Edizioni Pendragon: Le sfere
Divenire drago: esplorazioni nell'opera di Ortese
Elisa Attanasio
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2023
pagine: 191
Il saggio indaga l’opera di Anna Maria Ortese (1914-1998), facendo interagire romanzi, articoli e lettere dell’autrice con riflessioni provenienti dall’ambito filosofico e antropologico. Al centro del libro si colloca infatti quella rete di alleanze – visibili ma anche sotterranee – che la scrittura di Ortese intesse con altre pensatrici e pensatori della nostra epoca; alla base, una messa in crisi delle idee di anthropos, di natura, di relazione con gli animali, di agentività di piante e agenti atmosferici. Come Ortese ripensa e apre la questione dell’essere umano situato in un pianeta Terra non più inerme e oggettivo, bensì capace di reagire, anche in modi imprevedibili? Come i suoi scritti testimoniano l’esperienza paradossale del trovarsi – in quanto terrestri – contingenti, improbabili, ma al tempo stesso capaci di situarci e costruire legami? Come i suoi testi intravedono crepe e pertugi nel reale, attraverso cui far scorrere un comune e vasto respiro?
La Grecia classica in «Maia» di Gabriele D'Annunzio. Linee di ricerca
Stefano Scioli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2022
pagine: 320
Il viaggio in Grecia, nell’estate del 1895, risultò per Gabriele D’Annunzio, occasione feconda di scrittura. Se il tour, pur esperito in compagnia d’una lieta brigata in cerca di svago e divertimento sulle tracce – dotte – dell’antica civiltà, durante il suo concreto svolgimento, offrì disagi e fastidi al poeta, nella pagina esso fu capace di alimentare traiettorie d’arte mirabili, a specchio d’un colloquio con i classici profondo e sincero, che, reso alimento interiore (non solo memoria erudita), nutrì diverse prove letterarie, e soprattutto l’epos debordante di Maia. Ma il recupero dell’antico, tra fulgori e clamori, conosce presto – e cupa – la macina del Tempo, che ogni cosa illanguidisce e vanifica, e l’ombra lugubre della Malinconia, in grado di spegnere significati ed eroici baluginii già vivi e vitali, consegnando tutto al soffio implacabile del nulla.
Pasolini sulla strada di Tarso. La conversione del poeta di Casarsa
Ilario Quirino
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2022
pagine: 491
In questo testo l'autore ripropone, in una versione nuova, corretta e aggiornata, i risultati della sua trentennale ricerca. Seguendo l'insegnamento di Giuseppe Zigaina, ricompone la geniale vena artistica di Pier Paolo Pasolini e la conseguente proiezione verso il sacrificio esibito. L'amore nei riguardi della madre, contrapposto al sentimento lacerante nei confronti del padre, sfocia nel senso di colpa per l'omicidio del fratello Guido, trucidato da mano fraterna e nemica sui monti della Carnia. Il dolore insopportabile porta il poeta alla ricerca di una motivazione superiore che possa giustificare quanto verificatosi: la troverà facendo rifluire la sua esistenza nel passato per incontrare San Paolo. Questi diviene lo strumento pedagogico per affermare l'eversione della poesia pasoliniana, mediante l'organizzazione degli eventi che prepara la relativa trasumanizzazione. Il tutto grazie al corretto collegamento delle seguenti opere: Ostia e San Paolo. Connesse, nella realtà, da quella fine violenta – nello sterro desolato di Ostia – che illumina i passi maggiormente significativi della poliedrica attività culturale di Pasolini, in modo tale che lo scandalo di quel corpo violato continui a lampeggiare sulla nostra società, in attesa di essere definitivamente compreso.
Dopo il Carnevale. Corpo e linguaggio in una trilogia comica di Sebastiano Vassalli
Beniamino Della Gala
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2021
pagine: 311
A cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta Sebastiano Vassalli fa i conti con i miti della sua generazione scrivendo tre romanzi – L’arrivo della lozione (1976), Abitare il vento (1980) e Mareblù (1982) – dove suscita il riso sfruttando le immagini e i simboli tipici delle festività del Carnevale con le sue multiformi manifestazioni lungo i secoli. Essi vi compaiono però svuotati di significato, depotenziati, privati della vitalità originaria: segno precoce che sta volgendo definitivamente al termine quella lunga stagione della rivolta politica ed esistenziale che nella sua ultima ondata aveva in parte riscoperto la comicità carnevalesca come forma contestativa. Il volume parte da una simile constatazione per ricercare nelle rappresentazioni comiche del linguaggio e del corpo gli indizi di questa “fine della festa”: il linguaggio rivoluzionario si è sclerotizzato in una forma settaria e pseudo-esoterica, mutandosi paradossalmente in un codice assoggettante che mostra i propri effetti attraverso deformazioni grottesche sui corpi dei militanti stessi. Alla fine del lungo Carnevale dei «folli anni Settanta», come li chiamava Vassalli, i suoi personaggi ci raccontano allora un vertiginoso rimpicciolirsi del corpo collettivo e indivisibile sino a un’asfittica dimensione individuale patologizzata: un’importante testimonianza del trapasso dall’epoca delle rivolte collettive all’individualismo del riflusso nel privato che ha plasmato l’immaginario politico contemporaneo.
La mente come specchio flessibile
Francesco Brusori
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2021
pagine: 446
C’è una traiettoria, spesso carsica, della filosofia moderna, che recupera istanze del pensiero tardoantico e medievale per assegnare alla phantasia (o imaginatio) un ruolo determinante nella produzione del ragionamento filosofico e scientifico. Non solo una facoltà conoscitiva e non meramente riproduttiva, ma quella facoltà che per il fatto di proiettarsi potenzialmente all’infinito, sfonda i confini di un mondo chiuso e apre la prospettiva del ‘soggetto teoretico’ su un universo infinito, o meglio, su uno spazio ideale proteso verso un punto all’infinito. I teorici dell’arte del Quattrocento, Cusano, Leibniz, Wolff e Kant sono solo alcune delle tappe di questa traiettoria, ciascuna a proprio modo esemplare di una funzione immaginativa capace di potenziare la ricchezza e la flexibilitas dello spazio mentale e di portare il sapere umano a forzare continuamente i propri limiti. Su di esse si concentra questo lavoro con l’intento di ricostruire, sulle linee di una Kulturwissenschaft, l’articolata genealogia di quella funzione dell’anima cieca eppure indispensabile (l’immaginazione) senza la quale, per Kant, non sarebbe possibile avere alcuna conoscenza.
Il «Werther» di Foscolo. Una lettura
Riccardo Stracuzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2020
pagine: 686
Le Ultime lettere di Jacopo Ortis sono anzitutto un grido di dolore per la patria svenduta? Sono l'accorata espressione del disinganno morale e umano di un giovane scrittore, o la testimonianza non sempre pervenuta a vera realizzazione d'arte dell'amarezza che segue alle illusioni rivoluzionarie? Insomma, il romanzo di Ugo Foscolo è l'esile travestimento autobiografico delle vicissitudini politiche e amorose occorse al suo autore? E il volto del personaggio-Jacopo deve e può geometricamente sovrapporsi a quello dello scrittore-Ugo? Se tutto ciò fosse vero, cosa farne di alcuni fatti empirici che meritano - invece - di essere interpretati? Anzitutto, la precisa divaricazione della parabola di Jacopo rispetto a quella di Ugo. Comune l'angoscia del Dopo Campoformio (per dirla con Roversi), ma opposto il séguito: il ricovero nel romitorio euganeo, per Jacopo; per Ugo, Bologna, Milano, l'esercito, la militanza politica nel cuore della Cisalpina e poi della Repubblica Italiana, l'opera intellettuale sempre dedicata alle vicende dell'oggi. E poi, che genere di racconto autobiografico è quello assemblato sulla falsariga del romanzo (Die Leiden des jungen Werthers) di un altro scrittore (Goethe)? Studiare metodo e forma di questo remake foscoliano significa guardare alle Ultime lettere come a un romanzo, e leggerne il messaggio non consolatorio sulla funzione che letteratura ha in una società in formazione, com'è quella italiana negli anni del proto-Risorgimento.
Storie di editori e tipografi nella Napoli dell'Ottocento
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2018
pagine: 300
I saggi raccolti in questo volume confermano la ricchezza dell'editoria napoletana e la grande abilità delle sue maestranze, ma, soprattutto, apportano contributi importanti e di valore su realtà troppo spesso ricordate solo per accenni. Chiurazzi e Giannini, Marghieri e la Tipografia del Fibreno sono indagate per la prima volta con ampiezza di fonti e ricchezza di suggestioni che cercano di ricomporre tutto il reticolo di rapporti tra editori e autori. Un reticolo che mette anche in luce il contributo dato dall'editoria napoletana nel valorizzare specifiche indagini sia sull'editoria scientifica che sull'editoria d'arte. È la conferma che se l'editoria napoletana subì notevoli affanni dopo l'Unità d'Italia, seppe anche reagire ritagliandosi una fetta di intervento nel campo difficile e complesso dell'editoria scolastica. L'unificazione diventerà il momento di svolta non più eludibile per affrontare i problemi irrisolti.
Sciascia moderno. Studi, documenti e carteggi
Fabio Moliterni
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2017
pagine: 180
Gli studi compresi in questo volume tentano di mettere in evidenza lo sfondo moderno o neomodernista, le diramazioni nient'affatto scontate della tensione riflessiva e concettuale di Sciascia e della sua idea di letteratura, la natura ambivalente e bifronte del suo pensiero. E in particolare provano a indagarne l'aspetto strutturale, ovvero la dimensione generativa di complesse configurazioni semantiche e formali che attraversano dagli esordi alle ultime opere la sua scrittura, non trascurando di fare luce su certi aspetti apparentemente minori o laterali del suo profilo intellettuale, sulle stratificazioni storico-politiche e geo-letterarie della sua formazione.
Storia della contraccezione in Italia tra falsi moralisti, scienziati e sessisti
Matteo Loconsole
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2017
pagine: 153
Attraverso un'analisi comparata tra la teoria malthusiana del controllo delle nascite, le interpretazioni della teoria darwiniana dell'evoluzione per selezione naturale e la teoria moreliana della degenerazione, è stata delineata la cornice storico-concettuale all'interno della quale, nell'Italia post-unitaria, raggiunse il suo apice la discussione sulla contraccezione. Per di più, dall'esame approfondito di illuminanti fonti del periodo trattato, sono emerse alcune tra le principali contraddizioni della morale sessuale che contribuirono a determinare il significato di concetti come quello di "pudore" e "normalità sessuale". Soprattutto, poi, oltre a trattare la più nota bibliografia sulla questione del controllo delle nascite, nel presente volume si è voluta rimarcare l'importanza di un periodico di divulgazione popolare pubblicato in Italia tra il 1913 e il 1915: la rivista di neomalthusianismo e di eugenica «L'educazione sessuale». Con la sua pubblicazione si concretizzò, in Italia, uno dei primi tentativi di cimentarsi in una propaganda, libera e senza tabù, su sessualità e contraccezione, con la consapevolezza che una buona educazione sessuale avrebbe rappresentato un elemento essenziale per la salvaguardia del nostro paese. Prefazione di Franco Bacchelli.
Tra crisi e riscatto. Elsa Morante legge Ernesto De Martino
Angela Di Fazio
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2017
pagine: 160
Un profilo di Elsa Morante, lettrice di etno-antropologia, a partire dai rilievi su un corpus di opere organiche alla ricerca di Ernesto De Martino: il saggio Pro o contro la bomba atomica (1965); la raccolta mondo salvato dai ragazzini e altri poemi (1968); i romanzi La Storia (1974) e Aracoeli (1982). Con questo intento il volume analizza, nelle particolari modulazioni morantiane, le tematiche demartiniane dell'antropogenesi (l'oscillazione tra "crisi della presenza" e "riscatto culturale" come forme costitutive dell'essere umano); il rapporto tra storia e metastoria; il concetto di "apocalisse culturale"; la risoluzione del lutto attraverso forme di compianto ritualizzate e la categoria della "festa" rivoluzionaria, motivi funzionali alla definizione, da parte di Morante, del ruolo dell'intellettuale nel secondo dopoguerra. Lo studio arriva così a definire l'eredità di De Martino nei termini di una teoria culturale, che incontra qui una particolare declinazione letteraria.
Figure dell'anomalia. La costruzione del personaggio nell'Italia dell'Otto e Novecento
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2017
pagine: 214
Punto di arrivo di un percorso di ricerca durato tre anni, i saggi qui riuniti indagano la costruzione dei personaggi letterari considerati eccentrici, deviati o malati. Sono le Figure dell'anomalia, irriducibili alle norme dominanti e per questo additate come pericolose. Partendo dal personaggio del criminale-folle, legato alla nascita del romanzo giudiziario italiano alla fine dell'Ottocento, le analisi condotte si snodano lungo tutto il Novecento, allargandosi ad altri personaggi la cui anomalia non è definibile esclusivamente nel settore medico e giuridico. Senza mai rinunciare alla prospettiva interdisciplinare, Figure dell'anomalia mette in evidenza la complessità di una nozione polisemica come quella di personaggio, interrogando la dimensione culturale che lo accompagna e i suoi rapporti con la società che lo produce e lo giudica.
Critica del nonostante. Perché è ancora necessaria la critica letteraria
Guido Guglielmi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2016
pagine: 156
"Oggi i linguaggi si sono moltiplicati. Si è accresciuta la loro potenza. E il mercato è divenuto una specie di nuova Natura. Si è rimitizzato. Tutta la modernità peraltro è un processo di rimitizzazioni e demitizzazioni. E la critica e la scienza restano il paradigma fondativo della nostra cultura. Avremo quindi bisogno di nuove mappe. Ma possiamo dire che non siamo usciti dalla modernità. Il moderno progredisce ritornando su se stesso, ritrovando la via, riscoprendo la critica" affermava Guido Guglielmi in un saggio centrale del 1997, riproposto in questo volume assieme ad altri sulla teoria della letteratura e sui grandi narratori che hanno segnato la modernità, da Svevo a Joyce, da Beckett a Volponi. Nel nostro presente sempre più esposto al vacillare di punti di riferimento in grado di interpretarne la complessità, non può che fare bene riascoltare, a quasi quindici anni dalla scomparsa, le riflessioni di quel pensatore dalla mente acutissima, che credeva nella forza del dialogo, nella vitalità di una ricerca da compiere assieme.

