Sandra Lucbert scrittrice e ricercatrice francese, mette sotto accusa il linguaggio del potere: un linguaggio che non descrive, ma prescrive; che non informa, ma comanda. Le parole dell'economia e delle istituzioni si rivelano dispositivi di controllo, capaci di trasformare le scelte di pochi in necessità per tutti. Con una scrittura tesa, lucida e inquieta, che intreccia analisi e invenzione il libro smonta le architetture narrative che sorreggono il presente e ne espone la violenza nascosta. La letteratura diventa qui uno strumento critico: un modo per denaturalizzare ciò che appare ovvio, per incrinare i racconti dominanti e aprire spazi di possibilità. Muovendosi tra politico, psichico ed estetico, l'autrice indaga le formazioni sociali, le loro espressioni linguistiche e i regimi pulsionali che le attraversano, mostrando come ogni ordine del discorso sia anche un ordine del mondo. L'interrogativo da porsi è: chi controlla il racconto controlla anche la realtà? Il testo inaugura la collana Babel, diretta da P. Barone e A. Rudelli, espressione dell'omonimo laboratorio di formazione e ricerca transdisciplinare sui linguaggi della contemporaneità dell'Università Bicocca.
Il ministero dei racconti pubblici
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| Titolo | Il ministero dei racconti pubblici |
| Autore | Sandra Lucbert |
| Collana | Babel, 1 |
| Editore | Colibrì Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791282119177 |

