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Una bellezza che non sfiorisce. Vita di Cagnaccio di San Pietro

in uscita
Una bellezza che non sfiorisce. Vita di Cagnaccio di San Pietro
Titolo Una bellezza che non sfiorisce. Vita di Cagnaccio di San Pietro
Autore
Argomenti Biografie e storie vere Biografie generali
Arti, cinema e spettacolo Storia dell'arte: stili artistici
Arti, cinema e spettacolo Forme d'arte
Arti, cinema e spettacolo Arti: soggetti e temi specifici
Collana Biografie
Editore Johan & Levi
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 216
Pubblicazione 2026
ISBN 9788860104151
 
28,00 €

 
Il libro è di prossima pubblicazione
Di prossima pubblicazione
Prima di diventare Cagnaccio di San Pietro, Natalino Bentivoglio Scarpa (1897-1946) trascorre l'infanzia nell'atmosfera sospesa di Pellestrina, quel microcosmo di luce, salsedine e fatiche quotidiane proteso tra la laguna e il mare. Il nome che sceglie per sé - ispirato al cane ringhioso del nonno pescatore - gli resterà addosso come una seconda pelle: testimonianza di un attaccamento irriducibile alle proprie radici popolari e ironica rivendicazione di una natura impetuosa, refrattaria ai compromessi. Il suo apprendistato artistico è irregolare: frequenta l'Accademia di Belle Arti per un solo anno con risultati mediocri, e poi trova da sé la propria strada, riconoscendo in Ettore Tito un maestro. Matura così una pittura nitida e inquieta, dalla superficie smaltata e dal segno quasi fiammingo, del tutto estranea alla retorica celebrativa e alle tendenze dominanti. Animato da una profonda religiosità e da un'intransigenza morale di raro candore, Cagnaccio rimane vicino agli umili, ritratti nella poetica rarefazione della sua pittura. E se l'aperto rifiuto del fascismo gli costa l'isolamento e l'ostracismo di parte della critica, a Venezia è guardato con ammirazione. Dario Biagi ne ricostruisce la vita, segnata dalla malattia, e il percorso creativo, indagando il rapporto tra arte e potere, la tensione spirituale che attraversa le opere e le alterne vicende della loro fortuna. La testimonianza della figlia Liliana e i documenti inediti avvicinano il lettore alla sensibilità di un artista troppo a lungo relegato ai margini e che oggi è riconosciuto come capofila del realismo magico italiano, di cui rappresenta «la punta più estrema, quella più dura e inclemente».
 

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