EDT: Contrappunti
Le forme sonata
Charles Rosen
Libro
editore: EDT
anno edizione: 2011
pagine: 432
Mettendo a frutto la vasta esperienza di pianista concertista e il riconosciuto talento storiografico e critico, Charles Rosen affronta in questo libro la forma musicale che è il cuore e il cervello dello stile classico. Ne rintraccia le premesse nella musica di compositori come Scarlatti e C.P.E. Bach, per concentrare l'attenzione là dove essa raggiunge il suo culmine, con la triade Haydn, Mozart, Beethoven (ma anche con le varianti di grandi maestri come Schubert e Mendelssohn); ne indaga quindi le trasformazioni attraverso la generazione romantica fino alle esperienze novecentesche. Nella sua più ampia indagine sullo stile classico, Rosen aveva già scritto a proposito della forma-sonata: "Non è una forma definita come un minuetto, un'aria con da capo, o una ouverture francese; al pari della fuga, essa è un modo di scrivere, un senso per la proporzione, la direzione e la densità strutturale più che uno schema formale"; in questo libro approfondisce tale concezione, riconoscendo l'inadeguatezza delle definizioni e descrizioni ottocentesche e auspicando una loro riformulazione. Rosen respinge i metodi di definizione consolidati l'uso dei capolavori come modello o l'osservazione della prassi generalizzata di un dato periodo e pone la forma sonata a diretto confronto con le nuove condizioni sociali e culturali che nel diciottesimo secolo ne decretarono il successo, seguendone lo sviluppo attraverso le esigenze a cui ci si aspettava che dovesse rispondere.
Storia naturale del pianoforte. Lo strumento, la musica, i musicisti: da Mozart al modern jazz, e oltre
Stuart Isacoff
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2012
pagine: 338
In questo libro Stuart isacoff racconta come il pianoforte, complesso prodotto della tecnologia umana applicata alla musica, apparentemente freddo e meccanico, sia diventato nel corso degli ultimi tre secoli uno strumento senza paragoni per l'espressione delle emozioni e dello stile individuale di migliaia di artisti sotto tutte le latitudini e nelle più diverse condizioni materiali. Che si tratti della nascita di un concerto per pianoforte di Mozart in una locanda viennese o di un'esibizione di Chopin in un salotto parigino dell'Ottocento, della tournée di Sviatoslav Richter fra i contadini della Siberia o di Henri Herz fra i minatori della Corsa all'Oro, nessuno strumento quanto il pianoforte ha saputo far convergere lo spettacolo più popolare e sfrontato con la massima raffinatezza della ricerca musicale e stilistica, il virtuosismo trascendentale e la contemplazione intima e rarefatta. Isacoff racconta la personalità e la tecnica di centinaia di pianisti, molti dei quali poco noti al grande pubblico di oggi ma capaci in passato di godere di popolarità planetaria; dimostra quanto siano stati continui e fecondi gli incroci fra stili classici, popolari e jazz; divide i protagonisti di questa storia in vasti gruppi, creando accostamenti insospettabili, incurante delle divisioni storiche o di generi musicali, mostrandoci così che cosa può accomunare il suono di Debussy a quello di Thelonious Monk, la verve di Arthur Rubinstein alla tecnica di Cecil Taylor.
Benjamin Britten. L'uomo, il compositore, l'interprete
Alessandro Macchia
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2024
pagine: 600
La prima monografia italiana su uno dei più amati compositori del Novecento: un libro completo che bilancia perfettamente la biografia (indagata sempre in maniera minuziosa) con l'analisi delle opere. Un volume che porta per la prima volta in piena luce il fondamentale incontro di Britten con il sistema esoterico del poeta irlandese William Butler Yeats, nonché l'incidenza del sentimento religioso su tutta la matura produzione vocale da camera e operistica. L'autore colloca l'analisi delle composizioni sempre nel contesto dettagliato degli accadimenti storici e conduce un'analisi accurata e severa delle problematiche relative alla politica interna ed estera della Gran Bretagna del Novecento. Un'inedita attenzione è inoltre dedicata al Britten interprete e concertista. Ne deriva l'immagine di un musicista totale, capace di dare un contributo fondamentale e ineludibile anche alla storia dell'interpretazione liederistica e mozartiana. Accanto al musicista, compare a tutto tondo il volto dell'organizzatore in grado di creare uno dei più importanti festival del Novecento, e neppure mancano i riferimenti alla relazione umana e professionale con il tenore Peter Pears. Il volume è corredato dal catalogo completo delle opere di Britten.
L'opera in scena. Luogo teatrale e spazio scenico
Mercedes Viale Ferrero
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2024
pagine: 288
La storia dei teatri come spazi fisici e come luogo della narrazione melodrammatica, in uno storico saggio corredato di un sontuoso apparato iconografico, completamente ripensato. Luogo teatrale e spazio scenico di Mercedes Viale Ferrero è un saggio fondamentale per chiunque voglia affrontare lo studio dell'opera in musica con una visione organica e completa. Originariamente pubblicato nel 1988 all'interno della Storia dell'opera italiana EDT, e da sempre utilizzato in tutti i corsi universitari e di Conservatorio di Storia del melodramma, viene ora ripresentato in una nuova veste grafica e con nuovi apparati. L'immensa cultura figurativa dell'autrice conduce il lettore a considerare la produzione teatrale e musicale un momento della più generale storia culturale italiana, dove la scenografia e l'architettura teatrale hanno avuto un ruolo determinante, in una prospettiva che considera l'aspetto visivo e scenografico dell'opera in musica parte integrante della drammaturgia musicale.
Il suono nel suono. Ascoltare davvero il Ventesimo secolo.
Kate Molleson
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2023
pagine: 328
La storia della musica così come viene insegnata nelle scuole e nelle accademie sembra essere dominata da compositori che condividono alcune particolarità rilevanti: sono tutti bianchi, uomini e nati in Occidente. La giornalista e musicologa inglese Kate Molleson ci aiuta a rovesciare questo stereotipo attraverso la storia di dieci compositrici e compositori che con la loro arte hanno dato un contributo importante alla musica del Novecento, ma che sono normalmente trascurati dai libri in ragione della loro nascita, del loro sesso o del loro radicalismo culturale e artistico. Dal messicano Julián Carrillo alla etiope Emahoy Tsegué-Maryam Guèbrou, dalla russa Galina Ustvolskaya al filippino José Maceda, dallo svizzero-brasiliano Walter Smetak all'inglese Ruth Crawford Seeger, dalla neozelandese Annea Lockwood alla danese Else Marie Pade, dall'americano Muhal Richard Abrams alla francese Éliane Radigue. Un libro scritto con rabbia e passione, che ci aiuta ad aprire le orecchie al mondo, e a sperare in un futuro della musica più inclusivo e consapevole.
Il mistero dei preludi di Chopin
Anatole Leikin
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2023
pagine: 256
La raccolta dei ventiquattro "Preludi op. 28" di Chopin è uno dei più celebri capolavori della letteratura pianistica, ma la sua natura e il suo significato sono rimasti fino a oggi misteriosi. Chopin compose i "Preludi" nel 1838 a Maiorca, quando per sfuggire al clima di Parigi e alla curiosità morbosa che suscitava la sua relazione con la scrittrice George Sand, si trasferì sull'isola in compagnia della donna. Ma dopo poche settimane felici il compositore si ammalò, e i medici lo scoprirono affetto da una grave forma di tubercolosi, predicendogli una fine imminente. Chopin si trasferì per le cure in una stanza dell'antico convento di Valldemossa e lì intraprese la composizione dei "Preludi". In questo libro, uno dei massimi studiosi di Chopin al mondo sottopone la raccolta a un'indagine serrata sotto ogni aspetto: da quello storico a quello formale, a quello letterario. Il risultato è al tempo stesso appassionante e sconcertante. Leikin mette in luce tutta una serie di ricorrenze e di temi nascosti che passano da un brano all'altro creando una finora sconosciuta unitarietà, dimostrando come l'intera raccolta sia una sorta di vasta meditazione sui temi della morte, del gotico e delle rovine. Un libro che getta nuova luce sulla personalità di Chopin e su una delle sue più affascinanti creazioni.
Rivoluzioni musicali. Le idee che hanno cambiato la storia della musica, dal Medioevo al jazz
Stuart Isacoff
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2023
pagine: 256
Un grande maestro della divulgazione musicale racconta quindici "punti di svolta" della storia della musica: quando intorno a una nuova idea sembra concentrarsi nuova energia creativa e il mondo dei suoni si apre a soluzioni inaspettate. Ci sono momenti in cui la storia della musica sembra spiccare un salto in avanti, grazie a idee che nuova energia, vere e proprie rivoluzioni musicali. Alcuni di questi momenti sono cambiamenti epocali: l'invenzione della notazione musicale, nell'XI secolo; la nascita della polifonia, l'invenzione dell'opera nella Firenze del Seicento, l'irruzione sulla scena di geni come Bach o Beethoven, o l'arrivo del jazz nella Parigi degli anni Trenta. Altri sono momenti di grandi polemiche e discussioni, come quando Arnold Schoenberg e i suoi allievi decisero di cancellare la distinzione fra "consonanza" e "dissonanza", o quando John Cage decise che a dar forma alla sua musica sarebbe stata la casualità del lancio di una moneta. Tutti questi momenti di cambiamento hanno aperto strade verso destinazioni nuove e spesso impreviste, e hanno arricchito il patrimonio della cultura musicale di capolavori straordinari. Stuart Isacoff, pluripremiato maestro della divulgazione musicale e autore di grandi classici come Temperamento, ci racconta 15 di questi grandi momenti di svolta, descrivendone il contesto, i protagonisti e le creazioni in cui si concretizzarono, in un libro fatto per stupire e per appassionare ogni tipo di lettore.
Verdi. Un teatro in musica
de Van Gilles
Libro: Copertina morbida
editore: EDT
anno edizione: 2022
pagine: 528
Verdi come "uomo di teatro", artista capace di creare potenti macchine drammaturgiche che resistono al passare del tempo. "Lasciate perdere il grande musicista: io sono un uomo di teatro" è una delle frasi celebri con cui Giuseppe Verdi intese presentarsi al suo pubblico rispondendo alle domande di un ammiratore. È sulla falsariga di questa affermazione che Gilles De Van, in un libro ormai considerato tra i grandi classici della musicologia contemporanea, dimostra che dietro a ogni opera di Verdi si profila un mondo musicale originale e coerente, destinato a realizzarsi pienamente solo sulle scene teatrali. Da uno studio accurato dei libretti e delle partiture, De Van ricava gli elementi di base che costituiscono il paradigma dell'opera verdiana, mettendo in rilievo i personaggi tipo e i temi ricorrenti su cui la sua drammaturgia si impernia, ed evidenziando le due estetiche che caratterizzano il suo mondo creativo: quella prevalente nel periodo giovanile, dominata da personaggi semplici e grandi contrasti, e quella sviluppata nei drammi musicali della maturità, caratterizzata dalla complessità, dal chiaroscuro e dal movimento.
Forme dell'addio. L'ultimo Gustav Mahler
Ernesto Napolitano
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2022
pagine: 420
Le ultime opere di Mahler come congedo di un grande compositore dalla poetica del Romanticismo e come primo passo della musica sinfonica nella modernità del Novecento. La musica di Gustav Mahler gode di una popolarità senza paragoni nel mondo della musica classica primo novecentesca; alla sua estetica è spesso legata l'idea della fine di un'epoca, dell'estrema malinconia per un mondo in dissoluzione. Nel caso delle ultime Sinfonie, a questo carattere si aggiunge la deformazione che spesso è applicata alle opere estreme degli artisti scomparsi prematuramente, e cioè quella del presagio. Eppure, l'ascolto attento e scevro da pregiudizi delle ultime sinfonie di Mahler dimostra una straordinaria forza creativa, una volontà innovatrice e una ricerca sonora che poco si concilia con queste idee di caducità e di morte. Ciò che, in questo denso e rivoluzionario saggio, Ernesto Napolitano dimostra, è che sotteso alla musica di Mahler, specialmente a partire dalla Settima, sussiste, sì, un commiato, ma di tutt'altro tenore e di tutt'altra importanza artistica.
Umberto Giordano. L'uomo e la musica
Agostino Ruscillo
Libro: Copertina morbida
editore: EDT
anno edizione: 2021
pagine: 536
"In epigrafe allo spartito di Siberia, l'opera che più amava, Umberto Giordano riporta le parole incise da un prigioniero sul pilastro di confine fra la Russia e l'estrema regione della sua condanna: «L'amore e il dolore non hanno nazionalità». Un motto che potrebbe essere assunto a sintesi estrema del pensiero su cui poggia il teatro musicale del maestro foggiano". Autore di opere popolarissime e raffinate come Andrea Chénier, Fedora o Siberia, Umberto Giordano è una delle personalità di maggiore spicco del clima culturale e musicale europeo fin de siècle. Fra i pochissimi compositori del periodo ad avere mantenuto un posto stabile nel repertorio di tutti i teatri del mondo, Giordano visse la vocazione melodrammatica con cieca fiducia e spirito conservatore: pur guardando, come tanti suoi colleghi del tempo, al teatro wagneriano, il musicista pugliese preferì restare nel solco della tradizione melodrammatica italiana, accogliendo tiepidamente i rinnovamenti europei di primo Novecento. Attraverso un attento lavoro di analisi di tutta la documentazione biografica e le fonti, primarie e secondarie, disponibili, l'iter artistico di Giordano viene qui ricostruito con perizia e accuratezza di particolari: l'infanzia nella Puglia dei primi anni dell'Unità d'Italia, i severissimi studi musicali al Conservatorio di Napoli, i primi successi operistici (Mala vita, 1892), i rapporti con l'editore Sonzogno e con i librettisti, fra cui spicca la figura del talentuoso drammaturgo Luigi Illica, i grandi capolavori, da Andrea Chénier (1896) a Fedora (1898), Siberia (1903) e Mese mariano (1910), la compromissione con il regime fascista, la grandissima fama internazionale, la scomparsa poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Progressive rock. Ascesa e caduta di un genere musicale
David Weigel
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2018
pagine: 361
Il progressive rock è apparso come un terremoto sulla scena musicale britannica della fine degli anni Sessanta, arrivando in pochi anni a conquistare l'intero mondo musicale; un fenomeno geniale e onnivoro, diverso da tutto, spettacolare e ricercato oltre ogni naturale misura. Un successo globale che fruttò alle case discografiche introiti immensi. Eppure oggi il ricordo che ne abbiamo è spesso quello di una musica pomposa e vuota, con arrangiamenti troppo ricchi e cantanti troppo appariscenti. Come è stato possibile che la musica che ambiva a spostare i confini del pop verso l'infinito si sia, dopo neanche un decennio, rinchiusa nel suo piccolo regno di nostalgia e magniloquenza? David Weigel ripercorre in questo libro le vicende degli uomini e delle (poche) donne del progressive, lasciando la parola agli stessi protagonisti: attraverso centinaia di testimonianze originali, Weigel porta il lettore dalle radici del genere, con le ambizioni sinfoniche di Moody Blues e Procol Harum, fino al concerto dei King Crimson a Hyde Park nel 1969. Dall'epifania del Moog, apparso a Keith Emerson in un negozio di dischi di Soho, alla distruzione dei primi organi Hammond a colpi di coltello. Dalle ambiziose cover di musica classica alla suite di "Tubular Bells". Dal teatro musicale dei Genesis alle turbolente vicende degli Yes, e ancora oltre, negli anni Ottanta e Novanta della "decadenza", con il successo dei Rush, degli Asia, dei Porcupine Tree. Il suo ampio e articolato racconto è arricchito nell'edizione italiana da un denso capitolo di Jacopo Tomatis dedicato alla scena "nazionale", snodo importante e creativo di un genere cosmopolita come pochi altri. Completa il volume una serie di foto originali di Roberto Masotti.
I primi 4 secondi di Revolver. La cultura pop degli anni Sessanta e la crisi della canzone
Gianfranco Salvatore
Libro
editore: EDT
anno edizione: 2016
pagine: 398
Lo scopo di questo libro è di dar conto di una quantità di nuovi interessi, sia culturali sia esistenziali, della generazione che si trovò a compiere vent'anni durante gli anni Sessanta, e di mostrare come tali interessi fecero diventare inadeguato il modo in cui fino a quel momento la popular music, cioè l'espressione musicale delle culture popolari urbane, aveva concepito e costruito il suo modo di esprimersi attraverso le canzoni. E la "rivoluzione" (qualcosa che gira, revolving) di una generazione attorno a questi nuovi interessi a scatenare una rivoluzione delle sue forme espressive.

