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Margherita di Savoia, Margherita di Cosenza: Duchessa di Calabria Citra da Belvedere a Cropani

novità
Margherita di Savoia, Margherita di Cosenza: Duchessa di Calabria Citra da Belvedere a Cropani
Titolo Margherita di Savoia, Margherita di Cosenza: Duchessa di Calabria Citra da Belvedere a Cropani
Autore
Collana Donne reali, 31
Editore ABE
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 118
Pubblicazione 2026
ISBN 9788872976524
 
33,00 €

 
Margherita di Savoia, nata nel castello di Morges sul lago Lemano il 7 agosto 1420 e spentasi a Stoccarda il 30 settembre 1479, rappresenta una delle figure femminili più rilevanti e al contempo complesse dello scacchiere geopolitico del Quattrocento europeo. Nota alla storiografia meridionale principalmente per il suo insediamento nel Castello Svevo di Cosenza in veste di duchessa di Calabria, la sua parabola biografica è stata spesso alterata da anacronismi e confusioni genealogiche con altre omonime della casata sabauda, come la nipote Bona di Savoia, duchessa di Milano. Una ricostruzione scientifica e ragionata, fondata esclusivamente sull'incrocio delle fonti d'archivio e delle cronache coeve, restituisce l'immagine di una donna capace di esercitare un'autentica mediazione culturale tra l'area franco-piemontese, il Mezzogiorno angioino e il Sacro Romano Impero. Figlia di Amedeo VIII, primo duca di Savoia e futuro pontefice Felice V, e di Maria di Borgogna, Margherita venne precocemente inserita nelle grandi strategie matrimoniali dell'epoca. Già nei registri della tesoreria di Torino del 1424 si rintracciano i primi vincoli finanziari sulle gabelle del Chiablese volti a costituire la sua dote, mentre i dispacci della cancelleria segreta viscontea a Milano e i libri contabili del Banco Medici a Firenze ne monitoravano la crescita tra il 1422 e il 1430. La bambina rappresentava infatti la garanzia vivente dei monumentale prestiti che le piazze d'affari toscane e la diplomazia lombarda stavano concedendo a Luigi III d'Angiò, re titolare di Sicilia e successore designato della regina Giovanna II, per sostenere le sue pretese nel Regno di Napoli contro l'avanzata aragonese. La svolta politica si compì nell'autunno del 1432. All'età di soli dodici anni, in seguito alla ratifica della Convenzione di Chambéry, Margherita si congedò dalla corte paterna per intraprendere un lungo viaggio transappenninico. Scortata da gentiluomini sabaudi e protetta dai salvacondotti del duca Filippo Maria Visconti, la carovana doganale discese lungo l'asse toscano godendo delle esenzioni daziarie concesse dalla Repubblica di Firenze, per poi immettersi lungo le vie interne della Basilicata e del Sannio. L'arrivo nella valle del Crati e l'ingresso trionfale a Cosenza, capitale effettiva del ducato calabrese, videro il patriziato locale e i giurati comunali accogliere la duchessa bambina offrendo chiavi d'oro e doni di sottomissione. Nel biennio successivo, la corte cosentina sul colle Pancrazio si trasformò in un polo di attrazione culturale e amministrativa. Nonostante la giovane età e le frequenti assenze del marito Luigi III impegnato sui fronti di guerra pugliesi, Margherita partecipò attivamente alla vita di palazzo, assistita da dignitari locali quali il consigliere Tommaso Parisio e il cavaliere Vincardino Beccuti, elevato alla prestigiosa carica di castellano di Cosenza. Sotto la direzione della duchessa, la fortezza bruzia mutuò i raffinati cerimoniali delle corti settentrionali. Le cronache patrie e i diari d'epoca registrano l'introduzione di un lusso quotidiano e di fastosi tornei cavallereschi allietati da musiche pubbliche e private in cui pifferi, trombe, chitarrini e liuti accompagnavano le sfilate militari e i ricevimenti formali dei baroni. Al contempo, la cancelleria ducale cosentina produceva una fitta mole di diplomi e lettere patenti per regolare le immunità ecclesiastiche e il controllo fiscale sui casali della Calabria Citra.
 

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