ES: Biblioteca dell'eros
Il giardino profumato
Muhammad An-Nafzawi
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2009
pagine: 143
Uno dei tratti distintivi dell'Islam rispetto alle altre religioni è la massima attenzione con la quale considera e regolamenta tutti gli aspetti della vita pubblica e privata, nessuno escluso. Nella cultura islamica, in particolare, neppure il sesso viene guardato con riprovazione o imbarazzo; esso, al contrario, fa parte a pieno titolo della vita del credente, ed anzi il suo corretto e sano esercizio è uno degli elementi caratterizzanti quell'"imitatio Prophetae" cui tendono i musulmani più osservanti. "Due cose amo del vostro mondo: i profumi e le donne" e "Il coito è contemplato nella Legge; dunque, chi segue questa pratica quello " si trova affermato tra i Detti del Profeta. Ma tale pratica, beninteso, va al pari delle altre minutamente e severamente regolamentata, al fine d'essere, al contempo, conforme allo scopo e gradita a Dio. È dunque per questo che nei secoli successivi all'Egira vengono compilate e diffuse, nel mondo islamizzato, opere di precettistica sessuale in gran copia. Il loro fine è di insegnare ai credenti come integrare armonicamente il sesso con gli altri aspetti dell'esistenza e soprattutto con la fede.
Il vangelo di Eros
Florence Dugas
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2009
pagine: 201
Con "Il vangelo di Eros" si conclude la pubblicazione della trilogia erotica della giovane scrittrice francese Florence Dugas. Situazioni e personaggi sono quelli già noti ai suoi lettori: sesso oltre ogni limite, omosessualità femminile, pratiche sadomasochistiche, incesti, situazioni estreme descritte in modo violento.
Tu, in agguato sotto le palepebre
Sebastiano Grasso
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2009
pagine: 136
"Sapete che cosa di lui, come artista, mi ha conquistato? La sua, forse fatale per un siciliano di nobili origini, passione per la passione, l'erotismo dagli accenti classici e metropolitani (una panacea contro l'impotenza del mondo) di questo simpatico, inguaribile e sensuale malandrino, qual è mio fratello Sebastiano. Le poesie di Grasso, benché i protagonisti, che non sono poi così giovani, si graffino e si mordicchino come cuccioli, alla fine hanno dato vita a un vero libro di avventure" ha scritto Evgenij Evtushenko nella prefazione all'antologia russa, tratta da "La cenere ringrazia della brace e della favilla" (2007), che riunisce le 210 poesie dei quattro libri precedenti, dedicati alla stessa donna. Ed ecco che ora il "libro di avventure " si arricchisce di un altro capitolo. Le 90 poesie di "Tu, in agguato sotto le palpebre" segnano una nuova tappa; suona un altro gong su una vicenda sempre aperta, come ha evidenziato José Saramago nella versione spagnola de "Il talco sotto le ballerine". Adesso, però, c'è come un bagliore in questo moderno canzoniere. Cambiano anche i moduli stilistici. Si passa dall'osservazione psicologica dei fenomeni amorosi alla ricerca di tracce fisiche e insieme di metafore per raccontare e catturare la presenza che nella memoria si coglie in frammenti di vita quotidiana."
Lettere d'amore a Barbara Leoni
Gabriele D'Annunzio
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2008
pagine: 238
Quello che, tra il 1887 e il 1892, legò Gabriele D'Annunzio a Barbara Leoni è, per concorde opinione di tutti, "il più grande amore" del poeta: un amore appassionato tra un ventiquattrenne d'assalto e una bella trasteverina, che ebbe come sfondo la Roma di fine secolo, Francavilla e Napoli; un amore che improntò di sé cinque anni della vita del poeta, stimolando, direttamente o indirettamente, tutte le sue opere di quel periodo, e distrusse per sempre la vita della donna. L'intera vicenda ci è testimoniata in tutti i suoi particolari dalle lettere - oltre mille - che D'Annunzio scrisse all'amante: lettere in cui l'immediatezza della passione è espressa con una assoluta eleganza di scrittura, anche nei momenti di più intenso erotismo. Quelle raccolte in questo volume, quasi tutte inedite, sono scelte tra le più appassionate e sensuali.
I nuotatori
Giulia Fantoni
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2008
pagine: 124
"Lui preparava la canna a casa, e ce la fumavamo nel parcheggio o lì vicino. Poi entravamo in piscina, e l'effetto del fumo cresceva mentre mi cambiavo. Era una cosa fantastica. Una delle cose più belle della mia vita. Lo vedevo che mi nuotava di fianco e mi sembrava di essere in ciclo con lui. Un azzurro che non finiva mai. E l'acqua intorno, l'acqua addosso, sopra e sotto e di fianco, l'acqua da tutte le parti che sembrava un vetro liquido che si apriva con la spinta delle braccia e delle gambe e si richiudeva subito intorno a me, io dentro l'acqua e l'acqua intorno a me, tutta su tutti i minimi spazi della mia pelle, millimetro per millimetro. Era come un abbraccio. Mi veniva in mente quando facevamo l'amore e lui mi abbracciava e io abbracciavo lui e me lo sentivo dentro, l'acqua dappertutto come una persona immensa intorno a me e dentro di me, un abbraccio da tutte le parti in una cosa che sembrava acqua e poi sembrava lana e poi sembrava di tutto e mi sosteneva, sentivo il corpo appoggiato sopra questo materasso sconfinato e mi muovevo sul materasso e dentro il materasso". (Giulia Fantoni)
Amleto e Edipo. Seguito da «Amleto e Freud» di Jean Starobinski
Ernest Jones
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2008
pagine: 166
"Il tema dell'assassinio del padre è centrale nell' Amleto, che Jones sviscera qui con tutti gli strumenti ermeneutici di cui dispone. Il gran pregio di questa analisi, e il motivo principale del suo persistente interesse, sta nei suoi procedimenti associativi: Amleto conduce a Shakespeare, che conduce a Freud, che conduce a Edipo, che conduce ad Amleto. Jones precisa la struttura edipica di Amleto, con le sue specifiche peculiarità: come potrebbe il principe di Danimarca vendicare il padre, quando l'assassino (lo zio), che ha sposato la vedova della vittima (la madre), non ha fatto altro che realizzare in sua vece i suoi desideri più segreti? Il conflitto, situato alla radice stessa della sua psiche, lo blocca e lo distrugge. [...] Muovendo da Jones, Starobinski può procedere oltre, e guidarci, nel magistrale saggio qui riportato, da Amleto e Shakespeare a Freud, fornendoci nuovi lumi sull'elaborazione del complesso di Edipo. Ci si rende qui conto, ancora una volta, in quale misura la formazione culturale e letteraria di Freud abbia costituito una sorta di contrappunto alla sua esperienza clinica." (dallo scritto di Paolo Caruso)
L'abate C.
Georges Bataille
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2008
pagine: 156
L'esperienza è "un viaggio ai limiti del possibile umano", e il suo principio è il "non-sapere". Lo spirito è messo a nudo nella tensione che spezza le regole del sapere abituale. In questo senso, è proprio la nudità senza riserve che mette di fronte a questo estremo possibile: all'estensione assoluta, che non può più nemmeno essere detta, o articolata. Solo il "sacrificio" della parola nella poesia può forse trovare una forma per un'esperienza che rimarrebbe, altrimenti, puramente estatica, per sempre perduta nell'indicibile. Solo la letteratura, se non può dire la morte, se non può descriverne l'esperienza, può darci di essa il sentimento. Anche nell'"Abate C". Bataille torna sul problema della scrittura: quello che essa afferma e quello che essa cancella. Solo nella scrittura è possibile legare "intimamente l'affermazione alla negazione". Credo che il segreto della letteratura sia questo, e che un libro sia bello solo se abilmente ornato dell'indifferenza delle rovine". La storia è senza esito, e dunque si svolge all'interno dell'universo claustrofobico e rovinoso della scrittura. Il pacco di lordura che l'Abate lascia sotto le finestre di Éponine, la colata escrementizia, il furore, la malattia danno un senso di soffocamento mescolato a "un'illimitata impudicizia fatta di grida, di escrementi". La poesia è l'uscita dai sentieri del logos abituale, ma è anche la tomba, in cui tutto si avvolge in una spirale infinita senza uscite. (Dallo scritto di Franco Rella)
Lettere d'amore a Louise Colet 1846-1848
Gustave Flaubert
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2008
pagine: 239
"Ho seno, collo e spalle di grande bellezza. La pettinatura (di un castano chiarissimo, bionda al tempo della mia infanzia), composta di lunghissimi boccoli che ricadono sulle tempie, velano le gote e scendono fino alle spalle, mi attira molti complimenti. Ho la fronte alta, ben fatta, molto espressiva, le sopracciglia folte e finemente disegnate, gli occhi azzurro cupo, grandi, bellissimi quando ardono al fuoco del pensiero e delle sensazioni". Ecco l'autoritratto che Louise Colet consegna al suo diario, il 14 giugno 1845. Un anno dopo, tra questa donna e Gustave Flaubert nasce una relazione, tenera e tempestosa. Ventiquattrenne, "di una bellezza eroica", Gustave trova in Louise "la sola donna che ho amato e che ho avuto". Trentaseienne, già amante del filosofo Victor Cousin, Louise crede, romanticamente ostinata, alle ragioni del cuore. Sono entrambi scrittori, l'una di qualche fama, l'altro appena agli inizi. Sono entrambi legati a un nucleo familiare, lei a un marito e a una figlia, lui a una madre. La loro vicenda è un ininterrotto tentativo di trasformare gli equilibri tra la "generosità" di un grande amore che diventa per Louise il centro della vita, e l'"avarizia" di un amore che per Gustave ha un posto ben definito tra gli affetti, le amicizie, i progetti di viaggi esotici e il sogno d'Arte che ne domina l'esistenza. Di questa storia d'amore lettere mostrano giorno per giorno la traccia fresca.
Josefine Mutzenbacher, ovvero la storia di una prostituta viennese da lei stessa narrata
Felix Salten
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2008
pagine: 233
Tra le divinità, o forse meglio i demoni, che governavano la Vienna di fine secolo, il ruolo centrale tocca sicuramente a Eros; e il corteo delle sacerdotesse del dio si apre con un tipo costante e codificato, il "süsses Mädel", la ragazza dei sobborghi, inesperta e accesa, che si brucia precocemente le ali cedendo all'ufficialetto o all'aristocratico elegante. Se la nostra fantasia colloca il "mito asburgico" sotto il segno della leggerezza, questo è un libro che rimanda alla dimensione del concreto, alla dialettica inequivocabile del più diretto dei rapporti umani, l'incontro sessuale. Questa Josefine Mutzenbacher è un'incarnazione del süsses Mädel con cui ha in comune l'ambiente e i condizionamenti, con la differenza che dall'estrazione proletaria ha imparato precocemente che il proprio corpo, una donna, se vuole innalzarsi, deve venderlo non donarlo, e che i maschi, ombre interscambiabili, diventano pericolosi solo se una se ne innamora. Una provocazione che diventa poi scandalo, quando si scopre che l'anonimato sotto il quale apparve il libro (nel 1906) cela un notissimo scrittore, Felix Salten, autore di un classico della letteratura giovanile, la storia di "Bambi", che più tardi, emigrata insieme con l'autore in Svizzera al tempo dell'invasione dell'Austria da parte dei nazisti, sarebbe stata firmata Walt Disney, in un film d'animazione.
Ritorno a Roissy
Pauline Réage
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2007
pagine: 106
"Ritorno a Roissy" è la continuazione di "Histoire d'O" che ha due distinti finali: il ritorno nel castello di Roissy o il suicidio della protagonista, come definitivo annullamento. Ritorno a Roissy è la soluzione più logica, nell'ordine delle cose e degli accadimenti. Sir Stephen prostituisce O sempre più apertamente, sempre meno curandosi di lei. Svanito l'alone magico della passione cui tutto O ha sacrificato, appare il vero significato della sua avventura. Il ritorno a Roissy è praticamente l'internamento in un bordello di lusso di O, che sempre più si degrada sino ad annullarsi in oggetto delle passioni più basse, più vergognose.
Breve storie delle natiche
Jean-Luc Hennig
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2007
pagine: 187
"È questo il primo saggio che, per quanto mi risulti, sia mai stato dedicato alla storia delle natiche. O, più precisamente, alle loro rappresentazioni immaginarie. Alcune culture hanno esaltato questa parte della nostra anatomia, come dimostrano la statuaria greca o le danze sacre dell'India. In Europa, il discredito di cui le natiche sono state oggetto risale ai primi secoli del Cristianesimo, con la condanna della carne da parte di san Paolo e successivamente con i canonisti del Medio Evo. Bisogna attendere il Rinascimento italiano e il Settecento libertino perché venga riconosciuta alle natiche qualche virtù, e prima tra tutte la bellezza. Dagli affreschi di Michelangelo ai recentissimi CD-ROM, ho cercato di esplorare le figure di questa "metà dell'umanità" rimasta per lungo tempo nascosta. Ritengo che se oggi si assiste a una rivalutazione delle natiche, questo dipenda dalla loro rotondità piena e simmetrica, dalle loro masse carnose ed equivoche, che ci rassicurano, ci infondono fiducia nella vita. Esse sono contemporaneamente un eufemismo del sesso e un interrogativo inquietante: ragazza o ragazzo? Non si è mai certi. È facile prendere abbagli con le natiche. In una società in cui tutti gli oggetti tendono ad arrotondarsi, le natiche rientrano in un'estetica dolce, liscia, lievemente erotica, e riassumono con grazia e umorismo impareggiabili la nostra cultura". (Jean-Lue Hennig)
Poesie erotiche
Johann Wolfgang Goethe
Libro: Libro in brossura
editore: ES
anno edizione: 2007
pagine: 153
Per tre volte Goethe si dedica alla letteratura erotica (verso il 1775, 1790, 1810). Ogni volta la scelta dei temi è forse dovuta anche a crisi produttive di una certa lunghezza. Ogni, volta la scrittura erotica rappresenta uno stimolo per il poeta stesso e al contempo per la totalità delle sue composizioni. Sembra quasi che per lui la scrittura erotica come segno del desiderio tocchi anzitutto l'essenza della lingua. Ma se il carattere determinante dei segni consiste nel loro definire una carenza di realtà, allora i segni del piacere come segni del desiderio sono segni assoluti. Per il poeta classico il corpo dell'amata diventa, "sottomano", il corpus dei suoi scritti. Quando la mano vuoi essere tenera, eccola registrare sul corpo della donna il metro dell'arte poetica: " Spesso ho composto poesie proprio tra le sue braccia, scandendo con dita leggere l'esametro sul dorso di lei". (Dallo scritto di Andreas Ammer)

