Moretti & Vitali: Amore e Psiche
Psiche, amore e i dolori degli dei. Carattere e archetipi del maschile alle origini della psicologia
Riccardo Brignoli
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2022
pagine: 272
In una dimensione immaginaria si svolgono dei dialoghi tra un Dottore e Psiche, la fanciulla protagonista della celebre favola raccontata da Apuleio nel romanzo “L’Asino D’oro”. Le sue peripezie diventano oggetto di un’analisi psicologica svolta nello stile della psicologia analitica di Carl Gustav Jung e della psicologia archetipica di James Hillman. Nel mentre, anche Psiche si veste del ruolo di terapeuta e si confronta con gli dei dell’Olimpo: Efesto, Ares, Apollo, Ade, Pan, Poseidone, Dioniso, Zeus. Attraverso dialoghi serrati e vivaci gli dei si mettono a nudo svelando dietro la loro onnipotenza il lato umano e nevrotico. Mediante l’indagine psicologica Psiche scoprirà un vasto piano che collega la mitologia alla moderna psicologia secondo una traccia iniziata con Freud e sviluppata da Jung e Hillman. Un percorso avvincente che vuole dare una lettura originale ai mutamenti del mito nei secoli rendendolo vivo nello spazio dell’odierna psicologia e della pratica psicoterapeutica.
Il pianeta disorientato. Sogni in pandemia
Rosa Porasso
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2022
pagine: 240
Nel lontano 1985, diceva James Hillman: «Non è soltanto la mia patologia che si proietta sul mondo, ma è anche il mondo che mi inonda con la sua sofferenza non lenita». Questo è il filo conduttore del volume, che, partendo dai sogni raccolti durante il primo confinamento, si misura con l'esperienza psichica della pandemia. I sogni, considerati immagini del mondo e della storia, intrinsecamente curative, attraverso un corpo a corpo con l'arte si espandono e fioriscono. Diventano quadri e richiamano altri quadri. Parlano dell'anima del mondo, del suo patire, chiedendo uno sforzo immaginativo per poter avvicinare l'impensabile. E ancora e sempre la domanda è: come possiamo confrontarci col "Terrificante", cercando di far sì che la morte e la distruzione non restino le ultime parole dell'umano? Come possiamo "bonificare", usando un termine di Fornari, la violenza, la guerra, la malattia, la mancanza di senso? Forse l'unica via ha a che vedere con la tolleranza del lutto e l'apertura alla bellezza. Prefazione di Lella Ravasi Bellocchio.
Scotomi scintillanti. Nuovo sestante per tempi incerti
Maurizio Ferruccio Franco
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2022
pagine: 144
Molte cose ci accadono sotto gli occhi senza che neppure ce ne accorgiamo. Ci vediamo benissimo, o almeno crediamo, ma qualcosa manca. Nelle nostre retine c'è sempre un punto cieco. È fisiologico. Scotoma è il termine tecnico che lo designa. Brutta parola, la sua desinenza in oma ricorda qualcosa di abnorme, a partire dai tumori che sono appunto proliferazioni abnormi di cellule. La radice scotos, rimanda al greco oscurità. Lo scotoma è in sostanza un'area del nostro campo visivo oscurata. Lo scotoma scintillante è una variante di questo fenomeno. Per lo più è l'annuncio di un attacco emicranico. Una saetta che si disegna in cielo, l'inizio di un temporale. Con tutto quel che simbolicamente può promettere. Inevitabile la prossimità, non solo linguistica o di pura immagine, con la nozione di Ombra. Dal punto di vista del linguaggio, lo scotoma scintillante è un ossimoro: un oscuramento per troppa luce. Può essere l'inizio di una conversione come per Paolo di Tarso sulla via di Damasco, oppure, più umanamente, il segnale inequivocabile, ma ancora oscuro, della necessità di un cambiamento. Provo a partire proprio dalle mie macchie cieche per tentare di vedere qualcosa di più, per tentare una nuova approssimazione nei miei calcoli dell'altezza degli astri sulla linea dell'orizzonte, per fare il punto e darmi nuovo senso e direzione. Il clima pandemico ha messo in ginocchio le nostre certezze, forse proprio dalle nostre incertezze e cecità è necessario ripartire. Scotomi scintillanti, bagliori fulminei che attraversano la nostra mente, intuizioni mancate o solo rinviate, ricordi e falsi ricordi capaci di dire molto di più della realtà stessa, anche di quella, di per sé già più veritiera, colta soltanto con la coda dell'occhio.
Risposta a Dante. Inventio 1
Giorgio Moschetti
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 104
Ogni incontro, letterario ma non solo, se davvero è un incontro, è generativo. Se qualcosa abbiamo ricevuto, qualcosa dobbiamo restituire, lo dobbiamo alla fatica dell’Autore. Questa Risposta a Dante di Giorgio Moschetti è una minuscola risposta all’insegnamento del Poeta, alla luce di quanto lui stesso scrive a Cangrande della Scala nella Epistola XIII: ...il fine di tutto l’insieme e della parte consiste nell’allontanare i viventi in questa vita dallo stato di infelicità e condurli allo stato di felicità. Possiamo opporci con protervia al pieno fiorire della persona, possiamo volerci perdere a tutti i costi. La condizione inferno potrebbe essere un radicale, orgoglioso e impenitente no alla vita. Raro, ma non troppo. Più spesso l’amore per la vita è presente in noi, ma ne siamo poco accorti, ce ne dimentichiamo, lo trascuriamo. La condizione purgatorio potrebbe essere la nostra vita quotidiana. Infine, talvolta, per merito o forse per fortuna, accediamo alla pienezza, viventi usciamo dal tempo, accediamo al reale, alle “cose come stanno”, al “sacro sì” di cui parla Nietzsche, talvolta addirittura alla felicità: la condizione paradiso. Quindi Inferno, Purgatorio e Paradiso come nostre possibilità in hac vita. L’Autore, memore dell’insegnamento impartitogli in giovinezza dalle Invenzioni a due voci di Johann Sebastian Bach, intitola Inventio ogni capitolo della sua Risposta a Dante. Non sa dire altro sulla forma che essa assumerà. Non sa fin dove gli sarà concesso spingersi. Comincia e ringrazia di poterlo fare. Il resto non è nelle sue mani.
Sulla pelle del mare. Tra migrazione, memoria e futuro
Gianluigi Passaro
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 160
Gli innumerevoli naufragi degli ultimi anni al largo delle coste italiane ci restituiscono il tragico rischio che le persone migranti sono disposte a correre per guadagnare la possibilità di un futuro e, al contempo, evidenziano con forza le responsabilità di chi, sulla riva dell'Europa, è invitato a contemplare la propria e l'altrui alterità così da accogliere, cambiare e lasciarsi cambiare. Questo libro racconta del percorso terapeutico di un giovane uomo, Ouro, del suo viaggio di migrazione dal Togo all'Italia e, soprattutto, del viaggio intimo ed esistenziale intrapreso per avverare la sua "fiaba interiore" − la propria autentica essenza −, per compiere ciò che Jung ha definito cammino di individuazione. L'idea di psicoterapia che qui si propone è quella di un incontro di storie e di narrazioni, di uno spazio e di un luogo intimi in cui è possibile ri-raccontarsi per tracciare nuovi significati e nuove prospettive. La psicoterapia sarà uno dei luoghi in cui rivivere il ricongiungimento poetico con l'altro da sé per mezzo del quale è possibile scorgere la sostanza stessa dell'umano. Il processo terapeutico sarà promosso dalla dimensione immaginale della vita e dalla finzione narrativa creata dalla coppia terapeutica attraverso il Disegno Narrativo Condiviso (Dnc) e grazie al racconto di credenze, riti e fiabe della terra di Ouro. Per partecipare alla vita bisogna fare di essa un cammino, una migrazione tra luoghi di anima differenti, per contribuire − assieme a coloro che si incontrano − a migliorare il mondo, a continuarne il racconto, ad avverare storie, perché, al fondo, prestare ascolto alla storia di un altro vuol dire rendere la propria reale.
Voglia di partire
Gabriella Galzio
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2021
pagine: 112
“Voglia di partire” è una narrazione che si colloca, per un suo coté, nella letteratura di viaggio, per un altro, nel romanzo di formazione, allude al duplice viaggio, nel mondo e nella segreta alchimia della psiche; è infatti la storia di un viaggio di iniziazione dell’anima, fatalmente attratta in direzione sud-est, attraverso luoghi reali o trasfigurati nell’arco di una vita. Dalle coste della Normandia sfidando in kajak il mare della Manica, ai riti propiziatori dell’amore al sacrario di Portovenere, dal periplo in solitaria dell’isola vulcanica di Linosa, al magnetismo della Dea dei serpenti di Creta, dal magico hammam di Aleppo, al deserto di Ma’rib sulle tracce della Regina di Saba… E fosse anche un migrare a volo d’uccello da un caffè all’altro di Milano fino al porto della Darsena… i grandi viaggi, quelli che urgono a partire da dentro, producono trasformazioni silenziose, riservano prodigiose alchimie… Di questo viaggio nel tempo e nello spazio, la protagonista ha però perso memoria insieme alla propria identità. Ma qualcuno la rimetterà in viaggio imbarcandola a Venezia su una nave diretta a Cipro, perché ripercorra a ritroso nel tempo le tappe della sua vita in quella stessa direzione a sud-est che è stata discesa iniziatica nei sensi e nell’eros (perché, come afferma James Hillman, l’anima è sempre un’Afrodite). Con la suspense di un poliziesco il mistero della perdita di memoria della donna verrà svelato solo nell’ultima pagina.
Miti, miraggi e realtà del ritorno
Francesco Roat
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2020
pagine: 204
Fare ritorno - nella propria città, dal lavoro, da un viaggio - sembra cosa realizzabile in modo abbastanza facile. Ma se tutto muta di continuo, sia pure impercettibilmente, c'è davvero la possibilità di tornar da qualche parte o da qualcuno? Hanno ragione Eraclito e Brecht, quando l'uno sostiene: "Nel medesimo fiume non è possibile entrare due volte"; e l'altro, esule a lungo, afferma: "Non lasciatevi sedurre! Non esiste ritorno"? Comunque sia, dobbiamo sempre misurarci col cambiamento e va pur ammesso che di sera, tornando a casa, talvolta non siamo le stesse persone che al mattino l'hanno lasciata. Ogni ritorno, allora, è forse solo parziale, precario, in certi casi illusorio. Francesco Roat di tutto questo scrive mediante 13 variazioni sul tema del ritorno - mancato o meno - trattando, fra gli altri, di quello biblico del Figliol prodigo, di Ulisse da Troia, di Euridice dall'oltretomba e dei nostalgici che soffrono il non poter tornare a casa; infine analizzando temi tanto coinvolgenti quanto problematici, come quello della reincarnazione e della resurrezione, nonché quello sulle difficoltà di chi è tornato da Auschwitz.
Amarsi. Amore ama ancora Psiche?
Stefano Baratta
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 240
Oggi la coppia non ha più la funzione di fare figli che possano "dare una mano" in famiglia; né d'altra parte garantisce loro il diritto di ricevere affetto, educazione e cure da entrambi i genitori. Coniugalità e genitorialità sono state messe a dura prova da incomprensioni, rancori, tragedie familiari che spesso sfociano in separazioni e divorzi. Inoltre la coppia non può più essere considerata come il luogo ove si sdogana la sessualità. Il mondo degli ideali è finito. Possiamo sentirne la mancanza, ma questa è la realtà. In assenza dei vecchi valori, è nato un nuovo asse valoriale. Nella società attuale tutto diventa merce da scambiare, a tutto si può dare un prezzo. E così vi è ancora posto per un sentimento "vero" o anch'esso è diventato merce di scambio? La coppia è morta? Per capirne il destino l'autore si è posto alcune domande. Ogni interrogativo è diventato poi un capitolo di questo libro. Un libro che invita il lettore a pensare: «C'è solo una legge d'amore per la coppia, la gratuità».
Odissei senza nòstos. Mappe per interrogare l'opera letteraria
Gabrio Vitali
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 224
«Ho sempre detto ai miei allievi, fino all'estenuazione, che la poesia, di qualsivoglia cosa parli e in qualsiasi tempo sia stata scritta, è sempre contemporanea. Perché parla ogni volta di te, di te adesso e del tuo mondo. Il punto è saperla leggere e ascoltare. Questa è quasi una banalità, lo ammetto, ma l'affermarla mi ha sempre permesso di sottolineare un aspetto importante per far capire la funzione civile dell'opera letteraria: la risposta del lettore, la sua assunzione di responsabilità, la sua presa di posizione. La poesia, quella vera, in versi o in prosa che sia, ci costringe ogni volta a un'interrogazione sul senso e sul valore della tua vita, della storia che ti tocca in sorte di attraversare, dello stato della civiltà umana nel pianeta, in cui il tuo tempo si colloca. E la domanda fondamentale che sempre ti fa è: che responsabilità ti assumi tu, lettore, a riguardo della condizione umana, oggi? La poesia è esigente: bisogna accettarne la sfida e l'interrogazione, bisogna provare a rispondere» (dall'introduzione). Che cosa cantano di così irresistibile ed esiziale le Sirene nell'Odissea? Chi è davvero la Matelda di cui s'innamora Dante nel Paradiso Terrestre della sua Commedia? Perché poeti e scrittori inseguono l'inesprimibile nella loro scrittura? Che rapporto c'è fra il racconto della Resistenza o di Auschwitz e le derive dell'epoca contemporanea? Qual è la relazione fra poesia e conoscenza? Cos'è la funzione di civiltà che la parola del poeta e dello scrittore esercita nella storia e nella società? Quanto conta la presa di posizione del lettore sull'opera? Perché insegnare a leggere poesia e racconto, soprattutto oggi? Attraverso un'indagine di taglio sia critico che antropologico e con una lingua che mantiene i ritmi e l'accessibilità del parlato, l'autore costruisce mappe e ipotesi di percorso per attraversare e comprendere l'opera di grandi scrittori classici, da Omero a Dante, e contemporanei, da Levi a Meneghello. E per cercare risposte a quelle domande.
Hermann Hesse e il mito di Sé. L'uomo creativo che viveva con gli Archetipi
Matteo Marino
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2017
pagine: 163
Questo libro è un'avventurosa analisi del processo creativo e individuativo di un uomo, che affidandosi al potere di una scrittura ispirata è riuscito ad entrare in contatto con gli insegnamenti delle eredità archetipiche. Affidandosi e talvolta scontrandosi coi nemici e gli amici del suo mondo fantasmatico interiore, facendo rivivere - reinterpretandole - le sue emozioni, i conflitti, le paure e le doti attraverso le peripezie dei suoi personaggi romanzati, come fossero gli attori di uno psicodramma o i manichini di un teatro magico, ha dato avvio ad una catarsi simbolica collettiva. Come un ramoscello che oscilla tra le immense fronde mosse dai venti, si è tenuto in equilibrio muovendosi affannosamente e vivendo appassionatamente tra i contrari ma complementari aspetti del Sé, fino alla tanto agognata armonia: il ricongiungimento con madre natura, anima di tutte le cose e fonte di vita. Ancorandosi alla maieutica della psicoterapia junghiana è riuscito ad incamminarsi con coraggio alla ricerca dell'anima perduta, a immergersi negli abissi della madre terra e a perdersi, per poi ritrovarsi.
Lettura e emozioni. Un dialogo con Proust
Angela Marranca
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2017
pagine: 308
Ci sono letture che cambiano la vita interiore, dando voce a ricordi ed emozioni, sino a quel momento indecifrabili. La scrittura di questo libro è il risultato di scoperte e rivelazioni scaturite dalla lettura dell'opera di Proust, che ci mette di fronte ad interrogativi cui è molto difficile rispondere, a contraddizioni e ambivalenze che a volte ci immobilizzano, ci richiama sempre il rovescio di ogni cosa e minaccia le nostre illusorie certezze ma ci fa intrawedere un altro mondo possibile. E il mondo dell'interiorità, della memoria involontaria, delle intermittenze del cuore e del sogno. Il paese ignoto è il mondo interno e orientarci in quel mondo non è facile; il bagaglio che ci portiamo dietro, in cui stanno la memoria volontaria, l'intelligenza, la razionalità non ci servirà a nulla, anzi sarà un ostacolo da superare. Le risonanze della lettura si intrecciano con storie di vita, leggendo la Recherche più volte mi è capitato di collegarmi, in modo del tutto involontario, ad esperienze umane che ho seguito ed accompagnato in un percorso psicoterapeutico. Riscrivere la propria storia, ritrovare il significato originale dei propri vissuti ma anche dei sogni e dei desideri, disvelano una creatività che tante volte è stata soffocata. Non fare mai esperienza di questa dimensione altra della nostra esistenza, di un mondo sotterraneo che vive dentro di noi, che ci abita e solo in alcuni momenti si rivela, vuol dire ridurre la vita ad un puro accadere. Dirà Proust, alla fine, che "la vera vita, la vita finalmente riscoperta e illuminata, la sola vita, dunque, pienamente vissuta è la letteratura. Vita che, in un certo senso, abita in ogni istante in tutti gli uomini non meno che nell'artista".
Nonostante tutto. Il dolore innocente
Lella Ravasi Bellocchio
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2017
pagine: 168
Che cosa chiede un paziente quando arriva in analisi? In varie forme, con parole più o meno dirette, formula una domanda, una denuncia, una speranza attorno all'angoscia "perché vivere?". È il perché attorno a cui ruota il senso della vita, da quando entriamo nel mondo a quando ce ne andiamo. Non valgono trucchi, il dolore innocente è alla radice della nostra esistenza, e più siamo consapevoli più è lacerante e coinvolgente. Come i versi di Qohélet "più aumenta la sapienza più aumenta il dolore". A questo siamo chiamati. Nonostante tutto. Come analisti, come pazienti, come esseri umani.

