Officina Libraria: Storie
Il ritorno di Martin Guerre. Un caso di doppia identità nella Francia del Cinquecento
Natalie Zemon Davis
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2022
pagine: 200
L'astuto contadino Arnaud du Tilh aveva quasi persuaso i dotti giudici del tribunale di Tolosa, quando, un giorno dell'estate 1560, nell'aula della corte entrò spavaldamente un uomo con una gamba di legno, denunciò Arnaud e rivendicò la sua identità, la sua proprietà e la moglie di Martin Guerre. Questo caso giudiziario straordinario catturò l'immaginazione del continente e per secoli e stato narrato e rinarrato tanto da diventare leggenda, ancora ricordata nel villaggio dei Pirenei dove l'impostore fu impiccato più di 400 anni fa. Una delle più celebri storiche americane, Natalie Zemon Davis, fu ingaggiata come consulente per il film "Il ritorno di Martin Guerre" (con Gérard Depardieu e Nathalie Baye, 1983, tre premi César) e condusse una lunga ricerca negli archivi e sui libri di legge del tempo per aggiungere ulteriore profondità a una storia assai misteriosa. Da questi studi nacque anche il libro. Come poteva diventare un impostore un uomo del Cinquecento? Perché Bertrande de Rols, un'onesta contadina, accettò un tale uomo come marito? Perché avvocati, poeti e letterati, come Montaigne - che assistette al processo -, furono così affascinati da questo episodio? L'Autrice ricostruisce le sensibilità e i desideri degli abitanti illetterati di un villaggio di campagna. Uomini e donne che cercano di costruire la propria identità in un mondo di idee tradizionali sulla proprietà e sulla famiglia e con idee sulla religione che vanno mutando. Impariamo cosa succede quando persone comuni sono coinvolte nel funzionamento di una corte penale del Cinquecento, e come i giudici faticano a decidere chi quell'uomo sia in un'epoca in cui impronte digitali e fotografie non esistevano. Addirittura ci fa sentire la segreta affinità tra gli eloquenti uomini di legge e l'impostore dalla lingua veloce e melliflua, un raro caso di identificazione che ignora le barriere di classe. Tradotto nel 1984 per i tipi di Einaudi, e da tempo esaurito, viene ora riproposto nella collana "Storie". Postfazione Carlo Ginzburg.
La fortuna di Alessandro Magno dall'antichità al Medioevo
Chiara Frugoni
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2022
pagine: 264
Fin dall’antichità la straordinaria figura di Alessandro ha polarizzato l’attenzione di storici, artisti e imperatori, dando vita a due interpretazioni opposte del personaggio. A partire dagli storici e dagli artisti che ne foggiarono un’immagine idealizzata, egli divenne un modello per molti imperatori romani (Pompeo, Cesare, Ottaviano) che avevano visto nelle sue gesta quelle del precursore della conquista dell’Oriente (domitor Orientis) e il prototipo di una sovranità universale (Alessandro-Dioniso). Allo stesso tempo la fortuna del condottiero suscita l’opposizione dei circoli conservatori e dei senatori contrari all’assimilazione dei popoli orientali. Anche nel mondo bizantino Alessandro viene assimilato all’imperatore, e compare spessissimo ad adornare oggetti e arredi di corte. Ben presto divenne trama di romanzi o portafortuna su diffusissimi amuleti; finché nacque dell’eroe un’interpretazione cristiana per lo più negativa. Sono questi i presupposti per l’enorme diffusione del suo mito nella cultura, sia ecclesiastica che profana, medioevale. Celebri il Romanzo di Alessandro e le sue molteplici derivazioni, tradotte in tutte le lingue, dall’ebraico allo svedese, dallo spagnolo al tedesco, al bulgaro. Ma la massima diffusione si ebbe in Francia dove le gesta di Alessandro assumono un carattere sempre più fiabesco e meraviglioso proprio degli ideali cavallereschi e cortesi. Un capitolo è dedicato anche all’iconografia dell’ascensione di Alessandro al cielo, presente sulla facciata nord di San Marco a Venezia, nei mosaici delle chiese pugliesi (Trani, Otranto), in opere bizantine e codici miniati. Completano il testo una ricca antologia delle fonti antiche (tradotte) e un florilegio di scritti di storici moderni, italiani e stranieri.
Rivoluzioni. Tra storia e storiografia
Francesco Benigno
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 272
C'erano una volta le rivoluzioni: eventi grandiosi capaci di produrre la trasformazione sociale attraverso un mutamento di regime politico fondatore di compagini politiche o sociali, religiose o nazionali, e il cui racconto ha continuato poi ad accompagnare nel tempo la memoria di quelle comunità. Grandi narrazioni, perciò, dense di gesta memorabili e ricche di significati, popolate di figure eroiche e tragiche, animate da simboli potenti. Oggi che è entrato in crisi lo schema evolutivo e progressivo di cui le rivoluzioni erano snodi fondamentali (attraverso il modello classico della Rivoluzione francese), oggi che dubitiamo che il futuro sia necessariamente migliore del passato, cosa resta di loro? Come si situano nell'universo complesso del conflitto politico, segnato da guerre civili, rivolte, insurrezioni? Questo libro propone una riflessione su come le rivoluzioni sono state considerate tradizionalmente dagli storici e su come esse possono oggi essere ripensate, in un andirivieni tra i fatti accaduti e la loro comprensione, tra storia e storiografia.
Storie di ogni giorno in una città del Seicento
Ottavia Niccoli
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 310
Questo libro oltre e prima che di "storia" si occupa di storie, che sono state vissute nella Bologna del Seicento. A raccontarle è gente comune, che si trovava a passare nel tribunale criminale della città, detto del Torrone dalla torre di Palazzo pubblico in cui aveva sede, e ci parlano di uomini e di donne, di ragazzi, di preti, di baci rubati, di onore e di matrimonio, di viaggi e di spazi domestici. Sono storie che si leggono e che si guardano, e che ci consentono di entrare in un mondo vicino ma pure lontanissimo dal nostro.
Tre élites coloniali. Roma, la Spagna e le Americhe
Ronald Syme
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
pagine: 88
L’interesse per il ruolo e la struttura delle classi dirigenti nel mondo antico caratterizza tutta la produzione di Ronald Syme, tra i massimi storici di età romana della sua generazione e a lungo professore di Storia antica a Oxford. Il taglio particolare della sua ricerca emerge anche negli scritti del presente volume, che raccoglie le Whidden Lectures, tre lezioni tenute da Syme nel 1958 alla McMaster University di Hamilton (Canada), sul formarsi e l’evolversi delle élites coloniali nell’ambito di tre grandi imperi: quello romano, quello spagnolo, quello inglese. Si tratta di una discussione originale, in chiave latamente comparativa, di temi di storia antica e di storia moderna con l’ambizione di valicare i confini tra lo studio di ambiti cronologici e geografici diversi, di solito studiati separatamente gli uni dagli altri. I tre diversi contesti vengono esaminati alla luce di una problematica unificante, quella della durata. Quali furono le ragioni che permisero all'impero romano di sopravvivere per tanti secoli, senza subire lacerazioni interne o secessione di province? Quali cause, per converso, determinarono il relativamente più rapido sgretolarsi degli imperi spagnolo e inglese d’America? E in che misura incise sui diversi processi il rapporto fra le aristocrazie provinciali e i relativi governi centrali? La storia delle province romane di Spagna, le cui risorse umane, debitamente valorizzate, diedero nuova linfa ai ranghi ormai consunti della dirigenza quiritaria; le vicende della colonizzazione spagnola, rilette al di fuori dei tradizionali percorsi, segnati dalla «leggenda nera» di orrori e crudeltà; la vita e la secessione delle colonie inglesi d’America prendono vita in queste pagine attraverso un’analisi ricca di dati puntuali, di scorci inediti, di riflessioni che illuminano nel profondo le complesse articolazioni del potere. D'altronde, «La storia […] allarga l’orizzonte e approfondisce la comprensione. È una forza di libertà e di liberazione», come ha scritto Ronald Syme.

