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Anatomia clinica della cute e dei suoi inestetismi. Fondamenti anatomici e istologici, fisiopatologia, inestetismi e applicazioni cliniche

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Anatomia clinica della cute e dei suoi inestetismi. Fondamenti anatomici e istologici, fisiopatologia, inestetismi e applicazioni cliniche
Titolo Anatomia clinica della cute e dei suoi inestetismi. Fondamenti anatomici e istologici, fisiopatologia, inestetismi e applicazioni cliniche
Autore
Argomenti Medicina Clinica e medicina interna
Medicina Medicina pre-clinica: scienze di base
Editore Youcanprint
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 164
Pubblicazione 2026
ISBN 9791224806790
 
23,00 €

 
Sfiorare la guancia con le dita mette già in contatto superficie, recettori e piani profondi. Nell'adulto ci sono 206 ossa e circa 600 muscoli; la rete vascolare, distesa, arriverebbe a circa centomila chilometri. La cute copre 1,5-2 m²: è il confine con l'ambiente, barriera contro la perdita d'acqua e l'ingresso di sostanze estranee, organo di termoregolazione e di senso. L'apparato tegumentario comprende epitelio, connettivo, vasi, nervi, cellule immunitarie e ghiandole, in continuità con l'ipoderma e la fascia. Epidermide, derma, tela sottocutanea e fascia superficiale vanno letti nei loro rapporti. Annessi, vascolarizzazione, drenaggio linfatico e innervazione spiegano perché lo stesso segno cambia secondo la regione. Colore, spessore, elasticità, cicatrice o edema non sono fatti soltanto di superficie. Possono dipendere dal pigmento, dalla perfusione, dalla profondità della lesione o dalla circolazione dei liquidi. La cellulite estetica e il lipedema hanno substrati diversi. L'anatomia è la prima scienza di noi stessi: distingue i piani e rende precisabile ciò che si osserva. Una ferita epidermica non si comporta come una lesione dermica; un'iniezione intradermica non è una sottocutanea. Il volume di Immacolata Belviso percorre la cute dalla superficie ai piani profondi, unendo anatomia macroscopica, istologia, embriologia e clinica. Due appendici chiudono l'opera: una sullo spessore cutaneo e sulle sue variazioni regionali, etarie e sessuali; l'altra sulla fascia superficiale, sui suoi rapporti con l'ipoderma e sul ruolo nella lettura della superficie e degli inestetismi. La cute cambia con l'età, gli ormoni, il clima e le sollecitazioni. Ogni volto o mano è il risultato di processi a scale diverse. Quanta anatomia riconosciamo in ciò che chiamiamo semplicemente pelle?
 

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