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Quattro brevi storie

Quattro brevi storie
Titolo Quattro brevi storie
Autore
Prefazione
Collana Portfolio
Editore Edizioni Epoké
Formato
Formato Libro Libro
Pubblicazione 04/2017
ISBN 9788899647261
 
18,00

 
Carlo Ferrara torna con una narrazione fotografica. 39 scatti in bianco e nero per quattro storie immaginate che la mente disegna sulla cruda realtà dell’archeologia industriale. “Il viaggio”, “Segni”, “La ricercha” e “Vivo” sono i quattro precorsi scelti dall’autore per raccontare un presente sospeso metaforici chiaroscuri, in cui l’autore è sempre anche protagonista. «Si può raccontare ed esplorare il nostro presente complesso e globalizzato per brevi immagini, per micro-narrazioni, per frammenti visivi? La qualità, lo spessore e la profondità di queste immagini affermano che è possibile; in effetti Carlo Ferrara qui compone con i suoi frammenti visivi, con le sue brevi micro-storie un grande mosaico sull’uomo contemporaneo, sui nostri tempi “liquidi” (Bauman), dominati da tante criticità e insicurezze, da tanta precarietà in ogni settore e campo della vita umana. Una foto allora può insieme narrare, approfondire ed esorcizzare l’effimero, il negativo, fermarlo per la convinzione che in questo modo il tempo possa essere non solo capito, indagato, esplorato, ma anche fermato, fissato. Sottratto quindi al suo destino storico di esaurimento veloce, di consumo pianificato, di inesorabile usa-e-getta. In fondo c’è un’idea tradizionale (anche classica) e struggente dietro questi frammenti narrativi: fermare con l’arte l’attimo che fugge (“carpe diem”), il tempo che passa, che anzi oggi si brucia nelle mode e nei cambiamenti incessanti. Un gesto secondo noi non solo estetico o fotografico, ma anche “sacro”, fondamentale, vitale. Ferrara fissa e cattura quell’attimo che corre, perché in questo modo quell’istante viene salvato e viene consegnato alla memoria dei posteri. Viene sottratto alla sua distruzione certa, al suo utilizzo che lo sfibrerà, lo renderà inutile e vuoto. Consumandolo, vendendolo, usandolo, gettandolo come una merce precaria, come una lattina a scadenza. Come un modello di cellulare, progettato per essere presto superato e reso obsoleto da un altro modello» (dalla prefazione di Luciano Benini Sforza).
 
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