EDT: Contrappunti
Scritti teorici e polemici. Musikdrama, Del dirigere e altri saggi
W. Richard Wagner
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2016
pagine: 368
Se davvero, come Wagner affermava, separare l'artista dall'uomo è come dividere l'anima dal corpo, le migliaia di pagine di cui si compone il corpus dei suoi scritti letterari, autobiografici, teorici e polemici può costituire una preziosa via d'accesso a entrambe le parti di questa unità indivisibile e sfuggente. La raccolta di scritti che qui si propone documenta nel suo insieme tre epoche decisive nell'evoluzione del pensiero di Wagner: la fase giovanile e rivoluzionaria, intorno al 1850, le riflessioni sulla prassi esecutiva, sulla finalità dell'opera e sulla nozione di Musikdrama scritte fra la fine del 1869 e il 1872, mentre nasceva l'"ideale di Bayreuth", infine le tarde considerazioni riassuntive sulla drammaturgia musicale pubblicate mentre ferveva il lavoro alla partitura del "Parsifal". Vi si troveranno alcuni dei saggi più famosi, come il fondamentale scritto autobiografico "Una comunicazione ai miei amici", o il celeberrimo e profetico "Del dirìgere", o ancora le pagine illuminanti di "Sulla denominazione" "Musikdrama" e "Sull'applicazione della musica al dramma", fondamentali per la comprensione del suo pensiero drammaturgico. Ma se i temi e le finalità degli scritti sono diversi, su tutti aleggia la sovrana vis polemica dell'autore, presente qui come non mai: quel suo "scrivere parlando" per chiarire, giustificarsi o colpire, che alterna una passione contagiosa ad attacchi velenosi e talvolta meschini.
Debussy, la bellezza e il Novecento. «La Mer» e le «Images»
Ernesto Napolitano
Libro: Copertina morbida
editore: EDT
anno edizione: 2015
pagine: 224
Un'analisi elegante e coinvolgente di quel legame tra bellezza e modernità che Claude Debussy portò in dote al Ventesimo secolo; un legame costruito attraverso una visione musicale che sfugge alle complesse elaborazioni formali della tradizione tedesca, prediligendo l'immaginazione istantanea e puntando senza incertezze a soddisfare un principio del piacere, la felicità dei sensi. Una visione che non poteva non entrare in conflitto con la radicale inaccessibilità della bellezza professata da tanta parte del pensiero estetico novecentesco, a partire da Theodor W. Adorno, che pur riconoscendo l'importanza della lezione di Debussy per le avanguardie, rimase sempre lontano dall'ammettere la radicalità della sua rivoluzione estetica. Dopo una critica serrata alle letture più diffuse dell'opera di Debussy, da quella di Vladimir Jankélévitch tutta votata all'evocazione e al mistero, a quella strutturalista di Pierre Boulez, senza trascurare la consueta dicotomia impressionismo/simbolismo, Napolitano guida il lettore al riconoscimento di questa peculiare idea di bellezza, determinata con infallibile sapienza costruttiva da Debussy e posta al cuore della modernità, attraverso l'analisi di due opere magistrali: il trittico sinfonico "La Mer", e la raccolta pianistica delle "Images".
Gustav Malher. La vita, le opere
Henry-Louis de La Grange
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2012
pagine: 477
La musica di Mahler è al tempo stesso la più personale e una delle più universali che si possano immaginare: nessun compositore prima di lui aveva osato trasfondere nell'opera sinfonica con tanta intensità la propria esperienza biografica e spirituale, e nessuno era riuscito, così facendo, a spingere con altrettanta forza l'ascoltatore di fronte ai più profondi interrogativi sulla condizione umana. È anche alla luce di questo ambiguo rapporto fra vita e opera che la ricerca condotta per quasi sessantanni da Henry-Louis de La Grange acquista il suo ineguagliabile valore. A partire dal 1952, de La Grange colleziona infatti tutte le possibili testimonianze e fonti su Gustav Mahler, e attraverso quest'instancabile attività di documentazione e scavo dà alla luce una delle più vaste biografie mai scritte, pubblicata dapprima in francese (1979-84), e poi gradatamente ampliata e aggiornata nell'edizione inglese in quattro volumi (1995-2012). Il presente libro nasce dal desiderio di rendere disponibili i frutti di quest'opera straordinaria in uno strumento più maneggevole e compatto. In comune con il suo "fratello maggiore" ha il pregio di registrare con costanza gli avvenimenti dell'intero arco biografico mahleriano, non cercando di provare una tesi preconfezionata o di affermare un ritratto ideale, ma lasciando che l'individualità e il percorso artistico del compositore sorgano quasi naturalmente dalla conoscenza dei fatti e dei documenti, pagina dopo pagina.
Leonard Bernstein. Vita politica di un musicista americano
Barry Seldes
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2011
pagine: 233
Compositore onnivoro e capace di esprimersi in un'impressionante varietà di forme e di linguaggi, mattatore del podio brillante ed estroverso, divulgatore e conferenziere di grande fascino e sottigliezza, cantore ineguagliato dei ritmi e dell'angoscia metropolitana, Léonard Bernstein ha saputo incarnare più di chiunque altro l'entusiasmo, la fame di vita e le contraddizioni che hanno segnato il mondo artistico americano del ventesimo secolo. C'è tuttavia un aspetto della sua vita che si intreccia con ognuno di questi fili, colorandoli e rendendoli compatti più di quanto il fulgore del successo potrebbe lasciare immaginare; un aspetto finora poco indagato, se non liquidato con poche, superficiali battute: Léonard Bernstein fu, per tutta la vita, un uomo profondamente impegnato nelle battaglie politiche per le libertà civili, per la giustizia e l'eguaglianza sociale. A causa di questa sua attività fu costantemente spiato, sospettato e sabotato dal potere politico, con un accanimento che lascerà profondi segni sulla sua carriera e sulla sua personalità. In questa ricostruzione vivace e illuminante, Barry Seldes analizza per la prima volta la vita di Bernstein sullo sfondo degli avvenimenti politici e sociali dell'America nel cinquantennio che si estende dal fulminante debutto sul podio della New York Philharmonic, nel 1943, alla morte, sopravvenuta nel 1990.
Hallelujah Junction. Autobiografia di un compositore americano
John Adams
Libro: Libro in brossura
editore: EDT
anno edizione: 2010
pagine: X-311
In parte autobiografia, in parte descrizione del processo creativo, in parte ritratto della carriera di un artista di talento nell'America degli ultimi sessant'anni, "Hallelujah Junction" è un viaggio nel paesaggio musicale della vita e dei tempi di John Adams. Adams ripercorre la sua discendenza musicale risalendo all'era delle swing bands e delle grandi sale da ballo; in una di queste sale, costruita da suo nonno in una piccola cittadina turistica del New Hampshire, il padre clarinettista incontra la madre, cantante jazz, e decidono, fuggendo insieme, di affrontare una battaglia per la sopravvivenza nell'America profonda della Grande Depressione. Evoca nel dettaglio la sua infanzia musicale, la sua adolescenza nel New England, il mondo di Thoreau e di Charles Ives, con le sue bande da parata e le sue piccole orchestre, l'incontro con la grande musica sinfonica attraverso i dischi, gli studi, la decisione repentina di salire con la moglie su una vecchia Volkswagen Maggiolino per attraversare l'intera America: destinazione San Francisco, città simbolo della West Coast, emblema della vita indipendente e creativamente selvaggia per gli artisti dagli anni Sessanta. E ancora, l'incontro con la musica dei Beatles, la beat generation, la passione per la musica elettronica, la fascinazione per la musica di Cage, le delusioni delle avanguardie, il minimalismo e il suo superamento, e le esperienze che lo a diventare una delle più carismatiche figure della cultura musicale americana.
Musica per pianoforte negli Stati Uniti. Autori, opere, storia
Emanuele Arciuli
Libro: Copertina morbida
editore: EDT
anno edizione: 2010
pagine: 329
Il successo del jazz e del rock proietta da sempre una sorta di cono d'ombra sulla musica colta americana: una tradizione nata dal tronco della cultura europea, ma che radicandosi al di là dell'Atlantico si sviluppa secondo direttrici autonome e imprevedibili, modellata dal continuo confronto con mondi sonori della più varia provenienza - la musica popolare delle diverse comunità di immigrati, il ragtime, il jazz, il musical, il blues, il rock, le molte facce della cosiddetta world music. Un dialogo ininterrotto da cui trae alimento e che dà luogo a importanti ibridazioni, senza annullare una sua costante riconoscibilità. Il tutto calato in un orizzonte solcato da correnti di pensiero che seguono strade spesso lontane da quelle della mitteleuropa: dal trascendentalismo di Thoreau al New Deal, dalla diffusione delle filosofie orientali alle rivendicazioni delle minoranze fino al postmodernismo. Per addentrarsi in questo grande turbine di energia creativa e intellettuale, nel quale si potrà di volta in volta trovare tutto e il contrario di tutto, l'accademia e l'avanguardia, l'etereo e l'umanissimo, l'orecchiabile e il mostruosamente complesso, il pianoforte può essere lo strumento ideale. È la via di accesso che ci propone Emanuele Arciuli: con la confidenza del testimone diretto ci accompagna attraverso una storia traboccante di compositori di capitale importanza, di grandi maestri meno conosciuti, quanto originalissimi personaggi minori.

