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Exòrma: Quisiscrivemale

La donna che pensava di essere triste

Marita Bartolazzi

Libro: Copertina morbida

editore: Exòrma

anno edizione: 2017

pagine: 149

In una città senza tempo e senza nome, la donna che pensava di essere triste cerca chi possa cucirle la coperta di tristezza di cui ha bisogno. Una piccola folla di personaggi, non si sa se reali o immaginari, si rivela più prodiga di consigli che di aiuto: animali parlanti, sarti collezionisti, figli che abitano in un trafficato supermercato dei sogni, un monumento di bronzo annoiato e girovago. In aggiunta a tutto questo le giornate si popolano di presenze che sembrano avere le sembianze della protagonista. Parti di lei che si sono staccate in un tempo dimenticato continuando a vivere da sole, per conto loro, scelgono quel preciso momento per riapparire. Anche le notti sono ricche di avvenimenti: sogni, visioni, incontri si susseguono. Il racconto si snoda pienamente nella realtà e allo stesso tempo in una leggera, impercettibile, perfetta sfasatura. In un'epoca in cui quello che è vero sembra non avere più alcun privilegio sul falso, questo libro ci propone l'accesso a un mondo "diversamente credibile", come sempre ha fatto la letteratura: uno dei tanti mondi che affiancano le nostre giornate affannate e distratte. Un racconto-labirinto scritto in una lingua all'apparenza pacata, talvolta teneramente comica e malinconica, un'indagine che svela i retroscena nella vita di una donna volutamente qualsiasi e ci rammenta che dove crediamo di percepire qualcosa, spesso stiamo solo ricordando.
13,50 12,83

L'esilio dei moscerini danzanti giapponesi

Marino Magliani

Libro: Libro rilegato

editore: Exòrma

anno edizione: 2017

pagine: 180

Magliani delinea una narrazione sentimentale dei luoghi ripercorrendo gli anni dell’infanzia di una Liguria quanto mai simile al Portogallo in quel senso condiviso di estremità, la giovinezza nelle isole di plastica spagnole e gli inverni interminabili in Olanda. La narrazione si nutre dell’equilibrio tra il peso che ha l’infanzia, definita un “giacimento segreto di entusiasmo”, e il ruolo dell’immaginazione. Da qui prende forma un’idea di geografia slegata dai nomi reali dei luoghi e per comprenderla occorre calarsi nella dimensione dell’infanzia, quando non si è capaci di leggere le cartine geografiche e si riesce, così, a custodire quella sapienza primordiale che lega ai propri ricordi e desideri immagini del tutto personali dei luoghi.
14,50 13,78

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