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Einaudi: Piccola biblioteca Einaudi. Big

La dottrina pura del diritto

Hans Kelsen

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 600

La «dottrina pura del diritto» è una teoria generale del diritto positivo, cioè del diritto così come è statuito dal legislatore, e non come dovrebbe essere secondo concezioni sociologiche, etiche o politiche: è cioè una teoria del diritto depurata da elementi esterni e applicabile a qualunque singolo diritto positivo. La sua prima e sintetica formulazione risale agli anni Trenta, allorché le dittature europee obbligarono Hans Kelsen all'esilio. Nel corso dei decenni Kelsen andò arricchendo il suo disegno teorico-giuridico, che avrebbe trovato compimento nel 1960 con la pubblicazione di questo volume, con ogni probabilità l'opera di filosofia del diritto più influente del Novecento. Dopo avere tracciato i confini del diritto rispetto alla natura e alla morale, il testo di Kelsen indica le linee direttrici della scienza del diritto, distinguendo il principio di causalità (proprio della natura) da quello di imputazione (proprio del diritto). Nella 'statica del diritto' il giurista austriaco analizza la struttura della norma giuridica, mentre nella 'dinamica del diritto' spiega in che modo le singole norme siano valide in quanto conformi alle norme del livello gerarchicamente superiore: esse sono così organizzate in un 'ordinamento piramidale' ( Stufenbau ), per così dire il marchio di fabbrica della teoria kelseniana. Infine Kelsen dedica due capitoli al legame tra il diritto e lo Stato e conclude la sua teoria generale del diritto positivo analizzando il problema dell'interpretazione delle norme giuridiche.
30,00 28,50

Un volgo disperso. Contadini d'Italia nell'Ottocento

Adriano Prosperi

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 402

Chi erano i contadini delle campagne italiane dell'Ottocento? Quali furono le condizioni di vita di una classe subalterna tra tutte, tradizionale oggetto per i contemporanei di commiserazione o paura? Per la conoscenza storica i lavoratori della terra sono rimasti nell'ombra, cancellati dalla cultura dominante anche perché privi dei mezzi per farsi conoscere. In assenza di testimonianze dirette, saranno i medici condotti, obbligati a vivere tra i contadini per occuparsi della loro salute, a fornirci una preziosa testimonianza storica. Con l'obiettivo di risanare l'ambiente di lavoro e di vita della collettività attraverso il controllo dei fondamentali parametri dell'igiene: aria, acqua, suolo, la classe medica fece affiorare le condizioni di vita di quel mondo sconosciuto. Impegnati nella lotta contro le malattie epidemiche e la mortalità infantile, i medici condotti denunziarono le condizioni di vita dei contadini in numerose inchieste e statistiche realizzate dai regimi napoleonici, dall'Austria e poi, sistematicamente, dallo Stato italiano.
26,00 24,70

Spinoza sulla vita e sulla morte. Una guida filosofica

Steven Nadler

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 232

Il radicalismo delle opinioni di Spinoza intorno ai temi religiosi e biblici ha a lungo oscurato il fatto che egli si dedicò alla filosofia principalmente perché desideroso di rispondere a una delle domande piú importanti che da sempre assillano l'uomo: come condurre una buona vita e godere della felicità in un mondo dal quale è assente qualsiasi Dio provvidenziale? Collegando le idee del filosofo olandese alla sua vita e alla sua epoca, Steven Nadler ci offre un resoconto convincente di come la sua filosofia continui a essere una guida preziosa per il miglioramento della nostra esistenza. Nell'Etica, in particolare, Spinoza presenta la sua visione piú compiuta dell'essere umano ideale: la «persona libera» che, mossa dalla ragione, vive una vita gioiosa dedicata a ciò che è piú importante, ovvero migliorare se stessi e gli altri. Non turbate da passioni come l'odio, l'avidità e l'invidia, le persone libere trattano gli altri esseri umani con benevolenza attiva, generosità, senso di giustizia e carità. Ripagate dalle ricompense della bontà, godono dei piaceri di questo mondo, ma con moderazione. «L'uomo libero a nessuna cosa pensa meno che alla morte», scrive Spinoza, «e la sua sapienza è una meditazione non della morte, ma della vita».
22,00 20,90

Il sapere mitico. Un'antropologia del mondo antico

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 616

L'universo narrativo degli antichi non costituiva soltanto un serbatoio di storie appassionanti, ma anche uno strumento per costruire, trasmettere e comunicare modelli di pensiero e forme di comportamento sociale propri della cultura che lo aveva generato. Al centro dell'interesse di questo volume troviamo i temi di maggior rilevanza - l'essere umano, il divino, il genere, lo spazio e il tempo... - che emergono dai miti e dai racconti dei Greci e dei Romani. Tutti questi temi sono analizzati secondo una prospettiva antropologica e organizzati in modo da consentire una visione sinottica delle corrispondenze - e delle non meno significative differenze - tra le «mappe concettuali» delle due civiltà. Troppo spesso, infatti, le due culture sono ancora trattate come un unicum indistinto e confuso, nel quale la civiltà romana viene sistematicamente descritta come una copia sbiadita del supposto originale greco. Negli innumerevoli racconti di cui questo libro si compone, narrazione e conoscenza si intrecciano, per spalancare altrettante finestre sul mondo affascinante della cultura antica.
30,00 28,50

Il bianco e il negro. Indagine storica sull'ordine razzista

Aurélia Michel

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 312

Questo libro, pensato per un vasto pubblico, analizza il ruolo rilevante che la schiavitù ha ricoperto nella costruzione del mondo moderno e il peso che essa continua ad avere nelle nostre società. Aurélia Michel ripercorre nell'arco di quasi cinque secoli le tappe principali che hanno portato dalla schiavitù mediterranea, e poi africana e atlantica, al processo di colonizzazione europea nei diversi continenti, allo scopo di fornire le chiavi storiche della definizione dell'ordine razziale, di cui svela le basi economiche, antropologiche e politiche. Coinvolgendo le idee di libertà, uguaglianza, lavoro e le nostre stesse identità, la storia della schiavitù smaschera l'ordine razziale che ancora governa il nostro mondo.
24,00 22,80

Questa è architettura. Il progetto come filosofia della prassi

Marco Biraghi

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 200

Da sempre l'architettura si fonda su una complessa interazione tra la mente e gli aspetti legati alla sfera dei sensi. Da questo punto di vista, un contributo fondamentale lo ha fornito la mano, mediatrice dell'idea attraverso il disegno, e capace in taluni casi di darle direttamente forma mediante un'azione mimetica. In ciò l'architettura rivela di non essere affatto riducibile a mera astrazione, ma di avere a che fare con il corpo. In un'epoca come l'attuale, che tende a sottoporre ogni processo produttivo a una drastica razionalizzazione, non è facile mantenere vivo questo accordo. E non soltanto perché oggi la progettazione è inevitabilmente regolata da programmi di disegno automatizzato. Sempre più spesso nelle società dominate da un capitalismo finanziario smaterializzato l'architettura si limita a soddisfare le esigenze del mercato, al più considerata come la nobile ereditiera di un illustre passato. Ciò impone all'architetto di rispondere a un duplice appello. Se da un lato deve prendere coscienza del ruolo di intellettuale e non di semplice tecnico, dall'altro deve difendere un modo di pensare e organizzare lo spazio e la materia che ne custodisca il rapporto con quella prima radice a cui sono sempre stati connessi: il tempo. Un'architettura che davvero riesca a farsi forma concreta di queste problematiche può proporsi come rimedio per le società odierne, ammalate della carenza di un agire e sentire collettivo. È in tale prospettiva che la pratica dell'architetto dovrebbe guardare al di là dei modelli di operatività puramente esecutiva, riattingendo a una filosofia della prassi, dove il pensare e l'agire sono inestricabilmente connessi.
20,00 19,00

Morte e pianto rituale. Dal lamento funebre antico al pianto di Maria

Ernesto De Martino

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: LXXVIII-374

In questo libro Ernesto De Martino risale alle radici dell'esigenza umana di rifiutare la morte nella sua scandalosa gratuità e, di riflesso, procurare al defunto una «seconda morte» culturalmente definita, mediante il ricorso a determinate pratiche rituali. Tra queste, l'istituto del lamento funebre, rivolto ai vivi non meno che ai defunti, poiché la piena del dolore rischia di compromettere l'integrità della presenza dei sopravvissuti. Qui sta la funzione più profonda del pianto rituale, che non cancella la crisi del cordoglio ma l'accoglie in sé, trasformandola in disciplina culturale capace di mantenere il pathos al riparo dall'irruzione della follia. In ciò risiede la sua umanissima sapienza, il cui valore trascende i limiti storici di diffusione del fenomeno, e al quale s'abbandona persino la Madonna al cospetto della morte del Figlio, nonostante l'accesa polemica cristiana contro il costume pagano. Dall'analisi del fenomeno, ridotto allo stadio di «relitto folklorico», scaturisce il bisogno di estendere l'analisi alle antiche civiltà agrarie del Mediterraneo, al cui interno l'istituto del lamento funebre visse la stagione del suo massimo splendore, fino al progressivo declino, causato dallo scontro con il cristianesimo trionfante. De Martino si interroga infine sul problema della risoluzione laica della crisi del cordoglio, e l'"Atlante figurato del pianto" riflette mediante un sapiente uso delle immagini l'affascinante itinerario dell'Autore, che sollecita un confronto con l'Atlante "Mnemosyne" di Aby Warburg.
29,00 27,55

La moda contemporanea. Volume Vol. 1

Fabriano Fabbri

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 336

Questo libro racconta la storia della moda indagando al contempo sul senso stesso del vestire e sul significato della «firma», sul potere plasmante dell'abito e sulla sua densità artistica e culturale. Con stile elegante e vivace, l'autore ricostruisce l'universo frammentario della moda analizzando i protagonisti e le principali poetiche del firmamento vestimentario, senza limitarsi alle celebrità delle passerelle e recuperando anche le figure dimenticate dalla storia. Ricco di continui riferimenti all'arte contemporanea, alla letteratura e alla filosofia, che danno vita a un gioco d'insieme di forte suggestione, "La moda contemporanea" propone una chiave di lettura originale e innovativa, e costituisce uno strumento indispensabile per studenti, operatori e tutti gli appassionati della materia.
33,00 31,35

La guerra-mondo (1937-1947)

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2018

pagine: 1990

Cinquanta storici, filosofi e scienziati della politica, di generazioni e nazionalità diverse, raccontano la seconda guerra mondiale animati da un triplice intento: mostrare che la guerra si estese al mondo intero, dedicando particolare attenzione all'Africa e all'Asia; sottolineare che tale processo di mondializzazione modificò categorie e rappresentazioni spaziali e temporali; rimarcare infine che essa costituì un universo del tutto a sé stante. L'opera è divisa in quattro parti: La guerra per partito preso, ossia le modalità politico-strategiche di concepire e condurre le operazioni; Fare e inventare la guerra, dedicata alle forme inedite di una guerra ideologico-militare, che implicò sia il genocidio degli ebrei sia le inaudite violenze perpetrate nei confronti della popolazione civile sul fronte orientale; Vivere la guerra, ovvero i modi secondo i quali si «abitava il mondo» mentre il conflitto armato sconvolgeva le più ordinarie esperienze della quotidianità; Le eredità della guerra, allorché il sistema internazionale si decolonizzò, dotandosi di nuove strutture finanziarie e monetarie, ma anche filosofiche e giuridiche (i diritti dell'uomo e la definizione dei crimini contro l'umanità).
64,00 60,80

Prismi. Saggi sulla critica della cultura

Theodor W. Adorno

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2018

pagine: 300

In questo volume Adorno raccolse i migliori saggi di quella che fu la sua stagione più felice: gli anni della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. Al centro sta il discorso sulla «crisi della civiltà», e l'indagine sulla validità di questo discorso, di cui Adorno accetta i fermenti negativi e rifiuta le soluzioni nostalgiche o disfattiste. Il saggio iniziale sulla critica della cultura, quelli finissimi su Spengler, Veblen, Huxley e la stroncatura della sociologia del sapere di Mannheim si leggono come critiche definitive di quei prototipi del pensiero conservatore di cui la cosiddetta cultura di destra ripeteva stancamente i motivi. Ma questa tematica di fondo si rifrange nei «prismi» lumeggiando, oltre alla sociologia, anche gli altri campi in cui Adorno era maestro: filosofia, musica, letteratura. È anzi qui che emergono le figure a lui più care: quelle di coloro - Schönberg, Benjamin, Kafka - che seppero fissare il volto della Medusa senza abdicare alla ragione, e misurare fino in fondo l'abisso per affermare l'esigenza dell'utopia.
25,00 23,75

Politica e negazione. Per una filosofia affermativa

Roberto Esposito

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2018

pagine: 200

Il libro ricostruisce la genealogia del reciproco avvitamento tra negazione e politica. Il primo capitolo percorre l’intensificazione della categoria di negazione nel pensiero di cinque intellettuali di diversa formazione – Schmitt, Saussure, Freud, Heidegger e Kojève. Il secondo capitolo analizza la piega negativa di alcune tra le fondamentali categorie politiche moderne – quelle di sovranità, proprietà, libertà, popolo. Ciascuna di esse è stata costruita non in forma positiva, ma come l’esito della negazione del proprio opposto. Il capitolo conclusivo propone una possibile nozione affermativa di politica, intesa non come rimozione del negativo, ma come sua riconversione nei termini positivi della "differenza", della "determinazione" e dell’"opposizione". Gli autori da cui muove il discorso sono soprattutto Spinoza, Nietzsche e Deleuze, interpretati spesso non secondo la loro ricezione abituale e ricondotti all’orizzonte di pensiero elaborato dall’autore in questi anni.
22,00 20,90

Ius. L'invenzione del diritto in Occidente

Aldo Schiavone

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2017

pagine: XVI-586

Torna, in una nuova edizione arricchita e rivista, un libro che, in un decennio, è diventato un punto di riferimento e quasi un classico, tradotto in inglese, francese, spagnolo. Il diritto è una forma di disciplinamento sociale che ha invaso la modernità, ma la sua nascita rimanda per intero alla storia di Roma. Aldo Schiavone ricostruisce questa vicenda con passione e lucidità, seguendone la trama attraverso i secoli e muovendosi dalle origini più remote sino alle soglie del mondo tardoantico. Un vasto affresco storico e un serrato saggio d'interpretazione sui tratti fondamentali della macchina giuridica occidentale e del discorso che le si è costruito intorno: il formalismo, la pretesa neutralità, i rapporti con il potere politico. Ambienti, personaggi, quadri concettuali, ideologie che hanno segnato la nostra storia e che qui sono analizzate in un continuo contrappunto tra antico e moderno, tra pensiero romano e tradizione europea
30,00 28,50

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