Einaudi: Piccola biblioteca Einaudi. Big
La buona storia. Conversazioni su verità, finzione e psicoterapia
J. M. Coetzee, Arabella Kurtz
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2017
pagine: 135
Un grande scrittore e una psicoterapeuta si confrontano sulla necessità dell'uomo di raccontarsi e di inventare delle storie. J. M. Coetzee e Arabella Kurtz prendono in considerazione la pratica psicoterapeutica, e il suo più ampio contesto sociale, partendo da prospettive diverse, ma al centro di entrambi i loro approcci vi è il comune interesse per la verità e per le storie. Uno scrittore lavora in solitudine, ed è l'unico responsabile della storia che racconta. Il terapeuta, viceversa, collabora con i pazienti per far emergere un racconto della vita e dell'identità del paziente che sia allo stesso tempo significativo e vero. Che tipo di verità le storie create dal paziente e dal terapeuta cercano di scoprire? La verità oggettiva o quella mutevole e soggettiva dei ricordi esplorati e rivissuti durante la relazione terapeutica? Confrontandosi con le opere di grandi scrittori come Cervantes e Dostoevskij o di psicoanalisti quali Freud e Melarne Klein, e discutendo di psicologia individuale o dei gruppi (le classi scolastiche, le bande giovanili, le società coloniali), Coetzee e Kurtz propongono al lettore illuminanti intuizioni sulla nostra capacità - e difficoltà - di analizzarci e di raccontare, a noi stessi e agli altri, le storie della nostra vita.
Nell'occhio del pittore. La visione svelata dell'arte
Giuseppe Di Napoli
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2016
pagine: 325
Il soggetto che contempla un dipinto è portato a credere che lo strumento principale di un pittore sia la mano, più che il suo occhio. In verità è con il suo sguardo che il pittore lavora quasi incessantemente e comunque per un tempo incomparabilmente maggiore di quello che utilizza con i pennelli in mano. Il pittore conosce l'occhio meglio di chiunque altro, perché anche quando non dipinge con le mani continua a dipingere con lo sguardo, individuando in tutte le cose che osserva le qualità formali che in un secondo momento verranno utilizzate per configurare la loro immagine sulla tela. Per acquisire questa capacità il pittore deve farsi lo sguardo, cosi come il cantante si fa la voce, attraverso un lungo esercizio. Il pittore mentre dipinge non è altro che un occhio capace di vedere dentro il suo vedere. Fin dalla sua prima apparizione nella storia dell'umanità, l'immagine dipinta, oltre a raffigurare contenuti iconici, simbolici ed espressivi, ha sempre rivelato, in diverse modalità, gli enigmi della visione umana: l'occhio non vede mai niente, non vede mai tutto, ma vede sempre molto di più di quanto appare. L'intento di questo testo è quello di portare il lettore a guardare le cose con gli occhi dei pittori, al fine non solo di fargli comprendere meglio la loro personale poetica, ma anche di fargli fare l'esperienza di vedere attraverso l'immagine dipinta quegli aspetti e proprietà che abitualmente non vede affatto o che ignora possano trovarsi in quelle cose. La magia della pittura, infatti, ha origine sulla retina dell'occhio del soggetto che la dipinge e continua su quella dell'occhio che la contempla: è questo il luogo in cui la pittura rivela il suo mistero.
Walter Benjamin. Una biografia critica
Howard Eiland, Michael W. Jennings
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2016
pagine: 695
Walter Benjamin è stato uno dei più importanti ed enigmatici intellettuali del ventesimo secolo. I suoi scritti, che sovrappongono filosofia, teoria letteraria, analisi marxiana della società e una sorta di sincretismo teologico, sfuggono a ogni tradizionale categorizzazione. E la sua esistenza randagia e spesso in fuga dal minaccioso incalzare degli eventi ha offerto terreno ideale a ogni forma di mitologizzazione. La sua parabola intellettuale muove dal brillante esoterismo dei primi scritti ai saggi che hanno fatto di Benjamin una voce centrale della cultura di Weimar, per arrivare agli anni dell'esilio con le pionieristiche teorie sui media moderni e la nascita del capitalismo di consumo nella Parigi del secondo Ottocento. Questo percorso ha avuto luogo nel corso dei più catastrofici decenni della moderna storia europea: l'orrore della prima guerra mondiale, la surreale instabilità della Repubblica di Weimar e l'incombente ombra del nazismo. Questa nuova biografia, a firma di due tra i più affermati studiosi dell'opera dell'intellettuale tedesco, getta, al di là dei miti e del carattere frammentario della sua opera, una nuova luce su uno straordinario protagonista della cultura contemporanea. Howard Eiland e Michael W. Jennings mettono a disposizione del lettore una ricca messe di informazioni che consentono di ricostruire in modo sorprendente una vita tragicamente straordinaria.
Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura. Rovine, reliquie, rarità, robaccia, luoghi inabitati e tesori nascosti
Francesco Orlando
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2015
pagine: 547
Lo spazio e le immagini in letteratura sono meno studiati che il tempo e il racconto. Eppure ogni specie di letteratura evoca o descrive o canta cose fisiche. Non imparzialmente, però: prediligendo oggetti inutili o invecchiati o insoliti piuttosto che utili o nuovi o normali, il non-funzionale piuttosto che il funzionale; almeno negli ultimi due secoli, in contrasto con la razionalizzazione industriale e scientifica del mondo. E l'unità e varietà dei temi mediati da simili immagini era da scoprire: malinconia del caduco e comicità del frusto, suggestioni storiche ed effetto realistico, incanti di memoria e ossessioni del simbolo, elenchi magici e atmosfere sinistre, preziosi occultati e natura inospitale, elegante antiquariato e volgare Kitsch. È la materia di questo libro: monumentale atto di fiducia nell'intelligibilità dei testi appartenenti a una tradizione unica, quella occidentale. Commenti a decine, citazioni a centinaia dalle maggiori letterature antiche e moderne. Ogni testo ritrova un suo contesto in tutti gli altri, va a collocarsi entro una rete di rapporti di contiguità o di precedenza. Avviato da una riflessione sul classificare, il discorso critico dà poi vita a una curiosa e avvincente operazione classificatoria a suddividere gli oggetti desueti in categorie, di ognuna delle quali divenga possibile delineare la storia. Prefazione di Piero Boitani.
Il regno di Sicilia. Uomo e natura dall'XI al XIII secolo
Salvatore Tramontana
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2015
pagine: 501
Tra XI e XIII secolo, nel Regno di Sicilia, in virtù di una realtà storica e culturale arricchita da una circolazione particolarmente intensa di uomini e idee, acquista evidenza esemplare il progressivo declino dell'antica concezione del mondo, che considerava l'armonia di uomo e natura come regolata da forze inviolabili, alle cui leggi ogni essere vivente doveva fatalmente soggiacere. Analizzando scrupolosamente la struttura fisica del territorio, degli impianti urbani, delle strutture edilizie, Tramontana va in cerca dei rapporti specifici che legano gli uomini del tempo all'ambiente, agli animali e alle piante. Ne risulta un vasto spaccato antropologico-culturale che indaga ogni aspetto della vita umana, ricostruita a partire da vicende e ruoli, mentalità, norme della convivenza quotidiana, bisogni e desideri, abitudini alimentari e sessuali, paure e strategie di sopravvivenza. Dominare la natura, infatti, non era più un peccato, ma un miracolo. E credere nei miracoli era il primo passo per renderli possibili, e per strappare il mondo dalla sua tradizionale immutabilità.
L'eredità di Auschwitz. Come ricordare?
Georges Bensoussan
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2014
pagine: 198
Tante (forse troppe) volte commemorando lo sterminio degli ebrei perseguito dal regime nazista concludiamo con un "mai più" pericolosamente sospeso, impreciso. L'immensa barbarie della Shoah spesso ci ammutolisce, riduce le nostre parole a una balbettante invocazione e trascura di spiegare con chiarezza quanto accaduto. Ma ciò di cui la storia ha assoluto bisogno non è uno sterile "dovere della memoria": "la memoria di Auschwitz è una memoria viva, non legata al solo martirologio. La commemorazione, come l'insegnamento, non portano da nessuna parte se si limitano a far riflettere sull'orrore. La loro importanza consiste nel riesame politico e non moraleggiante della nostra civiltà", scrive Georges Bensoussan. In occasione del Giorno della Memoria, un libro fondamentale che ci invita a eludere la retorica e ad adottare un approccio critico più lucido e diretto, perfino provocatorio: la Shoah è stata un'aberrazione imprevista e unica nel corso della Storia, o piuttosto una sua inevitabile evoluzione? Postfazione di Mauro Bertani.
Mal fare, dir vero. Funzione della confessione nella giustizia. Corso di Lovanio (1981)
Michel Foucault
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2013
pagine: 344
L'avventuroso ritrovamento del corso di Lovanio conferma quale sia stato il problema che ha orientato, dall'inizio alla fine, il lavoro di Michel Foucault: quello della verità, nei suoi rapporti con la soggettività. Una verità qui declinata nella forma peculiare ed esclusiva della storia dell'Occidente, quella della confessione. Il cuore di queste lezioni, infatti, è costituito dalla ricostruzione del dispositivo che va dalle pratiche penitenziali nel cristianesimo primitivo alle procedure di veridizione di sé e sottomissione nel monachesimo cenobitico. È li, secondo Foucault, che è stato allestito un nuovo tipo di soggettività, ormai indissolubilmente legato all'obbligo di verbalizzazione della colpa commessa e al dovere di esplorazione degli arcana conscientiae, nucleo dell'inquadramento cristiano dell'esistenza individuale. Attraverso la progressiva generalizzazione ed estensione di un'ermeneutica che si mette a ricercare nel "foro interiore della coscienza" e nelle spire della concupiscenza la verità segreta dell'anima, Foucault diagnostica la nascita di una forma di governo degli individui destinata a investire la vita nella sua totalità, fino alle tecniche giudiziarie dell'età contemporanea e alle procedure di medicalizzazione dell'esistenza, origine di tutte le psicologie che pretenderanno, di lì in avanti, di decifrare i misteri dell'anima, facendoci credere che solo così potremo accedere alla libertà e alla verità...
L'impronta originale. Storia naturale della colpa ecologica
Guido Chelazzi
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2013
pagine: XI-299
Fuori e contro la natura o fatalmente legati a essa? Distruggeremo il pianeta su cui siamo nati e cresciuti, o avremo la capacità di condurlo verso nuovi e stabili equilibri? Ricostruire l'origine delle dimensioni ecologiche dell'uomo non è soltanto un esercizio intellettuale ma può ispirare la ricerca di soluzioni concrete al problema che siamo riusciti a crearci in duecentomila anni sulla Terra. Come in un processo all'uomo, questo libro ripercorre - in chiave ecologica - le tappe dell'evoluzione e dello sviluppo culturale di Homo sapiens, dal Paleolitico alla svolta della Rivoluzione industriale e oltre, per saldare l'attualità dell'emergenza ambientale alla nostra preistoria. Come è nato l'opportunismo che ci fa vivere nei climi più inospitali e sfruttare le catene trofiche di ecosistemi tanto diversi? Quando abbiamo cominciato a trasformare la flora e a eliminare le faune? Come abbiamo sviluppato la capacità di costruire originali nicchie ecologiche per intrappolarvi noi stessi e le specie che abbiamo scelto di schiavizzare? Quali sono state le prime attività umane a lasciare il segno nell'atmosfera e a modificare il clima? Un viaggio negli straordinari archivi paleoclimatici, paleontologici, archeologici e genetici che la scienza moderna ha aperto, alla ricerca delle prime impronte antropiche sugli ecosistemi del pianeta e delle premesse che ci hanno portato allo sfruttamento insostenibile delle loro risorse, per comprendere come ha avuto origine questa "colpa".
Sacre reliquie. Dalle origini del cristianesimo alla Controriforma
Charles Freeman
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2012
pagine: 346
La pratica religiosa della società medievale traboccava da ogni parte di reliquie. A ossa, sangue, latte, capelli, denti e abiti, oppure a oggetti quali la Corona di Spine agognata da Luigi IX di Francia, trasformati in sacri oggetti di culto, veniva attribuito il potere di avvicinare il credente al santo che avrebbe interceduto presso Dio per la sua salvezza. In questo libro, la prima storia generale della nascita e dello sviluppo del culto delle reliquie, Charles Freeman accompagna il lettore in un sorprendente viaggio dai primi secoli del cristianesimo all'età moderna, mostrando come la loro enorme diffusione rispondesse a esigenze specifiche della gente comune in un'epoca divisa tra luce e tenebre, in cui l'Europa soggiaceva costantemente alla minaccia di sommosse, di pestilenze e del fuoco infernale e come proprio a partire da tale culto venne organizzandosi una parte importante della cristianizzazione di Roma, del mondo antico e poi dell'intera società medievale. Lungi dall'essere semplicemente venerate, le reliquie venivano anche vendute, collezionate, perdute, trafugate, duplicate e distrutte: garantivano ottimi affari e costituivano un formidabile strumento di propaganda cui si ricorreva perfino per esibire potenza militare.
Freud e i suoi seguaci
Paul Roazen
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2011
pagine: 658
L'opera di Sigmund Freud ha rivoluzionato a tal punto la cultura contemporanea da potersi annoverare tra gli eventi capitali del Novecento. La ferrea impalcatura teoretica, la rivoluzionaria novità dell'approccio scientifico, la peculiarità del lavoro terapeutico del medico viennese, unite al magnetismo della sua personalità, sono state in grado fin da subito di attrarre seguaci e di assicurarsene in molti casi una fedeltà quasi assoluta. Rispetto all'abbondante produzione storiografica dedicata alla psicoanalisi, e in particolare al monumento agiografico Vita e opere di Sigmund Freud di Ernest Jones, Freud e i suoi seguaci di Paul Roazen possiede un'originalità di impostazione e una vivacità di esiti narrativi che l'hanno trasformato con il tempo in un punto di riferimento obbligato per la ricostruzione di quello straordinario momento di gestazione del sistema di pensiero freudiano e del suo divenire "impresa" culturale, grazie soprattutto allo sforzo congiunto del gruppo di collaboratori di cui il maestro seppe circondarsi.
Il non-so-che e il quasi-niente
Vladimir Jankélévitch
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2011
pagine: XXXII-443
Quando, alla fine degli anni Cinquanta, in una temperie storica ancora segnata dai terribili postumi della guerra, Vladimir Jankélévitch dette alle stampe Le Je-ne-sais-quoi et le Presque-rien, non furono in molti a cogliere la straordinaria forza d'impatto di un testo volutamente inattuale, perché diversamente orientato rispetto alle coordinate consolidate della riflessione filosofica. In un momento in cui gli astri di Hegel, Husserl e Heidegger rifulgevano nel firmamento della filosofia europea, Jankélévitch apriva un varco, inatteso e profondo, verso un altro orizzonte di pensiero. Nozioni apparentemente fuori del tempo come quelle di «grazia», «innocenza», «semplicità», o riferimenti desueti a Plotino, Juan de la Cruz, Graciàn o Brémond, restituiscono solo in parte la direzione di questo sguardo sagittale che taglia, con effetti ancora non del tutto sondati, il campo del sapere contemporaneo. Lontano dalle ultime filosofie della storia o dai nuovi gerghi dell'autenticità che in quella stagione ancora tenevano il campo, Jankélévitch cerca nel flusso dell'esperienza vivente il significato, e anche il mistero impalpabile, di un'esistenza esposta all'assoluta assenza di fondamenti, ma proprio perciò fermamente tenuta a un agire tanto più responsabile e vigile. Introduzione di Enrica Lisciani Petrini.
Lo sterminio degli ebrei. Un genocidio
Donald Bloxham
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 378
Il saggio affronta la Shoah secondo una logica comparatista che passa in rassegna i fattori invarianti che attraversano la storia dei genocidi. Questo approccio non invalida o relativizza l'unicità della Shoah ma, inserendola in un quadro generale, ne evidenzia una logica storicopolitica e le conferisce una maggiore intelligibilità. Di tale quadro fanno parte i massacri verificatisi nel Caucaso ad opera del regime zarista, le guerre etniche-religiose della regione balcanica, i genocidi perpretrati dalle potenze imperialiste in Africa e nel sud-est asiatico, la distruzione degli armeni e, dopo Auschwitz, le pagine atroci che hanno continuato ad essere scritte in Asia come in Africa, ancora sotto i nostri occhi. Le analisi del volume consentono di intravedere una logica d'insieme e una coerenza strategica che lega tra di loro i fattori (economici, sociali, politici, culturali) che contrassegnarono il progetto di distruzione degli ebrei durante il nazismo. La Shoah diventa cosí un punto di precipitazione finale di una storia di lunga durata, quella dei genocidi, delle biopolitiche razziali e razziste, della polizia e della discriminazione etnica in cui un'intera civiltà risulta coinvolta.

