'antica esegesi, anche figurata, dal fiorire di una ricca e variegata aneddotica, nonché da un importante episodio "iconografico": la recente riscoperta del prezioso Libro d'ore di Francesco da Barberino, creduto fino a non molti anni fa irrimediabilmente perduto, poi ritrovato e recentemente riprodotto in facsimile: il famoso Officiolo, miniato sotto l'attenta supervisione di Francesco, che sembra con ogni probabilità testimoniare la conoscenza non superficiale da parte del Barberino almeno dell'Inferno, di cui riecheggia talune particolarità (ad esempio la raffigurazione del Limbo). Ne risulta un volume particolarmente ricco di indicazioni e di spunti, che ben si colloca all'interno delle numerose iniziative mirate a segnare il cammino verso il traguardo del settimo centenario della morte di Dante, che si celebrerà nell'ormai prossimo anno 2021.
Opere religiose. Volume Vol. 1
Pietro Aretino
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2017
pagine: 580
Nel 1551-1552 Pietro Aretino pubblicò a Venezia la riedizione delle sue opere religiose in due volumi dedicati a papa Giulio III, nella speranza di ottenere il cappello cardinalizio. Il primo volume raccoglieva il gruppo delle parafrasi bibliche - inizialmente costituito da "La Passione di Gesù Cristo" (giugno 1534), "I Sette Salmi della penitenza" di David (novembre 1534), "L'Umanità di Cristo" (maggio 1535) e "Il Genesi con la visione di Noè" (1538) -, riorganizzandolo in "Genesi, Umanità" (con il testo della Passione) e "Salmi". Al compendio di storia vetero e neotestamentaria seguiva cosi la parafrasi della poesia penitenziale davidica in un volume che si offriva come alternativa alla lettura della Bibbia. La presente edizione, oltre alle tre opere incluse nell'aldina del 1551, propone in Appendice la Passione. Primo testo religioso dell'autore e oggetto di una profonda revisione testuale, l'opera è in effetti indispensabile alla comprensione dell'elaborazione della prosa sacra aretiniana. Le parafrasi bibliche si fondano sull'idea erasmiana della divulgazione del messaggio evangelico nel rispetto della sua "semplicità", che Antonio Brucioli aveva messo in atto nelle sue traduzioni. Di chiara derivazione erasmiana è anche la centralità della figura di Cristo e del tema della misericordia divina. L'intento edificante, al quale l'esposizione dottrinale appare sempre subordinata, si attua in una prosa che si riallaccia a una cultura religiosa insieme scritta e orale, ispirata in particolare alla predicazione e alla sacra rappresentazione. La scelta della "semplicità" non esclude l'emulazione letteraria: la poesia biblica rinnovata da Sannazaro e da Vida in latino e da Folengo in italiano. Di fronte alla spinosa questione dell'ornamento letterario del testo biblico, l'Aretino non rinuncia all"'invenzione". Mentre l'arte della narrazione serve la nuova sinossi dei Vangeli nella Passione e l'originale costruzione del percorso penitenziale davidico nei Salmi, prolungandosi nel racconto inedito della conversione di Maria Maddalena nell'Umanità e in quello della visione di Noè nel Genesi, l'invenzione stilistica verte su una complessa rete di similitudini e sulla ricerca di effetti che annunciano l'estetica barocca. Questa è la prima edizione critica delle quattro parafrasi bibliche aretiniane. Opere che, lungi dal costituire un aspetto "minore" e un momento separato nella produzione e nella carriera dell'Aretino, sono essenziali alla comprensione del percorso di un autore che ebbe un'influenza duratura sulla cultura europea.
Nuova edizione commentata delle opere di Dante. Volume Vol. 7/4
Dante Alighieri
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2017
pagine: XCII-644
Questa «Nuova Edizione commentata delle Opere di Dante (NE-COD)» è stata concepita-unitamente al «Censimento» e alla «Edizione Nazionale dei Commenti danteschi», che la integrano - come massimo omaggio a Dante nel Settimo Centenario della morte: 1321-2021. A distanza di cento anni dalla « Edizione del Centenario » de Le Opere di Dante, il volume che nel 1921, in occasione del Sesto Centenario della morte, offri ai lettori di tutto il mondo quello che è rimasto fino ad oggi il testo di riferimento dell'opera dantesca, frutto del lavoro pluriennale di un'equipe di insigni studiosi coordinati da Michele Barbi, sono sembrati maturi i tempi per un decisivo passo avanti: non solo un nuovo testo di tutte le opere, riveduto e aggiornato ai progressi più significativi della filologia internazionale, ma finalmente un commento di grande respiro, integrato ove occorra da appendici di documenti utili a meglio illustrare il discorso storico e critico, in grado di scavare a fondo nel dettato dantesco e cogliere tutte le valenze comunicative di un messaggio estremamente complesso, talvolta studiatamente criptico, ancora in parte da scoprire e capace di suscitare emozioni forti anche nei lettori di sette secoli più tardi. La selezione attenta dei curatori e la supervisione di una Commissione scientifica che include alcuni tra i maggiori specialisti italiani e stranieri, un rigoroso sistema di controlli, idoneo a garantire un margine minimo di sviste o errori, insieme con un ricco apparato di indici e repertori che consenta un'agevole fruibilità dei volumi, distinguono questa « Nuova Edizione » come una proposta senza precedenti nella storia degli studi danteschi. In coincidenza con il Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, che si compirà nel 2021 con i centocinquant'anni di Roma capitale, l'omaggio più degno della Patria al suo grande Poeta che ne ha presentito il destino di nazione, plasmandone la lingua e l'identità culturale.
Teatro: Andria-Mandragola-Clizia
Niccolò Machiavelli
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2017
pagine: 476
Può apparire paradossale che il fondatore della politica moderna, il commentatore di Livio, il teorico dell'arte militare, lo storico di Firenze, sia al contempo l'autore della Mandragola, capolavoro indiscusso della commedia italiana del Cinquecento. E che quello stesso autore scriva poi con la Clizia una seconda commedia che rappresenta sotto parvenza di moralità una vicenda che sfiora tabù che solo il dramma borghese di fine Ottocento avrebbe riaffrontato. Il fatto è che la vicenda umana di Machiavelli è già di per sé un insieme indistinguibile di comico e tragico: ma è anche la cultura di cui egli si nutre a indirizzarne l'arte verso questi esiti in apparenza contraddittori, peraltro ben documentati anche dagli Scritti in poesia e in prosa raccolti nel secondo volume di questa sezione. Machiavelli è un umanista che dialoga coi classici non solo nell'interpretare la politica e la storia, ma anche nel rappresentare da commediografo la vita quotidiana. L'autore del Principe impara l'arte della commedia traducendo in età giovanile l'Andria di Terenzio, i cui schemi drammaturgici diventeranno la griglia che gli consentirà nelle due commedie originali di mettere in evidenza gli aspetti più paradossali della realtà, sostenuto da un'attenzione vivissima al gioco delle passioni e da un temperamento beffardo disposto a dissacrare qualsiasi valore. Ma per questo la cultura classica non era più sufficiente: erano anche necessarie radici profonde nella grande cultura volgare fiorentina tre-quattrocentesca, che da Boccaccio in poi aveva rappresentato senza moralismi il divertimento della vita in tutte le sue manifestazioni. Le commedie di Machiavelli sono presentate in questo volume in nuove edizioni critiche, con un commento che evidenzia tutti i fili che saldano la scrittura teatrale a quella delle altre opere storiche e politiche del Segretario, oltre che alle lettere e alle legazioni. Sono anche evidenziate le filigrane del testo che rimandano agli scrittori dai quali Machiavelli traeva ispirazione: soprattutto Plauto, Terenzio, Lucrezio, Ovidio, Giovenale tra gli autori latini; Boccaccio, Burchiello, Pulci, Lorenzo de' Medici, Poliziano tra i volgari. L'indagine storico-critica preliminare all'edizione ha inoltre portato alla luce elementi che consentono di aggiornare la cronologia delle commedie di Machiavelli, col riconoscimento nell"Andria di un lavoro giovanile precedente l'entrata dello scrittore nella Cancelleria fiorentina e con l'anticipazione della Mandragola dal l5l8-'20 al 1514-'l5, dunque a ridosso della composizione del Principe. L'accostamento cronologico del capolavoro teatrale agli anni dei Discorsi e del Principe configura il periodo aureo dell'arte di Machiavelli. Nelle opere degli anni '20 lo scrittore esprimerà l'originalità del suo pensiero sempre a partire da testi altrui, cosa che, oltre che nella Vita di Castruccio Castracani, nelle Istorie fiorentine e forse nel Discorso intorno alla nostra lingua, accadrà anche nella Clizia.
Il trecentonovelle
Franco Sacchetti
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2017
pagine: 1000
“Il Trecentonovelle” di Franco Sacchetti ci è pervenuto con tutte le stigmate - perfino enfatizzate, nel suo caso - dell' opera "minore": raccolta novellistica stesa al morire del secolo di Boccaccio, non ha potuto sfuggire alla triste fortuna degli epigoni, per cui tutte le qualità positive nascono dall'imitazione o dall' emulazione e tutte le diversità dal caposcuola riconosciuto - e riconosciuto, subito, dallo stesso Sacchetti - sono i segnali dell'inarrivabilità di quel grande, le prove provate della modestia, dell' angustia, del provincialismo velleitario del seguace. Oltre alle normali peripezie di un destino classificatorio e gerarchico che ha per secoli imperversato sulla nostra e sull' altrui letteratura, ha nuociuto a Sacchetti la morte precoce, forse di peste, per cui l' opera ultima di una carriera letteraria ricca di prove e di vicende gli è, praticamente, rimasta sul tavolo da lavoro, a S. Miniato al Tedesco.” (Dall'Introduzione)
Nuova edizione commentata delle opere di Dante. Volume Vol. 7/3
Dante Alighieri
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2016
pagine: XCIII-908
Questa "Nuova edizione commentata delle opere di Dante" è stata concepita come massimo omaggio a Dante nel Settimo Centenario della morte: 1321-2021. A distanza di cento anni dalla "Edizione del centenario" de "Le opere di Dante", il volume che nel 1921, in occasione del Sesto Centenario della morte, offrì ai lettori di tutto il mondo quello che è rimasto fino ad oggi il testo di riferimento dell'opera dantesca, frutto del lavoro pluriennale di un'equipe di insigni studiosi coordinati da Michele Barbi, sono sembrati maturi i tempi per un decisivo passo avanti: non solo un nuovo testo di tutte le opere, riveduto e aggiornato ai progressi più significativi della filologia internazionale, ma finalmente un commento di grande respiro, integrato ove occorra da appendici di documenti utili a meglio illustrare il discorso storico e critico, in grado di scavare a fondo nel dettato dantesco e cogliere tutte le valenze comunicative di un messaggio estremamente complesso, talvolta studiatamente criptico, ancora in parte da scoprire e capace di suscitare emozioni forti anche nei lettori di sette secoli più tardi.
Nuova edizione commentata delle opere di Dante. Volume Vol. 5
Dante Alighieri
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2016
pagine: LXXXIV-837
Il volume raccoglie alcune opere latine di Dante, di cui si fornisce un nuovo testo critico, o criticamente riveduto, corredato di una traduzione integrale di un ampio e puntuale commento. Le Epistole, tutte composte dopo l’esilio del 1302, documentano le vicende personali del poeta, con riferimenti, talora accalorati, sulle principali questioni del tempo, tra cui la discesa in Italia dell’imperatore Enrico VII, la crisi della Chiesa e dell’impero. Tra le lettere un rilievo particolare assume la tredicesima, con la quale Dante dedica il Paradiso a Can Grande della Scala, il signore di Verona che a lungo ospitò il poeta esule. Essa costituisce una preziosa e densa introduzione d’autore alla Commedia. Le Ecloge, scritte in risposta alle richieste del maestro bolognese Giovanni del Virgilio, che lo aveva sollecitato sul tema della poesia in lingua volgare, sono l’unica ed eccelsa testimonianza dell’Alighieri versificatore latino. La Questio è infine la dotta questione di filosofia naturale dibattuta da Dante nel Gennaio del 1320. Grazie a un ampio apparato esegetico, questa nuova edizione offre al lettore, un testo criticamente accertato, insieme a una densa appendice di fonti.
Nuova edizione commentata delle opere di Dante. Volume Vol. 1/1
Dante Alighieri
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2015
pagine: LXXIV-803
Questa "Nuova edizione commentata delle opere di Dante" è stata concepita unitamente al "Censimento" e alla "Edizione nazionale dei commenti danteschi", che la integrano - come massimo omaggio a Dante nel Settimo Centenario della morte: 1321-2021. A distanza di cento anni dalla "Edizione del Centenario" de "Le Opere di Dante", il volume che nel 1921, in occasione del Sesto Centenario della morte, offri ai lettori di tutto il mondo quello che è rimasto fino ad oggi il testo di riferimento dell'opera dantesca, frutto del lavoro pluriennale di un'equipe di insigni studiosi coordinati da Michele Barbi, sono sembrati maturi i tempi per un decisivo passo avanti: non solo un nuovo testo di tutte le opere, riveduto e aggiornato ai progressi più significativi della filologia internazionale, ma finalmente un commento di grande respiro, integrato ove occorra da appendici di documenti utili a meglio illustrare il discorso storico e critico, in grado di scavare a fondo nel dettato dantesco e cogliere tutte le valenze comunicative di un messaggio estremamente complesso, talvolta studiatamente criptico, ancora in parte da scoprire e capace di suscitare emozioni forti anche nei lettori di sette secoli più tardi. La selezione dei curatori e la supervisione di una Commissione scientifica, un rigoroso sistema di controlli, idoneo a garantire un margine minimo di sviste o errori, insieme con un ricco apparato di indici e repertori consente un'agevole fruibilità dei volumi.

