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Quodlibet: Diap print/Dottorato

Corpo, forma e res publica: la Human Scale nella polis del XXI secolo. I casi di New York e Copenhagen

Deborah Navarra

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2023

pagine: 160

Sovrappopolamento, cambiamenti climatici, povertà, giustizia, equità sociale e salute toccano trasversalmente l’habitat umano sia in termini di strategie sia in termini di produzione dello spazio urbano. L’autrice individua nel concetto di Human Scale la possibilità di offrire una risposta a queste sfide. Introdotta nei primi anni duemila dall’architetto danese Jan Gehl, e ampiamente dibattuta nella letteratura scientifica, la Human Scale va considerata nella sua dimensione umana, architettonica e politica. Il primo aspetto è legato all’individuo, alla sua percezione dello spazio (misura, dimensione, movimento); il secondo è legato alla forma architettonica e, in particolare, alla sua porosità, continuità e accessibilità; il terzo interpreta la Human Scale come res publica, “cosa di tutti”, in quanto spazio (pubblico) e politica (pubblica). In questa prospettiva, il volume individua due casi-studio emblematici: le città di New York e Copenhagen, internazionalmente riconosciute come laboratori importanti di nuove forme di urbanità del XXI secolo. Lo studio delle parti di città prese in esame rende evidente come l’applicazione della Human Scale dia luogo a un’architettura della città porosa, accessibile, facilmente e felicemente praticabile, configurando nell’uso quotidiano un’architettura aggregante e resiliente che si pone quale forma infrastrutturale al servizio della collettività.
18,00 17,10

Sopra e sotto la linea di terra. L'architettura come racconto topografico

Giulia Cervini

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2023

pagine: 160

Lo studio raccolto nelle pagine di questo libro guarda al fenomeno architettonico come atto costruttivo delle forme del suolo, primo e ineludibile effetto di qualunque trasformazione antropica del mondo che abitiamo. Ogni azione elementare impartita sullo spessore del suolo produce esiti, genera forme; la forma architettonica essenziale deriva, dunque, dall'impatto prodotto sulla linea di terra. Ma quali ragioni, quali necessità inducono verso determinate alterazioni topografiche? E che tipo di progettualità si sviluppa a partire da tali processi? Il percorso che prende avvio da queste domande, non può che cominciare da una lettura dello spazio geografico, tesa a ricucire i nessi che da sempre legano le forme, le tecniche e i linguaggi architettonici alle materie, le morfologie e le storie proprie di un territorio. Attraverso una focale denominata "lente topografica", gradualmente definita nei metodi e negli strumenti, il libro traccia un altro racconto, che ha per oggetto il patrimonio antropico disseminato a terra, quello che il suolo lascia emergere e quello che seppellisce. È del resto nel medio di queste tracce che trova espressione la forma costruita. Quale allora il potenziale narrativo del progetto di suolo? Quale storia raccontare e attraverso quali espedienti? Attorno a questi interrogativi prendono avvio considerazioni di carattere teorico e analitico. In particolare, la ricerca si concentra su due casi emblematici: il Sacro Bosco di Bomarzo e il giardino funerario Östra Kyrkogarden di Malmö, entrambi inquadrati nell'estensione ampia della scala geografica e nella visione sincronica del paesaggio storico.
18,00 17,10

L'architettura della permanenza. Persistenze e mutazioni delle strutture seriali curvilinee antiche nella città contemporanea

Cristian Sammarco

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 158

Ogni ricerca sulla città non può sottrarsi dall'essere una ricerca sulla forma e, specificatamente, sulla morfologia urbana. La storia della città è la storia della forma e dei processi di trasformazione che coinvolgono le parti senza mai perdere la visione generale, il ruolo di organismo urbano, a cui la città tende sia spontaneamente che intenzionalmente. Il tema su cui si articola la ricerca è il sostrato, "ciò che sta sotto", nelle sue accezioni teoriche e progettuali di "materia segnata" che sottende, e partecipa, alle trasformazioni urbane in un rapporto inter-scalare: dal territorio alla città, dal tessuto sino alla cellula elementare abitativa. Oggetto principale del lavoro sono le forme curvilinee antiche romane (teatri, anfiteatri, stadi e odeon) che rappresentano strutture catalizzatrici di processi antropici riconoscibili, e ancora vitali nella città contemporanea, attraverso delle "azioni di sostrato", desunte da un abaco di casi italiani ed esteri: dall'arena di Lucca a quella di Firenze, dal teatro di Brescia a quelli di Catania, sino ai casi portoghesi di Lisbona ed Evora. Queste azioni, presenti in ogni caso analizzato, sono identificabili nel consumo/erosione della forma matrice, nell'occupazione dei suoi spazi e nella sedimentazione di altre forme su e in essa. Sino all'azione di sintesi, quando l'intenzionalità del progetto coordina in nuova forma tutte le operazioni precedenti. La città attuale contiene sempre in sé la memoria delle altre città passate, che l'hanno preceduta, così come il progetto architettonico contemporaneo contiene sempre in sé l'elemento della rovina. La rovina è interruzione solo nel momento in cui non assume un ruolo di sedime e supporto ma di oggetto contemplativo.
18,00 17,10

Abitare la neve. Verso nuovi modi di fare paesaggio

Federico Di Cosmo

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 158

La neve occupa il 9% della superficie totale della terra, un'area grande cinque volte l'Europa. Influenza profondamente la realtà che ci circonda, nelle forme, nei colori, nei rumori e anche negli odori. Cambia i confini e le ripartizioni degli spazi aperti, così come le geometrie di funzionamento di città e territori. La neve si comporta come una "variabile d'eccellenza" rispetto alla quale il progetto deve avere contezza della temporalità e dei suoi effetti. Alla stregua di altre forze naturali, necessita di essere gestita, conformata, "usata" con tutto il sapere progettuale possibile, non solo sfruttata o "combattuta". In questa prospettiva, il progetto può essere uno straordinario strumento attraverso il quale ri-considerare il valore della neve: da intralcio ad abbondante risorsa di larga scala, da discomfort ambientale a miglioramento dell'esperienza invernale. Attraverso il confronto critico tra alcune delle più interessanti esperienze moderne e contemporanee, a cavallo tra l'architettura nordica e il disegno della città invernale, questo libro tenta di dare risposta ad alcune inevitabili domande: Come si può gestire la neve attraverso il progetto? Quali sono i principi su cui lavorare? In quale misura possono indirizzare la transizione climatica degli ambienti nivali?
18,00 17,10

The Monadnock Building. Un edificio-prototipo nel crocevia di sperimentazioni tecniche e costruttive

Valentino Danilo Matteis

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 112

Il progetto del Monadnock Building dello studio Burnham & Root è un caso sperimentale: si presenta del tutto privo di apparati ornamentali in maniera da risultare così estremamente moderno e raggiunge altezze vertiginose per l'epoca in venne realizzato (1891-1893), utilizzando (solo apparentemente) tecniche costruttive tradizionali ed economia di mezzi. Pochi anni dopo la sua edificazione, il suo ampliamento, eseguito dallo studio Holabird & Roche, pur sfruttando tecnologie edilizie più "avanzate", non rinunciò all'uso degli ornamenti, assecondando i committenti. La ricerca raccolta in questo volume indaga l'aspetto monolitico del Monadnock Building rispetto al sistema strutturale che lo sorregge; tramite l'analisi dei disegni originali e la ricostruzione tridimensionale, si pone il problema di reinterpretarne la natura costruttiva e compositiva ed esplorarne il carattere al crocevia di differenti necessità architettoniche, tecnologiche e commerciali. In particolare, esso fu costruito in un periodo di transizione — la ricostruzione di Chicago successiva all'incendio del 1871 —, in occasione della quale fiorì la sperimentazione attorno alla nuova tipologia del grattacielo. Infine, ampliando il punto di vista, il Monadnock Building ha rappresentato un'occasione per studiare la Scuola di Chicago e la grande varietà di proposizioni ed esiti costruiti che si affiancano ancora oggi sul palcoscenico dello skyline di Chicago, mettendo in discussione il carattere di omogeneità che si attribuisce alla produzione di una "scuola".
18,00 17,10

Angelo Di Castro. Tra le pieghe del moderno

Fabio Balducci

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 173

Questo volume si concentra sulla figura di Angelo Di Castro, architetto romano tra i più prolifici nella Capitale nell’arco temporale della sua attività, che copre circa sessant’anni a cavallo del secondo conflitto mondiale. Angelo Di Castro nel corso della sua esperienza professionale è stato testimone attivo di gran parte dell’itinerario percorso dall’architettura italiana del XX secolo, seguendone le diverse stagioni, riassorbendole tutte nel suo “irrequieto sperimentare” e arrivando così, nella sua piena maturità, a definire un codice riconoscibile, appartenente a un manierismo alto. Attraverso una selezione ragionata di temi e figure questo studio tenta di individuare i contorni di autorialità in un insieme di progetti tra loro apparentemente eterogenei: la ricerca di linee di forza che, in una certa misura, hanno saputo concretarsi in un riverbero raccolto anche da altri autori, disseminando nella città un carattere comune, in grado di definire la peculiarità del milieu romano nel dopoguerra, inteso – per dirla con Muratori – come espressione collettiva. E, con uno sguardo più ampio, tenta di inserire un piccolo tassello nella ricerca, ancora aperta, sulla vicenda culturale e architettonica romana e italiana tra gli anni Venti e gli anni Settanta del Novecento. Poiché, tra le pieghe del Moderno, in quella schiera di ottimi professionisti che, scrivendo poco ma costruendo molto, hanno messo alla prova le speculazioni teorico-pratiche dei Maestri attraverso un metodo veracemente sperimentale, riteniamo si possano rinvenire alcune delle ragioni di un auspicato rinnovamento del nostro mestiere, oggi quanto mai urgente.
18,00 17,10

18,00 17,10

Il mondo non è più un giardino. Verso una nuova estetica tra qualità del paesaggio e ragioni dell'ambiente

Laura Zampieri

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 165

Il volume indaga le condizioni per le quali - a partire dall'invenzione dell'idea di "Natura Selvaggia" nel XVIII secolo - nel mondo occidentale contemporaneo si sia perso un approccio empatico nei confronti degli spazi naturali. Tale condizione ha veicolato la sottomissione di questi ultimi a ragioni che hanno alterato il nostro rapporto con essi, a vantaggio di uno sviluppo produttivo scisso dall'idea di natura e, nella maggior parte dei casi, distruttivo nei suoi confronti. In opposizione a tale approccio, si è parallelamente sviluppato un pensiero che ha portato alla nascita del movimento ecologista negli Stati Uniti d'America e nel Nord Europa tra la fine del XIX e la metà del XX secolo. Le azioni-reazioni che nel tempo si sono succedute sottolineano le differenze tra il mondo anglosassone e quello continentale rispetto all'idea di "natura". Se il primo ha saputo efficacemente organizzare un pensiero accademico che ha esplorato lo strumento del progetto di paesaggio quale possibilità di lettura e riequilibrio delle problematiche ambientali, più eterogeneo è apparso l'approccio del secondo che, con differenze tra mondo nordico e mondo mediterraneo, fatica tutt'ora ad argomentare con risoluzione un pensiero del progetto di paesaggio, capace di riattualizzare ruoli e contenuto estetico e stabilire sinergie tra lo studio e la risoluzione di problematiche legate all'ambiente.
18,00 17,10

Il giunto in architettura. Percezione, spazio e costruzione

Andrea De Sanctis

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 140

Il giunto architettonico non può essere pensato solamente come mero congegno tecnico e costruttivo, ma più estensivamente come dispositivo estetico, che opera nella percezione e influisce sull'esperienza del soggetto nello spazio architettonico. Osservare un giunto nella sua singolarità significa interessarsi a quel margine di tolleranza in grado di assorbire la naturale imperfezione delle cose. Un margine in cui la ricchezza del reale si esprime, a volte silenziosamente, modificando lo spazio vissuto dell'architettura. D'altra parte, come sarebbe la nostra esperienza dello spazio se fosse del tutto priva di dettagli, da cosa trarrebbe la sua "qualità" estetica? Questo libro considera il progetto di architettura come un insieme eterogeneo di connessioni, le cui proprietà definiscono l'intonazione percettiva di uno spazio. L'intento è di sottoporre questo tema fondante dell'architettura a una nuova verifica, discutendone il ruolo e il significato progettuale.
18,00 17,10

Processi di insediamento informale. Relazioni tra morfologia, tipologia e tecnologia

Deborah C. Lefosse

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 163

Le dinamiche evolutive che investono la città contemporanea pongono in discussione le discipline del progetto, in particolare quando certi fenomeni superano il nesso tra luoghi, politiche e strumenti d'intervento. I dati relativi alla crescita mondiale mostrano come il paesaggio antropico si componga per mano dei suoi stessi abitanti, guidati da urgenza e possibilità. Il fenomeno dell'informale, tanto impattante sul piano sociale quanto prolifico nella costruzione, pare inevitabilmente condurre all'insostenibilità urbana. Da queste premesse muove la ricerca, volta a una riflessione più generale sull'uomo e suoi modi di fare e abitare la città. Partendo dall'ipotesi che il mondo costruito è realtà di processi, il volume presenta l'informale come prassi di insediamento spontaneo, espressione di un processo civile che segue rinnovandosi nel tempo, nel costume e nell'urbanità. Fine ultimo della trattazione è comprendere logiche e relazioni degli insediamenti umani, le loro caratteristiche al variare delle condizioni al contorno (geografiche, economiche, culturali), le strategie e le azioni con cui il progetto intende rinnovare i contesti non formali. Attraverso tre casi di studio in America Latina, l'ambiente urbano viene analizzato per confronto secondo l'approccio teorico e metodologico di scuola romana e del pensiero tipo-morfologico. Per ricostruire l'iter evolutivo che dall'occupazione conduce alla casa, al tessuto e alla città, si assumono tre categorie multiscalari che attengono a lettura e progetto operanti: morfologia, tipologia e tecnologia. Il ragionamento, sostenuto da contributi grafici condotti in parallelo, è orientato a processi in corso e in divenire, rispetto ai quali si avanzano proposte possibili verso un futuro più inclusivo e sostenibile.
18,00 17,10

Composizioni urbane. L'ordine elementare della forma

Francesca Addario

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 154

"Lo scardinamento del concetto di isolato chiuso che la modernità ha introdotto nella concezione della città, mediante il ribaltamento del rapporto tra pieni e vuoti, induce ancora oggi a riflettere sui princìpi insediativi più adatti alla costruzione della città contemporanea. Questa condizione appartiene al campo d'azione del progetto urbano e apre all'ipotesi di definire nuovi possibili ordini nei quali occorre precisare la relazione tra gli elementi costitutivi della città. In tale quadro l'autrice si pone l'obiettivo di tracciare un'indagine critica sul tema approfondendo differenti livelli scalari che prendono in considerazione la parte urbana e la parte elementare di città, ovvero l'insediamento urbano e la corrispettiva unità minima insediativa. La ricerca si interroga sui princìpi d'ordine necessari alla definizione della forma, architettonica e urbana, e pone particolare attenzione alla composizione dello spazio aperto come determinante delle relazioni topologiche del costruito. A tal fine nel volume vengono indicati alcuni casi studio esemplari che mettono in evidenza la ragion d'essere di tale spazio come componente fondativa e strutturante la città e il ruolo di relazione che ha nella precisazione di pesi e misure delle diverse parti e componenti urbane.
18,00 17,10

Sulla modificazione. Il progetto di architettura tra idea e realtà

Alessandro Oltremarini

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 140

La modificazione, tema permanente nell'architettura, costituisce oggi un ruolo sempre più centrale sia nel dibattito contemporaneo sia negli interventi che tendono a costruire una corrispondenza tra regola insediativa e luogo. L'autore intende indagare il tema a partire dalla questione che pone Vittorio Gregotti, ovvero dalla possibilità di riconoscere nella modificazione uno "strumento concettuale che presiede alla progettazione", e lo sviluppa secondo due direzioni parallele: lungo la prima direzione il tema è esplorato nella complessità dei contenuti a esso riferibili e nel tentativo di scomporli per costruire un vero e proprio linguaggio della modificazione; nell'altra direzione, la modificazione è affrontata come espressione concreta nel progetto di architettura, attraverso alcuni casi studio esemplari, indagati nelle differenti declinazioni linguistiche. Da una parte, dunque, questo studio si concentra sulla modificazione come azione e non come effetto, mentre dall'altra pone l'attenzione sulle parti di città che rappresentano un'occasione, per il progetto di modificazione, di rivelazione, recupero e attualizzazione di segni e valori: un'occasione del progetto che non intende esprimersi secondo una retorica della continuità, quanto piuttosto secondo un principio di regolazione dialogica tra idea e realtà.
18,00 17,10

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