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Penultimi saggi brevi su poeti italiani moderni e contemporanei

Penultimi saggi brevi su poeti italiani moderni e contemporanei
Titolo Penultimi saggi brevi su poeti italiani moderni e contemporanei
Autore
Argomento Poesia e studi letterari Letteratura: storia e critica
Collana La modernità letteraria
Editore Edizioni ETS
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 256
Pubblicazione 11/2023
ISBN 9788846766366
 
24,00 €

 
Questi «saggi brevi» di uno studioso di lungo corso come Silvio Ramat ne confermano innanzitutto la fedeltà ad alcuni fra i poeti che gli furono pane quotidiano fin dalla giovinezza (Montale, qui schedato nelle sue varianti; Campana, con la sua sopravvivenza nella posterità; Luzi, scrutato da più angolazioni). Si acuisce l'attitudine del critico a considerare da vicino aspetti specifici di un autore o di un'opera, evitando sia le troppo larghe panoramiche sia le connessioni troppo serrate fra lo "spirito del tempo" (con i suoi vincoli ideali o ideologici) e gli esiti di processi elaborativi generatori di poesie che s'inventano di volta in volta i propri codici. Accertata l'intempestività del rilancio di generi ormai caduchi (tentato da Fogazzaro con Miranda), gli albori del secolo XX registrano fra l'altro la propensione visionaria del giovane Saba e l'altalenante esordio di Sbarbaro, mentre la "toscanità" di Campana e di Soffici si dispiega tanto nel mistico-onirico viaggio alla Verna quanto nella rivelazione della virtuosa schiettezza del nostro popolo in armi (verificata, nel medesimo quadro storico, anche da Jahier). Frattanto il più impeccabile tra i nostri poeti, Gozzano, empie di creature in volo le sue pagine. Significativo il recupero di Giorgio Chiesura: il suo diario in versi descrive un'esperienza di prigionia simile a quella su cui, dopo il 1945, s'innesta la genesi del nuovo libro di Sereni, Gli strumenti umani, destinato a imporsi tra i memorabili dell'intero secolo. Secolo esemplarmente coronato da una voce di straordinaria eleganza, Fernando Bandini: la sua civilissima interpretazione del ruolo di maestro di scuola non gli impedisce di dare ascolto al proprio intimo demone, la "creatività", dono e dote su cui liberamente ragiona l'ultimo dei saggi qui raccolti.
 

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