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Officina Libraria: Storie

Roberto Longhi. Percorsi tra le due guerre

Marco M. Mascolo, Francesco Torchiani

Libro: Copertina morbida

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2020

pagine: 157

Roberto Longhi (1890-1970) è stato uno dei più grandi storici dell'arte del Novecento. Questo libro vuole contribuire a guardare in modo diverso ai suoi due volti: quello dello studioso capace di resuscitare intere zone sommerse della storia artistica nazionale e quello letterario del «mago» e «artista», che ne ha sancito la popolarità verso un largo pubblico grazie ai pregi di una scrittura inimitabile. Per collocarlo nel tempo e nello spazio, il libro prende le mosse da un episodio, la conferenza sull'arte italiana e l'arte tedesca che Longhi tenne a Firenze nel marzo del 1941. In quell'occasione formulò una dura presa di posizione antirazzista. Allora l'Italia fascista era in guerra ed era alleata della Germania di Hitler: col tempo quell'uscita contribuì a legittimare l'immagine di un Longhi frondista. Davvero quella conferenza fu un gesto di rottura? Per rispondere a questa domanda occorre ritessere i «percorsi» di Roberto Longhi in quegli anni cruciali: sono quelli tra libri e musei alla ricerca delle giunture fra due culture figurative; sono quelli tra ministri, colleghi e allievi, che sollecitano la sua curiosità e le sue prese di posizione. Ne emerge uno spaccato di storia culturale del Novecento, osservato dal punto di vista di uno dei suoi protagonisti.
16,00 15,20

Il «turco» a Livorno. Incontri con l'Islam nella Toscana del Seicento

Cesare Santus

Libro: Copertina morbida

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2019

pagine: 210

Nella Toscana del Seicento, l'incontro con uomini di fede islamica era un'esperienza molto più comune di quanto non si possa oggi supporre. A Livorno, in particolare, i numerosi schiavi «turchi» costretti a vogare sulle galere del granduca erano alloggiati in una struttura apposita: il Bagno. Gli abitanti di questo microcosmo carcerario non erano tuttavia isolati dal mondo, ma intrattenevano relazioni lecite ed illecite con l'esterno. Il «turco», pur rimanendo il nemico dall'aura terrificante che dominava di là dal mare, si rivelava anche come il facchino che portava l'acqua al mattino, il gestore di una bottega di barbiere, o lo stregone a cui ricorrere per risolvere i consueti mali d'amore.
19,00 18,05

Centro e periferia nella storia dell'arte italiana

Enrico Castelnuovo, Carlo Ginzburg

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2019

pagine: 164

«In un'età di imperialismi e di subimperialismi, in cui anche le bottiglie di Coca-Cola si configurano come segno tangibile di vincoli non solo culturali, il problema della dominazione simbolica, delle sue forme, delle possibilità e dei modi di contrastarla, ci tocca inevitabilmente da vicino». A quarant'anni esatti di distanza dalla prima pubblicazione di questo testo nella Storia dell'arte italiana Einaudi, l'attualità di queste parole non si è affievolita. Al contrario: se alla fine degli anni Settanta tale giudizio valeva per un'Italia che assisteva alla definitiva perdita della complessità di fronte all'omologazione culturale, alle migrazioni interne e all'inurbamento di massa, oggi, nell'età della globalizzazione, la «dominazione simbolica» si è estesa su scala mondiale. Motivo per cui ripubblicare questo saggio in forma di libro è utile sia agli storici dell'arte per capire come si è evoluta la carta geografica della produzione artistica italiana, che a chiunque sia interessato a comprendere come dei modelli estetici estendano la loro presa sulla società e, eventualmente, come ribaltare quello stato di cose. Il libro rilegge la storia dell'arte italiana mettendo in discussione uno dei dogmi su cui si era basata per secoli: l'identificazione del centro (o dei centri) come luogo della creazione artistica, e della periferia come luogo di ricezione tardiva. Contro questa visione semplicistica, il libro racconta i rapporti tra «centro» e «periferia» in maniera meno gerarchica (evitando di parlare di una mera diffusione dei modelli artistici dal primo verso la seconda), ma anche meno pacifica. Spesso infatti, anche quando sembrano adeguarsi alle indicazioni del centro, le periferie lo fanno in maniera creativa o comunque a prezzo di resistenze da conoscere e comprendere.
18,00 17,10

La renna di Ercole. Filologia e antropologia nell’opera di Karl Meuli

Carlo Ferrari

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2025

pagine: 232

Filologo di prim’ordine e originalissimo storico delle religioni, Karl Meuli (1891-1968) non ha raccolto finora i riconoscimenti che merita, tanto nel mondo accademico che presso il grande pubblico. Eppure, pochi studiosi hanno rivoluzionato gli studi classici come lui. Nel suo capolavoro, Scythica (1935), Meuli riconobbe per primo nel testo di Erodoto gli indizi di uno sciamanesimo greco – tesi che, ripresa da Dodds ed Eliade, continua ad animare un acceso dibattito. In Usanze sacrificali greche (1946) avanzò l’ipotesi non meno dirompente che il sacrificio animale descritto da Omero avesse avuto origine nei rituali paleolitici della caccia. Intuizioni che trovano oggi conferme via via sempre più solide nelle scoperte archeologiche. Questo libro – la prima monografia dedicata a questo studioso – indaga la genesi e gli esiti più innovativi di un metodo di lavoro inimitabile, di cui i vertiginosi confronti tra miti, usanze e cerimonie attraverso lo spazio eurasiatico costituiscono l’aspetto più avvincente. Dalla Siberia all’Attica, dal Mediterraneo alla Mongolia, nelle ricerche di Karl Meuli emerge la fitta trama di connessioni storiche che lega la civiltà greca ai popoli nomadi delle steppe. Arricchisce il volume una prefazione di Jan Bremmer.
19,50 18,53

Superfici. Corpi, pratiche e modelli cognitivi nella chirurgia di età moderna

Paolo Savoia

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2025

pagine: 216

Nella prima età moderna, la pelle degli uomini e degli animali, la buccia o la scorza della frutta, la corteccia degli alberi e la superficie della terra erano porzioni di natura appartenenti ad aree semantiche simili, e oggetto di pratiche di osservazione e conoscenza altrettanto simili. Questo libro inserisce la storia della chirurgia e della medicina all’interno di una storia più che umana delle percezioni dei corpi e della natura. I chirurghi avevano a che fare con la minaccia all’integrità del corpo, la paura della morte, il dolore di una ferita e di un’operazione chirurgica necessaria per restituire un po’ di normalità a una vita mutilata: erano dei tecnici del corpo e dell’immaginazione. "Superfici" mostra che nell’Europa moderna la superficie del corpo, umano ma non solo, diventa – sotto la spinta di fattori diversissimi che vanno dall’organizzazione delle università e delle istituzioni sanitarie alle pratiche commerciali e a quelle artigianali – un oggetto multidimensionale che costituisce, da quel momento in avanti, un aspetto privilegiato per ottenere l’accesso al sapere della natura, al commercio e al godimento estetico.
19,50 18,53

La Germania di Tacito da Engels al nazismo

Luciano Canfora

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2024

pagine: 88

Studiare la ricezione della Germania di Tacito consente di capire aspetti cruciali della formazione della coscienza nazionale tedesca. In questo libro Luciano Canfora prende in esame la fortuna dell’opuscolo tacitiano nella cultura tedesca tra il 1871 e l’avvento del nazismo al potere. «Con propositi e orizzonti diversi», spiega Canfora nella Nota posta in apertura a questa nuova edizione, «sia Engels che, per parte loro, alcune frange dell’/élite/ nazionalsocialista» guardarono alla Germania tacitiana allo scopo di «liberarsi di Roma». Ad accomunare tali sforzi di appropriazione di segno opposto c’era il comune rifiuto di un’«oppressione che si era riproposta in varie forme nel corso del tempo, fino all’esperimento ambiguo dell’impero francese del primo e del secondo Bonaparte. Ma anche questa reazione», ricorda Canfora, «poteva, a sua volta, assumere connotazioni ambigue – e brutalmente razziali – come accadde appunto nella mitizzazione degli “antichi Germani” da parte delle SS di Himmler, infaticabile e insoddisfatto cacciatore del manoscritto Balleani della Germania tacitiana».
10,00 9,50

La città di carta. Stampa effimera e cultura urbana nella Venezia del Rinascimento

Rosa Salzberg

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2023

pagine: 280

"La città di carta" esplora la rapida ascesa della stampa economica e il modo in cui essa ha permeato la cultura urbana veneziana nel Rinascimento. In contrasto con l’immagine familiare di Venezia come “la Serenissima”, tranquilla e ordinata, evoca la vita rumorosa, mutevole e transitoria della città a livello della strada e offre la prima visione dal basso di una delle sue industrie più produttive e creative. L’esito è una prospettiva nuova e inaspettata sulla cultura rinascimentale, caratterizzata da una mobilità fluida e da un intreccio dinamico di testi, idee, merci e persone. Il libro segue il flusso di stampe effimere (opuscoli, operette e fogli volanti) che si riversò dai torchi veneziani a partire dalla fine del XV secolo – i prodotti più visibili e accessibili della tipografia, spesso venduti per le strade e declamati da intrattenitori di piazza. Strettamente intrecciati con la cultura orale, questi testi contribuirono alla creazione di pubblici nuovi, fornendo informazioni e svago a un pubblico eterogeneo e trasformando la città in un epicentro della letteratura e della performance vernacolare. Esaminando i modi in cui la produzione e la diffusione della stampa a basso costo si infiltrarono nel tessuto urbano veneziano e cambiarono il corso della vita culturale della città, il libro analizza anche il modo in cui le autorità locali cercarono di disciplinare questi flussi intensificando la censura e il controllo nel corso del XVI secolo.
22,00 20,90

Le derive della storia. Identità, nazionalismi, universalismi

Sanjay Subrahmanyam

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2023

pagine: 80

A chi si lamenta che viviamo oggi in un’epoca prigioniera del presente, nella quale il passato sembra non avere più importanza, Sanjay Subrahmanyam controbatte che il problema che abbiamo è piuttosto quello di un eccesso di storia, che ne favorisce le distorsioni e gli usi impropri. Dopo averci insegnato a ripensare in profondità le traiettorie e gli equilibri del mondo della prima età moderna, in questo nuovo libro uno dei più grandi storici del nostro tempo sviluppa una riflessione in prima persona intorno alle principali insidie che mettono a repentaglio la pratica storica. La ricerca di radici identitarie, la gabbia del nazionalismo e l’illusione che sia possibile scrivere una asettica storia universale sono derive i cui effetti sono attentamente rintracciati e discussi seguendo un percorso originale e avvincente che si snoda attraverso un confronto serrato con la tradizione storiografica occidentale, si intreccia a più riprese con una geografia dagli orizzonti globali e getta luce sulle conseguenze prodotte nella cultura storica dall’esperienza del colonialismo otto-novecentesco.
12,00 11,40

Microstoria e storia globale

Francesca Trivellato

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2023

pagine: 232

La parola «microstoria» fa pensare a contadini, streghe e in demoniati – ai molti uomini e alle moltissime donne che sono state doppiamente vittime, prima degli abusi di potere nel corso delle loro vite e poi dell'oblio da parte della Storia con la S maiuscola; «microstoria» è anche il nome associato a una stagione storiografica italiana di altissimo profilo, che non solo ha riportato alla luce questi protagonisti del passato, ma nel farlo ha rinnovato il modo di fare ricerca e di scrivere di storia. In entrambi i sensi, la microstoria si ricollega alla piccola scala, alla dimensione del villaggio o del quartiere, alla biografia di uno sconosciuto. Che cosa ha dunque a che fare la microstoria con la storia globale? Francesca Trivellato si è interrogata su questa domanda per oltre un decennio. I suoi saggi qui raccolti, per la prima volta in traduzione italiana, offrono risposte per alcuni versi sorprendenti a partire da un punto di osservazione privilegiato. Allieva di uno dei fondatori della microstoria italiana, Giovanni Levi, ma trasferitasi negli Stati Uniti da ormai vent'anni, Trivellato mette in luce incontri mancati, possibili sviluppi e intrecci tra storiografie che, anche in un mondo sempre più interconnesso, mantengono un impronta marcatamente nazionale.
19,00 18,05

Rinascimento sotterraneo. Inquisizione e popolo nella Firenze del Cinquecento

Lucio Biasiori

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2023

pagine: 208

Nel Cinquecento l’Italia è colpita da due crisi: quella economica causata dall’aumento generalizzato dei prezzi e quella religiosa portata dalla Riforma protestante. Poteva restarne immune la città che, nel secolo precedente, l’Umanesimo e il Rinascimento avevano trasformato nella nuova Atene e la meteora di Savonarola aveva provato invece a convertire nella nuova Gerusalemme? A Firenze infatti c’è chi, con soluzioni precarie ma originali, cerca di rispondere a entrambe le crisi. Sono donne e uomini spesso di bassa estrazione sociale che, attraverso incantesimi volti a migliorare un’esistenza sempre più dura, sfidano il monopolio della religione sul soprannaturale, oppure cercano di comunicare ad altri il loro travaglio interiore, trasmettendo loro la propria insoddisfazione verso la fede della maggioranza. Attirano così su di sé l’attenzione del potere spirituale della Chiesa e di quello politico della dinastia dei Medici, che agiscono di concerto attraverso un tribunale al servizio delle esigenze di entrambi: il Sant’Uffizio dell’Inquisizione. Fissando lo sguardo sulle indagini di giudici di fede come lo zelante inquisitore francescano Dionigi Costacciari, questo libro fa emergere una Firenze dove il solare Rinascimento del secolo precedente aveva assunto colori diversi ma, se osservati dal basso, altrettanto affascinanti.
19,00 18,05

Il vecchio Thiess. Un lupo mannaro baltico tra caso e comparazione

Carlo Ginzburg, Bruce Lincoln

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2022

pagine: 324

Nel 1691, un contadino della Livonia, noto come "il vecchio Thiess", dichiarò a un tribunale distrettuale di essere un lupo mannaro. Ma alla corte spiegò di non essere un mostro diabolico, bensì uno dei "cani di Dio", che combattevano contro stregoni, streghe e persino Satana per proteggere campi, greggi e persone: un'ammissione sconcertante, che attirò l'attenzione dei giudici di allora e che continua ad attirare quella degli storici da almeno un secolo a questa parte. In questo libro, Carlo Ginzburg e Bruce Lincoln discutono in una prospettiva comparata il processo e la sorprendente testimonianza del vecchio Thiess. Oltre alla prima traduzione italiana degli atti processuali, dove pare quasi di sentire la voce del protagonista, il libro presenta le diverse analisi dell’evento: dai tentativi di collegare il vecchio Thiess a pratiche sciamaniche, all'idea che egli stesse reagendo allo stereotipo del lupo mannaro che l'élite germanica usava per giustificare il proprio dominio sui contadini del Baltico. Intrecciando e discutendo meriti e rischi delle proprie prospettive di ricerca e di quelle di altri studiosi, Ginzburg e Lincoln riflettono anche su più ampie questioni di metodo storico: fino a che punto è rappresentativo un caso eccezionale? Quale deve essere lo statuto della prova quando si tratta di ricostruire una sfera di oralità perduta per sempre? Che ruolo hanno i nostri presupposti nell’accertamento della verità storica? Il Vecchio Thiess apre una prospettiva nuova su una serie di problemi fondamentali che caratterizzano il mestiere dello storico oggi.
27,00 25,65

La grande guerra contadina in Urss. Bolscevichi e contadini (1918-1933). Con una selezione dalle Lettere da Kharkov. La carestia in Ucraina e nel Caucaso settentrionale nei rapporti dei diplomatici italiani

Andrea Graziosi

Libro: Copertina morbida

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2022

pagine: 222

I primi quindici anni dell'Unione Sovietica furono dominati da una guerra feroce tra bolscevichi e contadini e nomadi di più nazionalità che avevano dapprima apprezzato il sostegno dei comunisti alla divisione della terra e la loro denuncia dell'imperialismo grande-russo. Il conflitto, in tre atti, si concluse tragicamente tra il 1931 e il 1934 quando Stalin, dopo aver imposto la fame ai kazaki per rifornire le città sovietiche, trasformò le carestie provocate dalle sue politiche in strumenti per sottomettere chi rifiutava la «seconda servitù» imposta alle campagne dalla collettivizzazione. L'Ucraina, già granaio d'Europa, fu uno dei teatri principali di questa guerra e Stalin, che negli anni Venti ne aveva appoggiato la «costruzione nazionale», vi adottò nel 1932 politiche di sterminio dei contadini, ritenuti base del movimento nazionale ucraino, e di liquidazione delle élite politiche e culturali. La «decostruzione» nazionale che ne seguì impose una versione sottomessa e provincializzata di una cultura ucraina la cui esistenza non fu tuttavia negata. Affondano in quel periodo le loro radici tanto il nazionalismo grande-russo di cui Stalin avviò allora una rivitalizzazione poi sanzionata dalla vittoria del 1945, quanto un sentimento di alterità ucraino, che si nutrì del trauma dell'Holodomor. Il libro è composto da un testo su questa guerra, scritto nel 1996 sulla base delle fonti d'archivio resesi disponibili dopo il crollo dell'URSS, e da un'ampia selezione dei bellissimi e terribili rapporti diplomatici italiani sulla grande carestia ucraina del 1932-33, che l'autore pubblicò più di 30 anni fa. Una nuova introduzione dà conto dei recenti sviluppi della ricerca, che ha indagato i legami tra guerra contadina e carestie e insistito sulla natura plurale e differenziata di queste ultime, inserendo il caso sovietico negli studi comparati sulle carestie politiche e i genocidi del XX secolo.
19,00 18,05

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