Pequod: Portosepolto
Rarefazione
Gisella Genna
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2023
pagine: 60
«Ci si accorge della poesia quando si arriva su un crinale (molto più concreto di quanto si creda, perciò non solo "letterario") dove la comprensione improvvisamente è quel puntello, quel bastone che ci ha aiutato pur sembrandoci inadeguato. La nostra fatica è più forte dell'asta legnosa che poteva spezzarsi a ogni passo: dovevamo pensare più alla sua resistenza che al necessario sforzo sfiancante. La traversata fin lì condotta assolve il proprio compito, capiamo di non aver sbagliato la scelta. Ripensiamo alle pagine lette di Dante e di Achmatova, il crinale aspetta un nostro contraccolpo ed è tutto lì: la poesia è un unico respiro. Quella che si è letta, quella che si ricorda e che torna ogni giorno ben presente, come una scultura. A Gisella Genna piace Clarice Lispector, e si capisce perché: la scrittrice ucraino-brasiliana dice continuamente come fare a levitare liberandosi del corpo, ma soprattutto dei nemici che ostacolano muscoli ossa e tendini, dei nemici della poesia che imprigionano l'espansione del pensiero e del verso.» (Elio Grasso)
L'erranza
Anita Piscazzi
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2023
pagine: 65
«L'erranza di Anita Piscazzi costringe al raccoglimento e a una sorta di superamento delle rassicurazioni del realismo narrativo. E una poesia che si spinge o che ritorna nella sua parte più immateriale, impalpabile, metafisica, miste-rica. L'io che qui si manifesta, "seppure esule", è certamente unitario — e quindi il principio di realtà è in qualche misura riconoscibile —, ma il canto delicato di queste poesie spinge il sentire, i sentimenti e le percezioni in luoghi indefinibili e affascinanti, perché "l'occhio mio non vede che l'eterno". Il cammino di questa poetessa avviene ai confini più estremi del silenzio ("nel silenzio esondo, resto, affondo"), del superamento delle concezioni più consuete dello Spazio e del Tempo, della visione di universi lontani e di abissi interiori — laddove, cioè, s'ode "l'eco della non esistenza". È un misticismo sorvegliato, sobrio, umile, e tuttavia sapiente, di fattura raffinata; un rigoroso e ostinato "trasumanare senza fine", perché per Anita Piscazzi la poesia non è sentimento immediato e sfogo confessionale, ma calibrato ed elegante cammino — quasi un'estatica danza crepuscolare — nei segni dei misteriosi varchi e passaggi metafisici della vita, da guardare con occhi diversi per acciuffare ogni volta, in questo dire teso e docile, "lo spirito immateriale" ("sono tesa agli influssi dello spirito")...» (dalla prefazione di Andrea Di Consoli)
Vora
Mara Venuto
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2023
pagine: 64
«Vora è una voce dialettale pugliese che significa 'voragine, inghiottitoio'. Etimologicamente risale al latino vorare 'inghiottire', benché Rohlfs ipotizzasse addirittura, alla base del termine, la radice prelatina *vora. Tale voce forma curiose coppie minime con altri dialettismi: con la vura, ad esempio, parola con cui si indica in Puglia il misterioso folletto che conduce all'incubo; o con la vara, carro su cui vengono poste le statue o le immagini dei santi nel corso delle processioni. Sembra di entrare, anche solo articolando questi suoni, in una dimensione altra, un luogo nascosto alla vista dei più o, al contrario, ostenso, sciorinato; entro un sogno popolato dai mostri e dalle violente gioie dell'infanzia, e dal sangue dei santi. Mara Venuto dà ascolto, in questo libro, a quelle voci in grado di crepare il suolo, di farci letteralmente mancare la terra sotto i piedi, insegnandoci che è nell'ascolto — ancor prima che nella scrittura — il vero mestiere del poeta» (dalla prefazione di Giovanni Laera).

