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La Compagnia dei Piccoli Hollandesi. Intermezzi e pantomima nel teatro popolare settecentesco

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La Compagnia dei Piccoli Hollandesi. Intermezzi e pantomima nel teatro popolare settecentesco
Titolo La Compagnia dei Piccoli Hollandesi. Intermezzi e pantomima nel teatro popolare settecentesco
Autore
Collana Strumenti della ricerca musicale, 25
Editore LIM
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 155
Pubblicazione 2026
ISBN 9788855434737
 
25,00 € 23,75 €

 
risparmi: 1,25 €
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"La Compagnia dei Piccoli Hollandesi è stata una troupe teatrale attiva a partire dagli anni Quaranta del Settecento che fu celebre per la pantomima interpretata da bambini e per la concezione di uno spettacolo peculiare, denominato Opera pantomima, in cui gli intermezzi comici vennero inseriti all'interno della cornice coreutica affidata ai piccoli danzatori. L'aspetto distintivo di questa Kindertruppe - fondata a Parigi dagli attori forain Nicolò Grimaldi, detto Nicolini, e Magdalena Lisapiferi - risiede infatti nella fusione di influenze derivate da tradizioni teatrali ed estetiche apparentemente molto distanti, acquisite nel corso di un lungo tour che connette idealmente Parigi alle città del Nord della Germania così come teatri istituzionali e spazi musicali effimeri. [...] Le prime attestazioni dei Petits Enfans Hollandois fanno riferimento alla rappresentazione di una serie di divertissements pantomimes che il gruppo presentò a Parigi e in diversi centri dei Paesi Bassi e del Belgio. Tuttavia, le prime riprese di intermezzi risalgono al 1747, quando la compagnia stampò a Vienna i libretti di alcuni celebri titoli. [...] Le ultime attestazioni del gruppo risalgono al 1772 quando, dopo oltre vent'anni di fermo dell'attività di giro, Nicolini tentò di ricostituire la sua impresa ad Amburgo, a partire dai repertori che l'avevano reso celebre e riutilizzando i materiali, musicali e scenografici, che aveva potuto portare con sé da Braunschweig. Riapparvero quindi le pantomime con protagonista Arlecchino accostate prevalentemente agli intermezzi comici e al ballo, anche se non è da escludere che nell'ultimo periodo della sua attività l'impresario si fosse fatto promotore anche della ripresa di qualche dramma giocoso. Eppure lo spettacolo di Nicolini non era rimasto immutato nel corso del tempo. L'esperienza delle numerose città visitate e il confronto, nei vari contesti di spettacolo, con le consuetudini produttive e le aspettative di un pubblico sempre diverse, aveva determinato una trasformazione della proposta iniziale. Confrontando le fonti e le testimonianze letterarie, dalle pantomime rappresentate alla foire di Parigi agli allestimenti firmati per i teatri di Braunschweig, è possibile constatare una progressiva evoluzione dello spettacolo e l'elaborazione di espedienti drammaturgici originali ed eclettici, dovuti in parte anche al dialogo e all'assimilazione di culture teatrali differenti. Ciò è particolarmente evidente nella pantomima, che Nicolini concepì come un genere teatrale in cui il gesto mimico è integrato al canto e alla musica." (dalla Premessa)
 

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