Scalpendi
Palazzo Averoldi. Arte e storia di una nobile dimora bresciana
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2021
pagine: 160
Ci sono delle bellezze celate nei giardini e nei palazzi di Brescia, che destano meraviglia nel momento il cui, finalmente, lo sguardo può soffermarsi sul loro splendore nascosto e sui frammenti di passato restituiti alla nostra memoria. Questo stupore è particolarmente vero nel caso di palazzo Averoldi, contiguo agli uffici della Fondazione Casa di Dio e che da sempre suscita emozione in tutte le persone che hanno la possibilità di visitarlo, sia per accedere alla prestigiosa sede della Rotary House o ai vari uffici, sia per visitare le sale con gli affreschi di Romanino e di Lattanzio Gambara. In questo volume si vuole dar conto delle più recenti scoperte d’archivio che hanno finalmente permesso di delineare le fasi edificatorie della “fabbrica” degli Averoldi in Santa Croce e la commissione dei diversi interventi decorativi. Con un approccio fortemente multidisciplinare, è stato possibile comprendere i diversi momenti di vita del palazzo, dal progetto degli architetti Isabello nel Cinquecento al rinnovamento settecentesco e oltre, fino ai danni bellici subiti durante il Secondo conflitto mondiale.
Girolamo Figino. Una pala restaurata e un pittore riscoperto del Cinquecento milanese
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2021
pagine: 96
Dopo essere stato uno dei più originali protagonisti della cultura figurativa milanese di metà Cinquecento, Girolamo Figino (1519 circa-1569) è uscito dai radar della storia dell’arte per oltre quattrocento anni. Solo sul finire del secolo scorso il fortunato ritrovamento di una firma ha consentito di recuperare la sua parabola di pittore colto e raffinato, in grado di coniugare il magistero leonardesco, al quale l’aveva iniziato il maestro Francesco Melzi, con i modelli di Raffaello. Realizzato in occasione del restauro di una delle sue opere più significative, la pala raffigurante la "Sacra famiglia con un santo vescovo" della chiesa di San Marco a Milano (1569), il volume consente di ripercorrere l’intera vicenda dell’artista, celebrato dalle fonti coeve per il suo talento poliedrico. Oltre che pittore, Figino fu infatti miniatore, anatomista, scrittore e musico, meritandosi dall’amico Giovan Paolo Lomazzo il soprannome, affettuosamente ironico, di “Fatuttonulla”.
Guido Ballo. Poesia e critica
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 128
L’Accademia di Belle Arti di Brera rende omaggio alla sfaccettata figura di Guido Ballo (1914-2010), critico d’arte, docente e poeta. Attraverso numerose testimonianze di amici, colleghi e allievi, il volume – che raccoglie gli atti della giornata braidense di studi del 25 novembre 2010 intervallati da componimenti poetici dello stesso Ballo – tratteggia la ricca personalità di un uomo di pensiero e di cultura sempre attento alle connessioni e alla reciprocità tra linguaggio verbale e immagine visiva.
Ripresa delle indagini archeologiche a Palazzo Pignano. Seconda e terza campagna di scavo 2017-2018
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 208
La collana presenta i risultati di ricerche e indagini archeologiche relative al patrimonio archeologico della Lombardia per quanto attiene al periodo romano e tardoantico. Il progetto editoriale prevede volumi monografici, atti di incontri e seminari, pubblicazioni di tesi di dottorato o di scuola di specializzazione in Beni Archeologici.
Ennio Morlotti e l'arte a Milano 1937-1953
Francesco Guzzetti
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 358
Il volume ripropone all’attenzione degli studi il lavoro di Ennio Morlotti, figura centrale della scena artistica italiana del dopoguerra, concentrandosi sugli anni della formazione, dall’esordio nel 1937 fino al 1953. Inquadrando l’analisi delle opere nei dibattiti e nei posizionamenti del sistema dell’arte che animava la città di Milano, il libro ricostruisce temi centrali di discussione attraverso la prospettiva di uno dei suoi protagonisti: la stagione di Corrente e il rapporto con i maestri, l’impegno politico, il modello ingombrante di Picasso, i conti con l’astrazione e il realismo, l’uscita dalla crisi espressiva che colpì un’intera generazione alla prova dell’intensa temperie culturale degli anni del dopoguerra. Sospeso tra istanze di partecipazione e adesione generazionale e rivendicazione della propria identità di artista e di uomo, Morlotti rappresentò una delle voci più vive e appassionate in quel periodo cruciale per i destini dell’arte della seconda metà del Novecento.
Giuseppe Guerreschi. Men made paradise
Maria Rossa
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 96
"Men Made Paradise" è un olio su tela realizzato da Giuseppe Guerreschi (1929-1985) nel 1963. Al centro si vede una macchina per scrivere con la custodia rossa su cui sono appoggiate alcune figure: due uomini, uno dei quali tiene in braccio una ragazza vestita succintamente, una donna e la statua della Venere di Cirene con una testa femminile. Le figure sono in bianco e nero, mentre la custodia della macchina per scrivere e altri elementi che fanno da sfondo hanno colori "metallici", molto accesi e taglienti. Sullo sfondo spicca la torre Breda di Milano, e dietro a essa un muro alla cui sommità c’è un’antenna. Il dipinto fu censurato perché si temeva che i personaggi ritratti fossero riconoscibili, ottenendo visibilità soltanto in seguito in gallerie private, ovvero contesti meno "ufficiali". Maria Rossa, attraverso approfondite ricerche nell’Archivio Guerreschi di Ospedaletti, indaga la genesi dell’opera e la sua ricezione restituendo piena rilevanza a un’opera cardine del percorso artistico di Giuseppe Guerreschi.
Ritrattistica d'attore e fotografia di scena in Italia 1905-1943. Immagini d'attrice dal Fondo Turconi
Giada Cipollone
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 256
All'origine di questo lavoro c'è la donazione all'Università degli Studi di Pavia del patrimonio documentale del giornalista e critico cinematografico Davide Turconi (1911-2005), considerato uno dei padri fondatori della storiografia del cinema in Italia. Un archivio composto da materiali di varia natura, che conta circa diecimila unità tra stampe fotografiche, negativi, lastre, fotogrammi, illustrazioni, ritagli di riviste, schede descrittive, commenti, opuscoli, cartoline. La prima parte del volume indaga la presenza simultanea della fotografia di scena, in ambito sia teatrale sia cinematografico. La seconda parte misura l'incidenza di ritratti e fotografie di scena nella carriera artistica di alcune attrici dello spettacolo italiano tra quelle meglio rappresentate nel Fondo Turconi: Lyda Borelli, Leda Gys e Maria Jacobini per il primo intervallo di tempo (1905-1929); Elsa Merlini, Luisa Ferida, Doris Duranti e Alida Valli per il secondo momento (1930-1943).
La valle dell'Eden. Semestrale di cinema e audiovisivi. Volume Vol. 35
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 136
Questo numero monografico intende tracciare un primo bilancio sulle forme e sui modi assunti dal fenomeno di esternalizzazione del Sé nelle tecnologie mediali contemporanee. Alle forme di autoconfigurazione delle prime stagioni del social networking e delle molteplici forme di self narratives, s’impongono ora pratiche di automisurabilità, che precipitano la dimensione “auto”, cioè relativa all’implicito autoriale della ritrattistica, a un radicale e sostanziale automatismo della tracciabilità delle nostre esperienze. Segni cifrati lasciati dai nostri gesti si accumulano nell’ordine degli Zettabyte, per poi ritornare indietro, tornare a noi grazie all’incessante operosità di algoritmi capaci di trattare molte variabili in poco tempo. Ora il Sé si misura, si traduce in numero, e in quanto numero concorre a implementare questo incessante lavorìo computazionale. La prospettiva di questo dossier monografico, in un certo senso, riflette sulle forme e sugli aspetti di questa nuova permeabilità del Sé, che smette di esternalizzarsi e si lascia invadere da proposte di autoconfigurazione che un poco gli assomigliano, ma non del tutto.
Messina2
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 64
Catalogo della mostra (Milano, Studio Museo Francesco Messina, 5 novembre-8 dicembre 2019). Lo Studio Museo Francesco Messina si offre alla città quale spazio di relazione tra il patrimonio artistico cittadino e le opere dei giovani emergenti. Con questa mostra "Messina2" [Messina al quadrato] viene presentata la ricerca fotografica condotta dal venticinquenne Alberto Messina attorno alle sculture di Francesco Messina (semplicemente omonimi, non parenti). Ne esce un rapporto fresco, familiare e al contempo critico, come deve essere ogni scambio tra nuove e vecchie generazioni. Il giovane Messina ha guardato alle opere del vecchio Messina, alle donne, ai cardinali, ai busti, a Salvatore Quasimodo, da un punto di vista particolare, il suo, di giovane fotografo.
Fantastic utopias. Catalogo della mostra (Angera, 18 maggio-27 settembre 2020). Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 88
Per il terzo anno la Rocca di Angera sulle sponde del lago Maggiore apre all'arte contemporanea, ospitando nell'Ala Scaligera la mostra "Fantastic Utopias", in collaborazione con Galleria Continua. Questo nuovo progetto artistico segna il proseguimento di un percorso iniziato nel 2018 con la prima apertura al pubblico della sezione più antica del castello, restaurata per creare un luogo di ispirazione e di incontro tra arte del passato e del futuro. Le opere di quindici artisti contemporanei italiani e internazionali ci conducono oggi attraverso un percorso fantastico e ci inducono a una riflessione sulla capacità poetica dell'arte di rappresentare la realtà e sulla relazione dell'artista con il mondo. In questo anno particolare, funestato da un'epidemia terribile e imprevedibile nelle sue conseguenze, le utopie fantastiche raffigurate nelle opere degli artisti in mostra assumono un significato quasi taumaturgico, aiutandoci a immaginare mondi diversi e aprendo le nostre menti a un futuro di speranza. Artisti: Jonathas De Andrade, Berlinde De Bruyckere, Carlos Garaicoa, Antony Gormley, Shilpa Gupta, Ilya & Emilia Kabakov, Zhanna Kadyrova, Sabrina Mezzaqui, Michelangelo Pistoletto, Ornaghi & Prestinari, Kiki Smith, Hiroshi Sugimoto, Pascale Marthine Tayou, Ai Weiwei, Chen Zhen.
Double trouble in exhibiting the contemporary: art fairs and shows
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 192
Quella tra fiere e biennali d'arte è una fratellanza complicata, che continua a suscitare grandi critiche ma ben poca attenzione da parte degli studi accademici, nonostante siano proprio questi due formati espositivi a determinare la fortuna delle opere, degli artisti e di chiunque entri nel mondo dell’arte. Attraverso i contributi di studiosi e professionisti internazionali, questo volume riconsidera il rapporto tra fiere e biennali da diverse prospettive, cercando di gettare luce su una situazione di grande complessità, dove la produzione, circolazione e ricezione delle opere fanno parte di un meccanismo osmotico che consente la permeabilità tra ciò di cui è fatta una mostra e ciò che viene messo sul mercato: “entre chien et loup”.
Mogano ebano oro! Interni d’arte a Genova nell’Ottocento da Peters al Liberty
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 336
Negli spazi del Teatro del Falcone, da sabato 29 febbraio a domenica 5 luglio 2020, Palazzo Reale presenta una grande mostra dedicata alla produzione di mobili a Genova nell’Ottocento e, insieme, alle arti applicate, al gusto per l’arredo di interni e – più in generale – alla società del periodo. L’Ottocento in Liguria è ancora oggi un campo di ricerca che, rispetto ad altri, riserva nuove scoperte e, di conseguenza, continue gratificazioni, pur restando sicuramente meno rappresentato nelle maggiori esposizioni d’arte che la città ha voluto dedicare alle tappe salienti del suo passato. Interesse e qualità attestati proprio da questa mostra che, per la prima volta, riunisce la produzione della migliore ebanisteria a Genova e sul territorio ligure dall’inizio del dominio sabaudo al primo Novecento. Una mostra non convenzionale, dunque, che peraltro sfiora appena, attraverso il cospicuo lavoro di ricerca che la precede, la punta di un iceberg. La mole di materiali e di documentazione emersa è infatti tanto vasta da far intendere si tratti solo di un avvio che, c’è da auspicare, indurrà a riconsiderare temi e questioni ribaltando la prospettiva dalla quale si sono finora osservati.

