Meltemi: Gli anelli di Saturno
Lo sguardo ritratto. Thomas Bernhard tra parola e immagine
Micaela Latini
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 186
Perché da trent’anni un uomo trascorre le sue mattinate, a giorni alterni, nel chiuso di un noto museo di Vienna, dinanzi a un ritratto del Tintoretto alla ricerca ossessiva di un “errore palese”? Da questa interrogazione di natura estetica prende le mosse Lo sguardo ritratto, uno studio dedicato a uno dei più significativi romanzi di Thomas Bernhard (1931-1989): Antichi Maestri. Commedia (1985). Le considerazioni portate avanti investono alcuni dei nodi teorici intessuti nella trama del romanzo, da intendersi come riflessione globale sull’arte: la problematica dell’auraticità artistica nel mondo della riproducibilità tecnica; la polarità tra totalità e frammento; la dialettica tra perfezione e fallimento. Soprattutto, al centro del volume è il peculiare dispositivo della visione: una fuga di sguardi che fa da pendant a quell’orchestrazione della scrittura su tre punti che costituisce la sigla più propria della narrazione bernhardiana. Lo sguardo ritratto è il perno di quest’architettura.
Metamorfosi dell'intelligenza. Che fare del nostro Blue Brain?
Catherine Malabou
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 170
Non trovando una definizione per l’intelligenza, gli psicologi hanno cominciato a misurarla; dopo il fallimento dei test di misurazione, i biologi l’hanno allora cercata nei geni; ma, poiché la genetica restava silenziosa, è stato il cervello stesso con il suo sviluppo epigenetico a costruire il nuovo laboratorio della mente. Oggi, l’intelligenza autorizza la propria simulazione con i chip sinaptici: i programmi Human Brain e Blue Brain hanno mappato il cervello umano nella sua interezza, fino a produrre una coscienza artificiale in grado di auto-trasformarsi accedendo al proprio codice sorgente. Superando le posture tecnofobiche oggi diffuse, Metamorfosi dell’intelligenza ingaggia un dialogo tra autonomia e automatismo, mostrando il ruolo che il concetto di intelligenza può ancora giocare nel prolifico dibattito sulla democrazia sperimentale.
La passione di Venere. Esperienza estetica e bellezza
Ugo Morelli, Emanuela Fellin
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 194
La bellezza non si risolve solo nello sguardo, sebbene appaia immediato il primato dell'occhio. E se questo vuole la sua parte, resta comunque una parte. Di bellezza si vive perché a essere coinvolto è tutto il corpo, con il cervello che contiene e la mente che ne emerge: tutti i nostri sensi, nella loro collaborazione sinestetica, danzano col mondo mentre esso risuona in noi. In quell'accoppiamento che richiama la comunanza originaria col vivente possono esserci - e ci sono - esperienze che ampliano il senso del possibile, che estendono ciò che sentiamo, che aumentano quel che siamo e pensiamo di essere. Se l'estetica non riguarda solo l'aspetto esteriore delle cose, ma attiene al nostro legame col mondo, l'esperienza di bellezza ne è la fonte e il codice: un codice affettivo, emozionale, che collega mondo interno e mondo esterno con la mediazione del principio di immaginazione. L'estensione di sé negli spazi aperti della nostra imperfezione e incompletezza concede la possibilità di accedere al senso della verità di ognuno e sostiene la via della propria individuazione e il coraggio di essere. La bellezza rivela ciò che senza la sua esperienza non avremmo sentito e incontrato e, allo stesso tempo, per farlo, rivela, pone un nuovo velo, una nuova soglia, una nuova domanda che prima di quell'esperienza non saremmo stati in grado di porci.
Di bellezza si vive. Estetica delle relazioni ed estensione del sé
Ugo Morelli, Emanuela Fellin
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2021
pagine: 194
La bellezza non si risolve solo nello sguardo, sebbene appaia immediato il primato dell'occhio. E se questo vuole la sua parte, resta comunque una parte. Di bellezza si vive perché a essere coinvolto è tutto il corpo, con il cervello che contiene e la mente che ne emerge: tutti i nostri sensi, nella loro collaborazione sinestetica, danzano col mondo mentre esso risuona in noi. In quell'accoppiamento che richiama la comunanza originaria col vivente possono esserci - e ci sono - esperienze che ampliano il senso del possibile, che estendono ciò che sentiamo, che aumentano quel che siamo e pensiamo di essere. Se l'estetica non riguarda solo l'aspetto esteriore delle cose, ma attiene al nostro legame col mondo, l'esperienza di bellezza ne è la fonte e il codice: un codice affettivo, emozionale, che collega mondo interno e mondo esterno con la mediazione del principio di immaginazione. L'estensione di sé negli spazi aperti della nostra imperfezione e incompletezza concede la possibilità di accedere al senso della verità di ognuno e sostiene la via della propria individuazione e il coraggio di essere. La bellezza rivela ciò che senza la sua esperienza non avremmo sentito e incontrato e, allo stesso tempo, per farlo, rivela, pone un nuovo velo, una nuova soglia, una nuova domanda che prima di quell'esperienza non saremmo stati in grado di porci.

