Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente
Donne di saggezza. Una via femminile all'illuminazione
Tsultrim Allione
Libro
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1985
pagine: 264
Ogni cultura fornisce biografie in qualche forma, che siano di eroi ancestrali, di grandi capi oppure formali biografie di figure culturali o religiose. Sono però pochissime nella nostra cultura le storie di donne dedite alla ricerca spirituale. Eppure la donna ha una naturale tendenza agli stati recettivi della meditazione, della conoscenza intuitiva e della compassione, ma le condizioni storiche, sociali e culturali le hanno sempre reso più difficile esprimere questa potenzialità in modo autonomo. Per trovare una via che effettivamente conduca alla liberazione la donna deve ispirarsi ad altre figure femminili che l’abbiano raggiunta. Le sei biografie di altrettante ‘donne di saggezza’ tibetane presentate in questo libro mettono in luce ed esaltano il potenziale spirituale insito in tutte le donne. Pur riferendosi a figure vissute in una terra remota e misteriosa, dal dodicesimo secolo fino all’invasione cinese, queste storie hanno una loro profondissima attualità e sanno parlare in modo particolarmente intenso alla donna del ventesimo secolo. Nangsa Obum che muore e rinasce, Jomo Memo che scende nella caverna dell’iniziazione, Drenchen Rema che si ritira in un eremo vivendo per anni di sola acqua, sono altrettanti esempi non solo di sfida al pregiudizio culturale e religioso, ma anche della capacità femminile di raggiungere elevati traguardi sulla via dell’Illuminazione.
La via delle nuvole bianche. Un buddhista in Tibet
Anagarika Govinda (lama)
Libro
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1981
pagine: 360
Racconto diretto e descrizione di un pellegrinaggio in Tibet negli ultimi decenni della sua indipendenza e della sua intatta tradizione culturale. Un pellegrinaggio nel vero senso della parola in quanto non segue itinerari prestabiliti né si prefigge uno scopo fisso o limitato; è un viaggio nello spazio non solo esterno ma anche interiore, che parte sempre da un invisibile centro psichico.
I tre pilastri dello zen. Insegnamento, pratica e illuminazione
Philip Kapleau
Libro
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1981
pagine: 388
Lo zen è una pratica religiosa fondata su un metodo singolare il cui scopo è il risveglio, cioè l’autorealizzazione. Basato sui più profondi insegnamenti del Buddha, fu portato dall’India alla Cina, dove se ne svilupparono le pratiche e i metodi caratteristici, e in seguito fu ulteriormente elaborato, nel corso dei secoli, in Giappone, in Corea e in Vietnam. Il buddhismo zen è pertanto il compimento delle esperienze spirituali di un certo numero di civiltà asiatiche. Oggi in Giappone, uomini e donne di ogni ceto sociale, quotidianamente, nelle loro abitazioni, nei templi e nei monasteri, si impegnano attivamente nello zazen, la principale disciplina dello zen, a testimonianza della vitalità e dell’attualità della sua tradizione. Questo libro, che fin dalla sua prima apparizione, per la sua semplicità e la sua autenticità è diventato la migliore introduzione per gli occidentali alla pratica dello zen, delinea con sicurezza i principi e i metodi del buddhismo zen attraverso le parole dei maestri zen giapponesi sia antichi che moderni, fornendo al lettore una mappa e una bussola con cui costantemente orientarsi a ogni passo lungo la via che porta all’autorealizzazione.
Śiva e Dioniso. La religione della natura e dell'eros
Alain Daniélou
Libro: Libro rilegato
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1980
pagine: 232
Lo sivaismo, le cui origini risalgono a una lontana preistoria, differisce sostanzialmente dalla tradizione vedica ma l’ha profondamente influenzata per sfociare in quello che viene chiamato Induismo. Lo Sivaismo è una religione essenzialmente mistica e naturalista, considera il mondo come un tutto armonioso nel quale le piante, gli animali, gli uomini e gli dèi appaiono come i diversi aspetti della manifestazione della medesima sostanza divina. È dallo sivaismo che provengono la venerazione dei luoghi santi, degli alberi e degli animali sacri, ma anche le tecniche dello Yoga, le pratiche tantriche, le danze estatiche, l’impiego della musica come mezzo di contatto col mondo soprannaturale, il culto del fallo, l’uso di tecniche erotiche e orgiastiche come mezzo di progresso spirituale. Avendo studiato i testi e i riti dello sivaismo tantrico, Daniélou è stato colpito dai numerosi paralleli incontrati negli antichi culti dell’Egitto, della Grecia, del mondo pre-celtico. Di fronte all’identità dei riti, dei miti e delle pratiche del Medio Oriente, del mondo mediterraneo e celtico con quelli dello sivaismo, è divenuto evidente che sia dovuta esistere un’epoca, prima delle invasioni ariane, in cui queste diverse regioni partecipavano insieme all’India delle medesime credenze e della medesima religione.
Kundalini. L'energia evolutiva dell'uomo
Gopi Krishna
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1978
pagine: 218
La teoria indiana della Kundalini, svolta in maniera particolare nei testi tantrici induisti e buddhisti ma presente in tutto il Vedanta, è la seguente. L’energia sessuale non è che energia vitale che sta avvoltolata e dorme, come un serpente (Kundalini), alla base della colonna vertebrale, cioè intorno alla zona del sesso. Svegliarla per emettere il seme significa impiegarla a fini prevalentemente genetici, e questo è un legittimo impiego; svegliarla però senza emettere il seme significa produrre una trasformazione di energia, qualora l’energia, salendo per il simbolico doppio canale del sushumna, si diffonda a poco a poco per tutto il corpo attraverso i centri (chakra) o plessi, ne apra i petali, e salendo fino al loto dei mille petali, situato alla sommità della testa, determini un'amplificazione di tutto l’essere che infine, liberandosi di ogni limitazione in un’apertura illimitata, può giungere al samadhi. Questo libro è un resoconto autobiografico originale di ciò che accade alla mente e al corpo quando Kundalini si desta spontaneamente, dopo anni di disciplina yoga. Il commentario di James Hillman è una riflessione dal punto di vista della psicologia analitica, in cui l’autore individua un parallelismo fra le esperienze di Gopi Krishna e i processi di trasformazione nell’uomo occidentale come emergono nella pratica analitica.
La dottrina zen del vuoto mentale
Taitaro Suzuki Daisetz
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1978
pagine: 136
“Un viaggiatore incontrò una tigre e fuggì con la tigre alle calcagna. Arrivato sull’orlo di un precipizio l’uomo vi saltò, afferrandosi a una liana e rimanendo sospeso nel vuoto, mentre la tigre annusava l’aria sopra di lui. Tutto tremante l’uomo guardò in giù e vide un’altra tigre che lo guardava. Due sorci, uno bianco e uno nero, si misero a rodere la liana alla quale era sospeso. L’uomo vide allora vicino alla sua testa una appetitosa fragola selvatica. Tenendo la liana con una mano, colse con l’altra la fragola e la mangiò. Come era delizioso il suo gusto!”. Nel loro sforzo per superare il mondo dell’intelletto i buddhisti zen hanno sempre messo l’accento sull’importanza dell’istantaneità. La conoscenza razionale è razionale solo perché vi si giunge per mezzo della ragione. Le altre conoscenze, accessibili con mezzi diversi dalla ragione, non sono però irrazionali; sono extra-razionali. Saper distinguere fra le idee suscettibili di analisi razionale e quelle che non lo sono è il dono degli dèi. Per colui che agisce, è altrettanto importante saper riconoscere la giustezza di un giudizio intuitivo che la solidità di una prova scientifica.
Introduzione al buddhismo zen
Taitaro Suzuki Daisetz
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1978
pagine: 136
D. T. Suzuki ha dedicato al buddhismo venticinque opere in inglese e almeno diciotto in giapponese. Come mostra chiaramente la cronologia bibliografica dei suoi scritti sullo zen in inglese, fu pioniere di questa dottrina fuori del Giappone. Infatti, prima del 1927, anno in cui uscì la prima serie dei suoi Saggi sul buddhismo zen, nulla era ancora noto dello zen come vivente esperienza se si eccettua l’opera di Kaiten Nukariya, Religion of the Samurai. Non solo Suzuki ha studiato le opere originali in sanscrito, pali, cinese, giapponese, ma è anche stato profondo conoscitore del pensiero occidentale, nelle lingue tedesca, francese e inglese che egli parlava e scriveva con grande scioltezza. Fu, tuttavia, molto più che uno studioso. Pur non appartenendo ad alcun ordine religioso o associazione buddhista, la sua conoscenza delle cose dello spirito era tanto diretta, profonda ed efficace che veniva onorato in ogni tempio del Giappone. Quando egli parla degli stadi più elevati della coscienza lo fa come un uomo che vi ha, per così dire, abitato e che ha cercato poi di utilizzare simboli intellettuali per descrivere uno stato di coscienza che è ‘al di là dell’intelletto’. Per coloro che non hanno ricevuto l’insegnamento diretto del maestro, i suoi scritti sono un prezioso sostituto, e questa Introduzione è la guida più preziosa per coloro che si accostano allo zen per la prima volta.
Mente zen, mente di principiante. Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen
Shunryu Suzuki-Roshi
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1978
pagine: 160
Tratto dai discorsi che Suzuki-Roshi teneva ai propri studenti zen, questo libro è la testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicità, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l'intimo significato dello zen, collocandosi così, insieme a Watts, Krishnamurti e Trungpa, fra i protagonisti dell'incontro fra Oriente religioso e Occidente contemporaneo.
Il libro tibetano dei morti. La grande liberazione attraverso l'udire nel Bardo
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1978
pagine: 112
Il celebre Libro tibetano dei morti - il Bardo Thötröl (o Thodol), libro di istruzione sulla natura dell'impermanenza, inteso per l'uso sia da parte dei morenti che dei vivi - appartiene a una serie di istruzioni sulla liberazione composte da Padmasambhava, il fondatore del buddhismo tibetano. In questa nuova versione i traduttori hanno voluto dare grande risalto all'applicazione pratica del testo, comunicandone lo spirito vitale e l'immediatezza, affinché il buddhismo tibetano possa fondarsi anche in Occidente come tradizione viva.
Pranayama. La dinamica del respiro
André Van Lysebeth
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1978
pagine: 284
Fuoco bianco. Intuizioni e insegnamenti di un maestro advaita
Mooji
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2019
pagine: 320
Ogni brano rappresenta un'indicazione pratica che riporta la mente al silenzio, alla sua origine. Il testo nasce dalla trasmissione orale da maestro a studente, ma è stato poi rielaborato e curato da Mooji stesso, e riccamente illustrato con le sue pitture a china, per cui reca fin nei particolari l'immediatezza, l'efficacia, l'imprevedibilità e persino l'incongruità che si addicono all'armonia totale del risveglio. E quello spazio di calma, affetto incondizionato e comprensione lucida e vigile, che questi aforismi rendono evidente, non rimane una descrizione di qualcosa di lontano o irraggiungibile, ma diventa un'esperienza diretta per chi legge. Sia i detti brevi che i brani più lunghi portano i lettori assetati di verità alla stessa destinazione, cioè al riconoscimento della consapevolezza pura, della realtà assoluta, dell'essenza profonda di ogni essere vivente e di ogni universo. Questa comprensione sprigiona la pace, l'amore, l'appagamento e la felicità, che sono la meta di ogni ricercatore dello spirito.
Buddha e natura di Buddha nello Shobogenzo. Testi scelti di Eihei Dogen Zenji
Aldo Tollini
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2004
pagine: 262
In questo testo sono stati tradotti e commentati sei capitoli della maggiore opera di Dogen, lo "Shobogenzo" (il "Tesoro dell'occhio vera legge") scritto tra il 1231 e il 1253. La scelta dei capitoli è stata determinata dal tema comume che li unisce: lo stato di buddha e la buddhità; cosa significa essere un buddha, che differenza comporta rispetto al suo opposto, l'essere ordinario, quali sono le connotazioni caratteristiche che distinguono colui che all'illuminazione è giunto, ed è un buddha, o un risvegliato.

