Frammentazione della società, potere assoluto del mercato e dell'individuo, una politica divisa tra ultraliberismo e populismo... l'era della democrazia sta volgendo al termine? A fronte dell'evidente declino dell'ideologia liberale, rivelatasi nel tempo contraddittoria e autodistruttiva nelle sue derive neoliberiste, la proposta di Adrian Pabst, in questo libro, sposta lo sguardo oltre la pericolosa polarizzazione che paralizza la dialettica democratica e divide la società disgregando i legami che la costituiscono. Lo fa tracciando una via originale, difendendo una visione che non sacrifica la libertà, ma si basa sulla dignità della persona umana e sulla ricerca del bene comune, recuperando una visione dell'uomo come "essere di relazione" il cui sviluppo personale dipende da quello degli altri. La sua proposta riprende le origini britanniche e francesi del pensiero post-liberale e, allontanandosi dalle declinazioni americane, ne assume le radici: quelle del cristianesimo sociale. Una democrazia che, attraverso i corpi intermedi, sia in grado di coniugare la solidarietà sociale e i valori dell'Occidente, in cui l'individuo non è consumatore ma persona e dove i leader politici sappiano affrontare il tema imprescindibile delle diseguaglianze, a cui opporre l'impegno per un'economia giusta, fondata sulla reciprocità.
Pensare l'era post-liberale
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| Titolo | Pensare l'era post-liberale |
| Autore | Adrian Pabst |
| Traduttore | V. Salvati |
| Collana | Transizioni, 97 |
| Editore | Vita e Pensiero |
| Formato |
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| Pagine | 284 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788834361511 |

