Salerno
Suggestioni e modelli danteschi tra Medioevo e Umanesimo. Atti del Convegno di Roma, 22-24 ottobre 2018
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 560
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno tenuto a Roma, promosso dal «Centro Pio Rajna» e dalla Casa di Dante, dal 22 al 24 ottobre 2018, dedicato ad approfondire l’importanza di Dante e dell’opera dantesca nel suo tempo e in quello a lui successivo, tra Medioevo e Umanesimo, in ideale collegamento con il precedente Convegno Intorno a Dante. Ambienti culturali, fermenti politici, libri e lettori del XIV secolo (Roma, 79 novembre 2016), teso invece a ricostruire l’ambiente storico e culturale nel quale il poeta si formò e visse. Dante rappresenta uno snodo decisivo nell’evoluzione della cultura e della civiltà occidentale, in quanto si pone contestualmente come sigillo della tradizione medievale e come precursore delle nuove sensibilità impostesi con l’Umanesimo e il Rinascimento. Si può anzi dire che La Divina Commedia, che offre la piú alta sintesi e compiuta rappresentazione della cultura e della civiltà medievale, “chiuda” sostanzialmente il Medioevo e “apra” al mondo nuovo rappresentato dall’Umanesimo. In queste pagine sono quindi indagate, a partire dalla funzione modellizzante che l’opera dantesca è stata in grado di esercitare nella storia del pensiero e nella formalizzazione letteraria tra il XIV e il XV secolo, le differenti manifestazioni di questa svolta cruciale. La materia, ricchissima, ha dato corpo a un volume di Atti sostanzioso e variamente articolato, benché, come ovvio, sia stato possibile affrontare soltanto alcune delle numerose questioni poste dall’oggetto. La problematica discussa durante il Convegno, opportunamente focalizzata e attualizzata nel piú ampio contesto del Settecentenario dantesco (2021), può costituirsi quale tema di ulteriori riflessioni, approfondimenti, scandagli, da riprendere in successivi momenti o incontri per nuove ricerche.
La letteratura dialettale milanese. Volume Vol. 2
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 1616
Il volume, realizzato da un gruppo internazionale di studiosi coordinati da Silvia Morgana, fa conoscere e apprezzare al lettore di oggi una delle più importanti tradizioni letterarie italiane in dialetto, che ha operato a Milano in concorrenza e a fianco della letteratura in lingua. Oltre a nomi illustri (come Bonvesin da la Riva, Fabio Varese, Carlo Maria Maggi, Domenico Balestrieri, Tommaso Grossi, e ancora, dopo Carlo Porta, Giovanni Rajberti, Cletto Arrighi, Delio Tessa, Franco Loi) sono documentati autori e testi scoperti e valorizzati recentemente, per la prima volta raccolti in un’antologia. Il primo tomo dell’opera illustra la nascita (XIII sec.) e lo sviluppo degli usi letterari del dialetto milanese, fino alla grande fioritura settecentesca che costituisce lo sfondo e la premessa alla poesia portiana. Con il Porta e la letteratura dialettale della sua epoca si apre il secondo tomo (dal XIX sec. a oggi), che dà largo spazio anche al teatro milanese e si chiude con uno sguardo sulla canzone d’autore novecentesca. L’opera, realizzando il progetto di una grande antologia ‘scientificamente divulgativa’ della letteratura dialettale milanese dalle origini a oggi, si rivolge a un pubblico ampio, con l’illustrazione dei dati storici e biobibliografici, un preciso aggiornamento filologico e testuale, una puntuale traduzione dei testi ed esaustive note di commento.
Gli incunaboli della Biblioteca Universitaria di Napoli. Catalogo
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 492
Il catalogo degli incunaboli della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini di Napoli, pur ancora parziale, è il primo risultato della Scuola di Alta Formazione in « Storia e filologia del manoscritto e del libro antico », diretta da Andrea Mazzucchi e istituita nel 2017 con una convenzione dell’Università degli Studi di Napoli « Federico II » e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo per reagire all’odioso reato che nel 2012 aveva privato la Biblioteca di una porzione sostanziosa del suo patrimonio librario, imponendone una dolorosa quanto inevitabile chiusura. Il catalogo che vede ora la luce, frutto dell’impegno dei venti allievi della Scuola coordinati da Giancarlo Petrella, restituisce un primo segmento di tale secolare patrimonio, disvelando agli studiosi e alla collettività, per la prima volta in assoluto, ventisette degli oltre cento incunaboli che le fonti storico-bibliografiche interne testimoniano si conservassero tra le mura del complesso Oratoriano. Un percorso tanto suggestivo quanto atteso tra le pieghe della più antica biblioteca napoletana, che delinea modalità e diacronie nella formazione del fondo librario dei Girolamini. Lo scavo nei cataloghi storici – dal più antico del 1677, testimone bibliografico dell’originario fondo Filippino, a quello compilato da Alfonso Patturelli nel 1875 – consente di stilare, pur in absentia librorum, un elenco assai attendibile dei circa 120 incunaboli posseduti dalla Biblioteca prima del 2012, avviandone una necessaria destratificazione. Attraverso tale sentiero bibliografico emerge il sostanziale contributo, nell’ordine di una trentina di edizioni, molte delle quali manuziane, offerto all’incremento della dotazione incunabolistica Oratoriana dalla collezione del giurista napoletano Giuseppe Valletta (1636-1714), che i Girolamini acquisirono nel 1726. Pur circoscritta ai soli 27 incunaboli rimasti o riassegnati con sicurezza alla Biblioteca, l’indagine ha portato in superficie ben 17 esemplari mai censiti nei piú noti repertori bibliografici quattrocenteschi (IGI, ISTC ), con un già sostanzioso incremento alla conoscenza del patrimonio incunabolistico Oratoriano. Degno di attenzione è soprattutto il recupero di un terzo esemplare pergamenaceo, l’unico oggi noto in Italia, dell’Officium Beatae Mariae Virginis stampato a Napoli nel 1487 dal tipografo di origini tedesche Christian Preller, impreziosito da un raffinato apparato decorativo di matrice probabilmente napoletana. La registrazione delle molteplici tracce depositatesi sulle pagine restituisce infine la reale dimensione storica dei singoli esemplari, nella complessità delle loro relazioni diacroniche e delle idiosincratiche peculiarità, ricostruendone, fin dove possibile, i tragitti percorsi dal momento in cui uscirono dalla tipografia fino al loro arrivo sugli scaffali della biblioteca.
Commento all'«Inferno»
Guiniforte Barzizza
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 1020
Guiniforte Barzizza (Pavia 14061463), figlio prediletto del noto umanista Gasparino, è conosciuto perlopiú come giureconsulto dedito all’oratoria e ai classici, mentre degli altri suoi interessi letterari non resta oggi quasi piú memoria. Fra questi, acquista rilievo la composizione di un poderoso Commento all’Inferno, realizzato su esplicita richiesta del duca Filippo Maria Visconti nel 1438, quando ormai Guiniforte si era stabilmente trasferito a Milano. Secondo il progetto iniziale, il Commento si sarebbe dovuto estendere a tutta la Commedia, ma il silenzio della tradizione sulle altre due cantiche e i pochi dati ricavabili dai paratesti che lo precedono lasciano credere che la chiosa a Purgatorio e Paradiso non abbia mai visto la luce. Il Commento, strettamente legato all’ambiente che ne promosse la realizzazione, non ha goduto di grande diffusione: la morte del committente (1447), ultimo della propria dinastia, e con essa la conseguente dispersione della biblioteca di famiglia ebbero non poco peso sul silenzio da cui fu presto avvolto il testo. Le poche testimonianze manoscritte giunte fino a noi, tutte di area lombarda, entrarono nei fondi della Bibliothèque Royale o in collezioni private, togliendo visibilità all’opera. Se ne recuperò memoria soltanto quattro secoli piú tardi, quando l’avvocato imolese Giuseppe Zacheroni, esule a Marsiglia, ne pubblicò il testo con la collaborazione degli editori Mossy e Molini (1838). L’edizione Zacheroni si fondava in larga parte sull’esemplare di dedica fortunosamente ritrovato pochi anni prima in Dordogna dal pubblicista Gaston de Flotte, qua e là integrato attraverso la consultazione di un secondo codice. Benché prestigiosa sotto il profilo tipografico, l’edizione – la sola fin qui disponibile – ha stabilito un testo altamente inaffidabile, guastato da numerosi errori di lettura e da tagli arbitrari. Sulla base di ulteriori acquisizioni filologiche, la presente edizione fornisce il primo testo critico del Commento. La collazione del testimoniale ha inoltre portato alla luce indizi circa la sussistenza di almeno due fasi elaborative: questo dato, fin qui insospettato, emerge in tutta la sua rilevanza se si considera che alla fase elaborativa piú tarda sono da addebitare migliorie esegetiche di discreto rilievo. Il Commento di Barzizza offre una preziosa testimonianza di gusti che vanno progressivamente trasformandosi e di nuove modalità di lettura del poema, ormai stabilmente acclimatatosi in Lombardia: se pure la corte viscontea dell’epoca condivideva pochi valori con la Firenze di primo Trecento, di certo non poteva non subire il fascino della sua migliore letteratura in volgare.
Settecentenario della morte di Dante (13-14 settembre 1321-2021). Atti della manifestazione celebrativa di Roma 8-9 settembre 2021
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 216
In occasione del Settimo Centenario della morte di Dante Alighieri, la Casa di Dante in Roma ha inteso dar vita, nei giorni 8 e 9 settembre 2021, a una manifestazione celebrativa che sia non soltanto un atto di omaggio formale, ma un concreto apporto all’onoranza solenne e insieme un contributo durevole alla definizione della figura, dell’opera, del “mito” di Dante, focalizzati nel tempo suo, nella prospettiva dello scorrere dei secoli, nella realtà del XXI secolo. Dove Dante mantiene una “presenza”, un fascino, una capacità di “presa” su lettori anche lontanissimi da lui, nel tempo e nello spazio, e per essi una vitalità, che si configurano come un aspetto tra i piú sorprendenti e suggestivi del personaggio. A tal fine, esclusa l’ipotesi del simposio ad ampio raggio, che avrebbe avuto scarsa possibilità di incidenza significativa in questo contesto, si è optato per un “focus”, momento e luogo di convergenza e di attenzione sul tema prescelto, che cerchi di fissare come in una “istantanea” un profilo criticamente definito dell’uomo, del poeta, del pensatore, còlto nel momento della scadenza settecentenaria della morte e fermato in un sobrio ma denso volume di Atti che resti come un medaglione commemorativo dell’evento. Perciò è stato definito un sommario di interventi, affidati a pochi relatori in grado di delinearlo con tratti essenziali, quale è affidato alla seconda parte del volume; nella prima, trovano posto gli interventi e i messaggi di saluto delle Autorità intervenute alla manifestazione. Un volume compatto, che vuole rendere un estremo omaggio al grande Poeta che ha saputo, come scrive Curtius, sovrastare con la sua statura i secoli.
Autografi dei letterati italiani. Il Cinquecento. Volume Vol. 3
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 480
Con questo terzo volume si completa la serie relativa al Cinquecento del repertorio degli Autografi dei letterati italiani. Frutto di un lavoro pluriennale da parte di molti studiosi, il volume offre 28 schede relative ad altrettanti autori di rilievo della letteratura italiana del Rinascimento. Ciascuna scheda, secondo quella che è l'impostazione dell'intero progetto, offre una breve presentazione in forma discorsiva e un censimento analitico di tutti i manoscritti autografi e di tutti i volumi postillati di ciascun autore; a questi dati vengono accostate alcune tavole con riproduzioni degli esempi della scrittura, per favorire in futuro ulteriori ricerche e attribuzioni. In questo terzo volume, in particolare, meritano di essere sottolineate le schede relative a Leonardo da Vinci, a Ludovico Ariosto, a Giovanni Della Casa, a Torquato Tasso, schede molto ampie che offrono una storia della tradizione delle opere per questi autori, e che insieme approfondiscono alcuni dei manoscritti più celebri del Rinascimento, dai codici di Leonardo ai frammenti autografi di Ariosto e Tasso.
Lettere. Volume Vol. 1-2-3
Niccolò Machiavelli
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 2164
Il volume raccoglie, in tre tomi, il carteggio privato di Niccolò Machiavelli, comprendente 82 lettere sue e 272 missive di corrispondenti. Si tratta di testi che apportano un contributo determinante per la conoscenza della biografia, della personalità e della cultura di Machiavelli, oltre che della storia fiorentina e italiana nel primo quarto del XVI secolo. Il carteggio, infatti, copre gli anni 1497-1527, correndo parallelo da un lato all'attività cancelleresca e politica del Segretario, dall'altro - dopo il 1512 - alla stesura delle sue opere maggiori; e le corpose corrispondenze con Francesco Vettori e con Francesco Guicciardini (che costituiscono buona parte delle lettere degli anni 1513-1527) aprono squarci illuminanti sulle vicende diplomatiche e politiche dell'Italia e dell'Europa negli anni che videro il progressivo assoggettamento della Penisola alle potenze straniere e l'affermazione dell'autorità imperiale, nonché, a Firenze, l'inasprimento del regime mediceo prima della sua improvvisa caduta e dell'effimera esperienza dell'ultima repubblica. Di grande rilievo è anche il pregio letterario di molte epistole: se quelle scambiate tra Machiavelli e Vettori spiccano per la sapiente alternanza di rigorose analisi politiche, resoconti (ora ironici, ora amari, ora malinconici) della propria condizione, raffinati squarci lirici e saporosi inserti novellistici, brillanti scrittori di lettere si rivelano anche altri corrispondenti del Segretario, tra i quali - oltre naturalmente al Guicciardini - Biagio Buonaccorsi, Agostino Vespucci, Filippo de' Nerli e Filippo Strozzi. Condotta da una nutrita équipe di filologi e di storici, questa è la prima edizione critica delle lettere familiari di Machiavelli, delle quali viene nuovamente costituito il corpus su rigorose basi filologiche e storiografiche (fissandolo a 354 epistole complessive, grazie anche a nuovi ritrovamenti, soprattutto di autografi e di lettere di corrispondenti), viene pubblicato il testo con apparato (correggendo sul fondamento di tutti i testimoni, alcuni dei quali per la prima volta reperiti in questa occasione, i numerosi errori delle edizioni precedenti) e viene fornito un ampio ed esaustivo commento storico, letterario e linguistico. Ogni lettera è inoltre preceduta da un cappello introduttivo che la inquadra nel suo contesto storico-biografico e che ricostruisce le vicende della sua trasmissione manoscritta e a stampa. Le lettere sono seguite poi da una ricca serie di appendici nelle quali trovano posto minute, lettere ufficiali di vario genere, lettere scritte da Machiavelli per conto di altri, testi para-epistolari e documenti inerenti la biografia del Segretario (tra cui i suoi due testamenti). Corredano e completano i tre tomi, infine, un'introduzione generale, uno studio della tradizione manoscritta e della fortuna editoriale delle lettere, la Nota ai testi e la Nota linguistica, oltre agli indici (delle lettere, degli autografi, dei corrispondenti e dei nomi).
White Mirror. Le serie tv nello specchio della letteratura
Gian Mario Anselmi
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 168
Che cosa c'entra Gadda con Zerocalcare? E come può essere accostato Giacomo Leopardi al protagonista di una Serie TV come "True Detective", o i personaggi di "Game of Thrones" al pensiero di Machiavelli? Insomma cosa c'entra la letteratura – in particolar modo italiana – con la forma di intrattenimento oggi dominante al mondo? Eppure c'è un filo rosso che lega la serialità televisiva e gli scrittori del canone occidentale, un filo seguendo il quale è possibile risalire da Netflix ai classici o, per dirla in altri termini, da "Black Mirror" – lo schermo nero dei nostri dispositivi video – alla pagina dei libri, ovvero lo specchio bianco della nostra civiltà. L'autore di questo saggio prova a seguire quel filo, raccontando la storia di un rapporto unico e speciale, quello dell'incontro tra due espressioni artistiche apparentemente distanti, l'una antichissima, l'altra modernissima, ma piú vicine di quanto non sembri. Per comprendere come nasca l'universo narrativo seriale in cui siamo immersi non è stato composto un dizionario o un'enciclopedia di titoli, ma un racconto in cui l'intreccio tra letteratura e Serie televisive dà luogo a uno scambio, un reciproco dare e avere che sta trasformando non solo le modalità della narrativa in quanto tale, ma il nostro immaginario contemporaneo e le idee che esso rappresenta in streaming. La sceneggiatura, le partiture drammaturgiche, la delineazione dei personaggi non sono mai state così decisive e così complesse come oggi per garantire la riuscita di una buona Serie, a qualsivoglia genere appartenga. E tutto ciò deriva dalla pratica letteraria di ora e del passato, dei grandi classici come dei romanzi popolari: ogni giorno questo rapporto si fa sempre più stretto ed esplosivo, tanto che, forse, non si può comprendere il successo di "Squid Game" senza comprendere la "Poetica" di Aristotele.
Per Michele Barbi
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 320
La conclusione dell’annata XLV (2020) di «Filologia e Critica» coincide con due eventi di particolare rilievo per le lettere italiane e per gli studi danteschi: cade infatti in prossimità del Settecentenario della morte di Dante (2021) e dell’ottantennale della morte di Michele Barbi (18671941), che degli studi danteschi fu alfiere e organizzatore impareggiabile (a lui si deve infatti il varo della cosiddetta “edizione del Centenario” di tutte Le Opere di Dante, pubblicata nel 1921, per il sesto centenario della morte del Poeta, nonché, appena ventiquattrenne, la selezione e messa a fuoco dei 396 loci critici della Divina Commedia che costituiranno poi un punto di riferimento importante per tutti i successivi tentativi di edizione criticamente riveduta del poema). È sembrato dunque che nessuno meglio del maestro pistoiese potesse degnamente figurare nel volume della rivista conclusivo del quinquennio che, per prassi ormai pluridecennale, ne scandisce il compimento. Barbi – punto di riferimento costante di «Filologia e Critica» nel suo ormai quasi semisecolare percorso – è incontestabilmente colui che per primo ha messo ordine nella caotica tradizione delle opere di Dante, ne ha studiato i problemi e ha trovato e praticato le soluzioni, in parte attuandole lui stesso, in parte lasciando ai posteri indicazioni sicure sulle vie da seguire per risolverli. È quindi parso quasi inevitabile cogliere l’occasione per unire alla celebrazione del Sommo Poeta, che si articolerà in varie sedi e diversi modi nel corso del 2021, un appropriato ricordo di chi piú di ogni altro ne ha sentito e illustrato la poesia. Ma Barbi non è stato soltanto l’illuminato cultore di Dante e della sua opera: i suoi interessi, rivolti alla letteratura italiana in tutte le sue declinazioni, si sono poi soffermati in particolare su Manzoni (l’altro grande polo della sua attenzione criticofilologica, con specifico riguardo al testo dei Promessi Sposi) e sulla poesia popolare italiana, oggetto dei suoi primi studi, amato e riguardato fino all’ultimo, tanto che ancora nel 1939 si augurava si procedesse presto a una rigorosa sistemazione del canto popolare italiano su precise basi storiche e scientifiche. Completano il volume gli Indici analitici dell’ultimo quinquennio (20162020).
La «Divina Commedia» di Dante Alighieri
Pompeo Venturi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Salerno
anno edizione: 2022
pagine: 1248
Diversi motivi rendono il commento alla Commedia di Pompeo Venturi uno dei momenti più importanti della storia della fortuna di Dante. Pubblicato a distanza di oltre un secolo e mezzo dai commenti cinquecenteschi di Alessandro Vellutello, Lodovico Dolce e Bernardino Daniello – seguiti, com'è noto, da un lungo periodo di improduttività esegetica –, esso costituisce infatti la prima manifestazione rilevante, nell'ambito dell'esegesi, del grande "risorgimento" settecentesco degli studi danteschi. Notevole anche come documento del mutato rapporto dei gesuiti con Dante. L'opera di Venturi nasce perciò con uno scopo didattico, agevolare e orientare la lettura e l'interpretazione di un testo, la Commedia, sempre più ritenuto fondamentale per la formazione morale dei giovani, né trascurabile ne è l'obiettivo di creare uno strumento con cui venisse rafforzata ed estesa l'egemonia pedagogica e culturale dei gesuiti nella società italiana. Al di là delle segrete intenzioni, comunque, scopo primario dell'impresa è di procedere a un significativo ammodernamento dell'interpretazione di Dante, per cui realmente, all'esame oggettivo, numerosi sono i passi in cui risultano avanzate proposte esegetiche diverse da quelle dei commenti precedenti.
Nuova edizione commentata delle opere di Dante. Volume Vol. 6/1
Dante Alighieri
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2021
pagine: 761
«In questa opera ho affrontato Dante con un approccio nuovo. L'ho studiato cioè come un monolite, come un organismo compatto, dunque non affrontandolo passo dopo passo. Non potrebbe essere diversamente, vista la gran mole di rinvii, di echi, di memorie complesse». (Prof. Enrico Malato) Avvicinandosi alla conclusione e dopo i 9 tomi già pubblicati, la NECOD (Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante) dà inizio, nel Settecentenario della morte del Sommo Poeta, alla pubblicazione del volume più atteso: La Divina Commedia, a cura del Prof. Enrico Malato. Il volume, il VI della NECOD, è l'unico di un'opera unitaria, articolato in più tomi, resi necessari dall'ampiezza e dalla complessità dell'opera stessa. La conclusione del progetto NECOD porta a compimento il "monumento cartaceo" a Dante pensato da Giovanni Boccaccio nel 1300, ovvero un'edizione completa e commentata delle sue opere. Nella riconosciuta impossibilità di una edizione critica de La Divina Commedia, esclusa da 150 anni di tentativi falliti, la nuova edizione commentata che se ne propone nella NECOD assume a fondamento il testo che appare oggi il piú affidabile, allestito da G. Petrocchi (nel 1966-'68) come "testo base", preparatorio di una ulteriore elaborazione, poi mancata. Su questo il curatore ha lavorato, operando un'attenta revisione nella linea delle acquisizioni della filologia e critica dantesca piú avanzate. Criterio orientativo è stato un rigoroso cauto esercizio della interpretatio al servizio della constitutio textus, cioè un uso prudente della interpretazione e della critica comparativa nella selezione di quelle che potevano ritenersi lezioni originali, preferite alle alternative portate dalla tradizione. Tale lavoro di revisione e approfondimento interpretativo del dettato, che ha portato a cogliere i valori piú profondi, le accezioni, le implicazioni nascoste del messaggio poetico, ha consentito un cospicuo arricchimento del commento, che per la prima volta, superando lo schema della sequenza di chiose piú o meno fitte, dense ed estese, illustrative di singoli versi o gruppi di versi, è concepito come "accompagnamento" del lettore in tutto lo svolgimento della narrazione poetica, sostenuto da una parafrasi continua del testo, con approfondimenti successivi di tutti i dati e i significati sottostanti. Completano l'edizione vari Indici e strumenti di consultazione, tra i quali prezioso un Dizionario della 'Divina Commedia', con le funzioni quasi di una piccola "enciclopedia dantesca".
La Divina Commedia-Rimari. Rimario alfabetico. Rimario strutturale
Dante Alighieri
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 2021
pagine: 500
Nella tradizione editoriale recente del poema dantesco è diventata quasi abituale la scelta di completare la Commedia con un rimario “a versi interi”. Ormai da molti decenni tali rimari convergono su un’unica soluzione, che al di sotto delle singole rime prevede che i versi vengano disposti secondo l’ordine alfabetico delle parole in rima, senza chiedersi se altre formule siano state seguite in passato e senza interrogarsi su quali altre nuove possano rendere migliori servigi ai lettori e agli studiosi. In questo volume si è invece pensato di offrire uno strumento che da oltre un secolo è quasi del tutto dimenticato e di affiancargliene un altro nuovissimo presentato qui per la prima volta. Il primo propone i versi interi al di sotto delle rime, ma conservando i terzetti (o le coppie) di versi disposti secondo l’ordine con cui si presentano nella successione del testo, mantenendo perciò unite e immediatamente percepibili le terne di parole in rima, la cui ricorrenza in luoghi anche distanti diventa così facilmente riconoscibile. Il secondo offre in cento tavole distinte il quadro rimico di ogni singolo canto, corredato da indicatori che consentono di individuare a colpo d’occhio le rime uniche (di cantica o di poema) e quelle che occorrono nei canti vicini. Una serie di indici speciali integra le cento tavole, così da valorizzare la varietà e le particolarità delle rime e dei rimanti utilizzati da Dante nel suo capolavoro. I due strumenti invitano a riflettere sulla struttura dell’opera e si accompagnano perciò al testo integrale del poema, qui proposto nell’edizione criticamente riveduta da Enrico Malato, che modifica il corrente testo Petrocchi alla luce dei più recenti e avanzati studi danteschi, e offre al pubblico una “nuova” Commedia, diversa in molti passaggi da quella finora comunemente letta.

