Mondadori: Vivavoce
Me
Elton John
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2019
pagine: 376
Quella di Elton John è una vita straordinaria, costellata di incredibili alti e bassi. Finalmente ha deciso di condividerla con noi, senza reticenze, nei suoi momenti più spassosi ma anche in quelli più difficili, a partire dall'infanzia nel sobborgo londinese di Pinner e dal complicato rapporto con i genitori. Reginald Dwight, questo il suo vero nome, era un bambino timido con l'improbabile sogno di diventare una stella del pop. All'età di ventitré anni si esibì nel suo primo concerto in America, di fronte a un pubblico sbalordito dal suo abbigliamento: salopette giallo canarino, maglietta coperta di stelle e scarponi con le ali. Era nato Elton John, e il mondo della musica non sarebbe stato più lo stesso. "Me" è un racconto pieno di eccessi e colpi di scena: dal rifiuto delle prime canzoni scritte con l'amico Bernie Taupin alle follie da superstar in cima alle classifiche; dall'amicizia con John Lennon, Freddie Mercury e George Michael ai balli con la regina; dai tentati suicidi alla tossicodipendenza che, all'insaputa di tutti, lo avrebbe tormentato per oltre un decennio. Con il suo tono schietto e appassionato, Elton John ci parla del suo percorso di disintossicazione e della creazione della AIDS Foundation, delle vacanze con Versace e del funerale della principessa Diana. Racconta come ha conosciuto il vero amore grazie a David Furnish e descrive l'esatto momento in cui ha compreso di voler diventare padre, stravolgendo ancora una volta la propria vita.
Questi sono i Nomadi e io sono Beppe Carletti
Beppe Carletti, Marco Rettani
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 150
Novellara. Ago. Banda. Balera. Musica. Dopoguerra. Fisarmonica. Alberto Salerno. Io vagabondo. Francesco Guccini. Cantagiro. Morte. Concerti. Fiorello. Mogol. Festival di Sanremo. Premio Augusto Daolio. Nico e i Gabbiani. Io voglio vivere. Discoteche. Masone. Popolo nomade. Beppe Carletti festeggia i suoi cinquantacinque anni di carriera facendo riaffiorare alla mente tutte le cose – le belle e le brutte – che hanno segnato la storia della leggendaria band che si chiama Nomadi. Lo fa in questo libro come gli succede di solito: finito il concerto, mettendosi alla guida dell'automobile verso casa e infilando la marcia dei ricordi fra un caffè all'autogrill e il sorpasso di un camion. Come sempre, come ogni singolo giorno da quel 7 ottobre 1992, non è solo. Dall'altra parte dei suoi pensieri silenziosi c'è Ago, il suo migliore amico, il suo frontman, l'artista curioso e gentile dalla voce di tuono, l'altro sempre nomade. È con lui che Carletti dialoga, pensa e si sfoga, rivivendo gli inizi nei clamorosi anni Sessanta, quelli con i "capelli che portiam" in cui Dio pareva essere morto, fino ai giorni odierni. In questo dialogo notturno Carletti parla delle origini dei sogni, della gavetta, del successo. Poi della morte di Daolio e del tempo delle scelte: dare o non dare una seconda vita ai Nomadi? Venticinque anni dopo, migliaia di concerti dopo, centinaia di canzoni dopo, la domanda appare pleonastica. Ma in quelle settimane di lutto e smarrimento non lo fu per niente. Tante persone, a partire da Rosanna, compagna di Augusto, erano per chiuderla. Ma per fortuna e per cocciutaggine Beppe Carletti pensò che il modo migliore per onorare il sogno di due ragazzi di campagna era proprio quello di continuare. A oggi sono ventitré i musicisti che si sono avvicendati agli strumenti e ai microfoni della band, diventando, come per magia, Nomadi dentro. Carletti ripercorre con grande intimità la vera storia della band e si toglie dalle scarpe una serie di sassolini sulle vere ragioni della rottura con Umbi Maggi, Cristiano Turato e Danilo Sacco. Perché questi sono i Nomadi e lui è Beppe Carletti, sempre e ininterrottamente nomade da cinquantacinque anni.

